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16:42 16 Luglio 2019
Il concept di pala gommata a metano TETRA di Case Construction al lavoro

La sfida del "MADE IN EUROPE" a Cina, India e USA

ALDO FERRERO
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Riccardo Pessarossi
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In tempi di ruspe usate per distruggere, non dimentichiamoci che nel mondo una su cinque, di queste ruspe, è europea e serve per creare le case, le scuole, gli uffici dove passiamo la nostra vita. Ma mentre Cina, USA e India spingono i propri produttori, l'Unione Europea fatica ad adottare una politica di settore.

Come una pala che alza la terra, o un altro materiale durante dei lavori, così il settore delle macchine per costruzione europeo, punta a porsi a capo dell' evoluzione del continente in cui viviamo nei prossimi 5 anni. Per questo la categoria chiede alla nuova Commissione Europea che si insedierà una politica industriale chiara, un vicepresidente con delega all'industria che sia interlocutore diretto, ed una reciprocità venuta a mancare soprattutto nei confronti dei "partner" più aggressivi, come la Cina.

In occasione della presentazione alla stampa del concept di pala gommata a metano TETRA di Case Construction, ne ha parlato in un'intervista esclusiva a Sputnik Italia Riccardo Viaggi, segretario generale del CECE, Committee for European Construction Equipment, che rappresenta il settore delle macchine e attrezzature per costruzione europeo: 1200 aziende, 40 miliardi di euro di fatturato e il 20% della produzione globale.

Tutto inizia con una macchina movimento terra 

E' appena intervenuto alla presentazione di “Tetra”, la prima pala meccanica a metano, progettata da cnh industrial. Il futuro inizia da qui?

Per me quello che rende questo progetto affascinante è la possibilità, attraverso una macchina, proporre delle soluzioni per toccare tutte le grandi sfide dei nostri clienti, su diversi segmenti. L'idea di perseguire l'obiettivo ambientale ambientale quasi come una conseguenza del perseguire l'obiettivo dell'aumento della produttività per i nostri clienti. Quando un'impresa leader come CNH riesce a fare questo, credo sia una bella storia per l'intero nostro settore.

La presentazione alla stampa del nuovo concept di pala gommata a metano TETRA di Case Construction
CNH Industrial
La presentazione alla stampa del nuovo concept di pala gommata a metano "TETRA" di Case Construction

La costruzione è "l'industria delle soluzioni": quale punto d'incontro rileva tra il vostro settore e le esigenze dei cittadini europei? 

Il nostro è un settore che ogni tanto manca di soluzioni, ed è un pochino statico rispetto a certe innovazioni, essendo un settore sulla frontiera tra il manufacturing, dove l'innovazione e la produttività sono all'ordine del giorno ed una filiera come quella del constructioning in cui si fatica a trovare innovazione. La capacità di essere a cavallo di essere tra due filiere, è ciò che rende CECE ed i membri di CECE molto interessanti per la società, perchè un settore come quello dell'edilizia, in cui lavorano quasi 20 milioni di europei, è un settore che ci da gli ambienti in cui viviamo, lavoriamo, ed è quindi un patto sociale, che può essere molto positivo.

Cece ha una storia di 60 anni, nei quali il nostro continente è stato interessato da continui cambiamenti tecnologici e sociali, che proseguono tuttora: quali sono le sfide cruciali da qui ai prossimi anni, quali istanze portate avanti con il vostro manifesto programmatico “ROAD TO 2024” ?

Riccardo Viaggi, segretario generale di CECE intervistato da Sputnik Italia
Sputnik
Riccardo Viaggi, segretario generale di CECE intervistato da Sputnik Italia

In termini “politichesi” quello che noi chiediamo con il nostro manifesto è, da parte della UE, di prendere coscienza della competitività globale dell'industria manifatturiera europea, l'idea del “Made in Europe”, che è tenuta in grandissima considerazione in giro per il mondo deve essere rafforzata dalla politica. La nostra maggiore richiesta all'interno del manifesto è quella di spingere l'Unione Europea di una politica di strategia industriale. Noi lo facciamo perchè sappiamo che la competitività globale del “Made in Europe” è sotto pressione, non c'è bisogno di nasconderlo.

Ma il mercato globale è anche una grandissima opportunità per un settore manifatturiero maturo, di leadership, come quello europeo. Dopo essersi interessati a tanti altri megatrend, è ora che il parlamento europeo e la Commissione Europea che si stanno formando in queste settimane si occupino di una politica industriale per la competitività europea.

Make "MADE IN EUROPE" great again

Quali sono i fattori che "mettono sotto pressione" il Made in Europe? 

Le pressioni geografiche da altri competitor emergenti sono le prime: la Cina in primis, ma non solo. Noi abbiamo la percezione, la conoscenza di altre regioni del mondo che hanno una chiarissima strategia per diventare delle manifacturing power house.

L'India ha una strategia industriale molto chiara, anche sovvenzionata. L'America ha una strategica industriale chiara, anche con tendenze protezionistiche. L'idea non è copiare gli altri, ma come gli altri, dotarci di una strategia. Ci sono poi le pressioni che vediamo dalla digitalizzazione dell'economia, “la servitization”, la servizizzazione dell'economia, quindi l'idea che le nostre macchine diventano solo un oggetto per dare un servizio. Anche questa è una pressione, che se non capita in tempo, identificata ed i qualche modo influenzata, può costituire davvero l'inizio della fine.

Come si reagisce a queste pressioni? 

Se parliamo nei riguardi della Cina, noi non proponiamo la chiusura.

L'Unione Europea ha scelto con la Cina la politica della reciprocità e noi pensiamo che ad un certo punto, quando tu hai aperto i tuoi mercati, hai chiesto agli altri di essere altrettanto aperti e gli altri non si aprono, credo che le debite conseguenze debbano essere tratte.

Non abbiamo delle ricette, ma da due anni stiamo portando avanti insieme alla coalizione “Industry for Europe”, che raggruppa 130 settori industriali, una bozza di strategia di politica industriale e cominciamo ad avere delle orecchie interessate dai funzionari della Commissione Europea su questo.

L'industria delle soluzioni questa è la visione che CECE ed i produttori europei portano avanti
CNH Industrial
"L'industria delle soluzioni" questa è la visione che CECE ed i produttori europei portano avanti

Alla nuova Europa serve una politica industriale

A breve si insedierà la nuova Commissione Europea: quali sfide ha di fronte l'industria europea nei prossimi 5 anni, e che cosa vi aspettate dal suo operato in materia industriale?

In termini di politica industriale noi abbiamo individuato vari elementi:

Competenze e formazione; commercio globale, protezione, reciprocità, c'è l'elemento finanziario, l'elemento digitale, l'elemento ambientale.

Tutti questi devono far parte di una politica industriale che per ora l'Unione Europea non ha.

L'altra richiesta è l'identificazione all'interno della Commissione Europea di un vice presidente della Commissione Europea che si occupi di industria.

Attualmente non è così, i portafogli dei diversi commissari sono abbastanza disparati ma non c'è nessuno che veramente rappresenta l'industria in tutte le discussioni apicali che toccano tutti i portafogli delle commissioni. Ora a Bruxelles il grande dibattito è su chi si siederà in questi posti di commissario europeo, noi non abbiamo aspettative o suggerimenti, ma chiediamo che le nomine siano fatte in tempo e che il 1° novembre la nuova commissione sia operativa.

CECE, Commitee for European Costruction equipment, ha sede a Bruxelles e rappresenta gli interessi delle associazioni nazionali del settore macchine di 13 paesi europei, tra cui Italia (UNACEA), Gran Bretagna, Russia, Turchia, per un totale di 1200 imprese e 300 mila lavoratori.

Tags:
Innovazione, infrastrutture, industria, Costruzione, Terra, movimento, Torino, Bruxelles, Commissione Europea
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