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03:12 20 Agosto 2019
Vorbereitungen auf G20-Gipfel in Osaka

G20 di Osaka, cosa c’è da aspettarsi?

© REUTERS / ISSEI KATO
Opinioni
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Marina Tantushyan
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Tra il 28 e il 29 di giugno, Osaka (Giappone) ospiterà la 14esima riunione del G20, a cui parteciperanno i leader, ministri delle finanze e governatori delle banche centrali di 19 paesi più industrializzati del mondo, oltre all’Unione europea.

Sotto la presidenza giapponese del G20, il vertice di quest'anno darà la priorità a 4 temi chiave: economia digitale, realizzazione della Società 5.0, questioni globali come i cambiamenti climatici e i rifiuti di plastica negli oceani e impatto globale dell'invecchiamento della popolazione sulle economie e sulla politica sociale. Sul tavolo, inoltre, aleggia la discussione sulla riforma del commercio mondiale in un contesto globale segnato proprio dalla guerra commerciale degli Usa contro la Cina. Le tensioni geopolitiche che gravano sul vertice di Osaka vedono, invece, l'Iran in cima alla lista.

Cosa c’è da aspettarsi? Riuscirà il vertice di Osaka a mandare un segnale positivo all’economia mondiale? Quale sarà il ruolo dell'Italia nel G20? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Silvia Menegazzi, Professoressa del Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS Guido Carli e Socia fondatrice del Centro Studi sulla Cina Contemporanea (CSCC). 

— Professoressa Menegazzi, secondo ad un approfondimento dell’Ispi, i leader del G20 siano sempre meno disposti a giungere a compromessi e, di conseguenza, l’utilità di questo organo decisionale sia messa in discussione. Che peso, a Suo avviso, ha il vertice del G20 nello scacchiere internazionale? Questo summit possa davvero diventare il luogo d’incontro per una “squadra che agisce” oppure destinato a trasformarsi in ennesimo “salotto per fare conversazione”?

— Io ho una visione un po’ diversa. Il G20 nasce come una risposta al G7, perché il G7 escludeva tutte le più grandi economie internazionali. Quindi il G20 nasce proprio per soddisfare questo bisogno. Nello stesso tempo il G20, cosi come il G7, resta sostanzialmente i forum che istituzionalizza sempre di più, ma di fatto non è diventato una organizzazione internazionale vera e propria. Per cui credo che comunque aspettarsi un cambiamento quasi epocale in seguito a questo meeting non è possibile, ma sono convinta che questo tipo di incontri sono fondamentali per discutere di temi importanti.   

— G7 e G20 sono i due format complementari, alternativi o forse competitivi?

— Non sono sicuramente competitivi ma direi che possano essere invece complementari. Sicuramente il G20 è un forum importante perché, come ho già detto, escludere determinati paesi non ha assolutamente nessun senso. Se si parla di politica globale, ovvio che alla discussione devono partecipare i grandi attori globali come, per esempio, la Russia.  

— Il G20 rappresenta l’occasione per una discussione sulla necessità di riformare il commercio globale ed il WTO ed evitare l'escalation delle guerre commerciali. Quali passi concreti i paesi più industrializzati del mondo, che contano per oltre l'80% del prodotto mondiale lordo, potrebbero fare per almeno tenere la situazione sotto controllo?

— I passi concreti si può fare ma sempre all’interno del forum. Una delle sfide del G20 sarà quella come la Cina e gli Stati Uniti avranno modo di interagire relativamente alla guerra commerciale. In questo contesto i due paesi possono avanzare delle proposte, discutere su determinati temi ma non si può aspettare che questo porterà poi ad uno vero e proprio outcome siglato.

— Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia nuovi dazi sull’import di Pechino negli Usa se l'accordo con la Cina dovesse saltare. Nonostante la natura del forum, pensa che ad Osaka sarà comunque siglata la pace commerciale tra Usa e Cina di cui parlano tutti i giornali? Ci sono dei presupposti?

— Non credo, sono piuttosto scettica. Ovviamente potrei anche sbagliarmi, però visto l’escalation negli ultimi mesi, Cina e Stati Uniti hanno, a mio avviso, delle posizioni troppo divergenti.

Una delle questioni cruciali riguarda il ruolo fondamentale giocato dalla Cina per quello che riguarda la tecnologia digitale e soprattutto il 5G. La Cina è vista da Washington come una grande potenza che in qualche modo minaccia l’egemonia degli Stati Uniti conquistata dopo la fine della guerra fredda. Mentre per tanto tempo esperti e studiosi si domandavano e si focalizzavano molto sulla possibilità che ci fosse uno scontro tra la Cina e gli Stati Uniti in termini militari, adesso abbiamo visto che invece questa situazione si è trasformata in una guerra commerciale.

Direi che anche se nell’ambito del G20 verrà raggiunto qualche compromesso “a voce”, bisognerà poi vedere se al di fuori di questo contesto multilaterale sarebbe possibile portare avanti questa visione basata su una pace commerciale, piuttosto che sulla guerra.

— In questo momento i riflettori sono anche puntati sul bilaterale tra Putin e Trump. Presumibilmente al centro dell'incontro verranno toccati temi come l’Iran e la Siria. Aspetta una svolta su questi dossier “dolorosi”? Osaka, a Suo avviso, potrebbe diventare la sede per trovare una soluzione a una crisi politica internazionale?

— I meeting bilaterali, che avvengono a margine del G20, sono importanti ma allo stesso tempo, secondo me, non possono essere risolutivi. Perché, per esempio, riguardo la questione iraniana, Russia e Stati Uniti sono sicuramente gli attori strategici però non sono gli unici paesi coinvolti. Abbiamo visto nel passato che una possibile soluzione per l’accordo nucleare iraniano è stata raggiunta solo supportando un approccio multilaterale. Quindi, puntare solo sul bilateralismo non è, a mio avviso, una soluzione ottimale.

— L’Italia ospiterà il G20 nel 2021. Che ruolo potrebbe esercitare Roma all’interno di questa struttura fra due anni?

— Secondo me, l’Italia può giocare un ruolo importante. Abbiamo visto di recente, quando è avvenuta la firma del Memorandum of understandingsulla Nuova via della seta, è stata una delle notizie importanti che si leggeva sia sulla stampa italiana che su quella internazionale. L’Italia in questo momento è l’unico paese di G7 che ha firmato accordo sulla Belt and Road Initiative.

In realtà questi forum hanno una loro importanza, se non effettiva per risolvere i problemi, ma al livello di rappresentanza, in termini di status internazionale. Quindi in prospettiva il G20 può essere per l’Italia un momento importante, in cui il nostro paese cercherà in qualche modo di coordinare quello che possono essere gli interessi economici al livello internazionale.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Intervista, Giappone, Vertice G20, G20
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