14:23 17 Novembre 2019

Le aziende italiane al RosUpack di Mosca: qualità e innovazione

© Foto : Sofya Leskova
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Dal 18 al 21 di giugno a Mosca nell’area fieristica Crocus Expo si è tenuto RosUpack 2019, la 24° edizione della fiera internazionale del settore del Packaging.

Un settore molto vasto che va dalla produzione di cartoni, fino all’impacchettatura delle merci, compresi i generi alimentari. Un approccio al settore sui 360°, tanto da includere all’interno dell’esposizione anche un intero comparto “Printech” dedicato ai macchinari per la stampa delle etichette e dei vari materiali pubblicitari, oltre che per la laminazione delle confezioni su vari tipi cartacei.

Circa seicento le ditte presenti nei rispettivi stand dislocati tra i numerosi settori dei padiglioni adibiti a questa imponente manifestazione fieristica. Nonostante questo l’Italia riesce a mantenere delle buone posizioni. Certamente, in Russia, il prestigio del “Made in Italy” non è mai tramontato e continua a rappresentare la miglior garanzia di qualità non solo nel settore specifico del packaging, ma in generale.

I nostri imprenditori devono però impegnarsi a fondo per mantenere e tutelare dalla concorrenza le loro quote di mercato, sia garantendo un livello costante di alta qualità, sia con la continua innovazione, una caratteristica intimamente legata al know-how italiano.

Non a caso in fiera al RosUpack quest’anno la presenza italiana con 30 aziende, per la maggior parte lombarde, era seconda solo alla presenza cinese per ciò che concerne la partecipazione di ditte straniere.

  • Produzione Ditta Tecnomac
    © Foto : Sofya Leskova
  • RosUpack di Mosca
    © Sputnik . Eliseo Bertolasi
  • RosUpack di Mosca
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  • Ditta Tecnomac - RosUpack di Mosca
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© Foto : Sofya Leskova
Produzione Ditta Tecnomac

Una trentina, quindi, le ditte italiane presenti col proprio stand, senza contare tante altre aziende italiane presenti col proprio marchio e i propri macchinari ospitate negli stand russi dei propri rivenditori o partner locali. Un dato rilevante che indica, non solo il perdurare della domanda del “Made in Italy” da parte del mercato russo, ma soprattutto tanta voglia di fare, di mettersi in gioco, di non perdere l’export conquistato, di molte aziende italiane, nonostante il clima non favorevole delle sanzioni, nonostante i costi non proprio economici di partecipazione alle fiere di Mosca; costi significativi per la piccola e media impresa, che spesso in Italia si trova malapena a galleggiare in acque asfittiche, schiacciata da cavillosi vincoli comunitari e da una pressione fiscale sempre più aggressiva.


Sputnik Italia presente a RosUpack 2019 ha raccolto un paio di testimonianze significative sulla presenza italiana all’evento che in generale riassumono: le tendenze, le posizioni, le ambizioni, anche le problematiche degli imprenditori italiani che operano sul mercato russo.

L’ingegner Stefano Monfredini della ditta Tecnomac, di Cremona, presente con un macchinario ospite nello stand del suo rivenditore russo si è soffermato soprattutto sulle difficoltà da dover gestire e superare per mantenere una performance adeguata su questo mercato:

© Foto : Sofya Leskova
Stefano Monfredini

— Noi produciamo macchine per la laminazione di carta e cartone, siamo presenti sul mercato russo da oltre vent’anni. Proponiamo una gamma di macchinari volti alla risoluzione di problemi di produzione nel nostro settore specifico. L’esperienza accumulata in tanti anni di lavoro si traduce in macchinari semplici di utilizzo ma altamente produttivi ed innovativi al punto da poter soddisfare con adeguate soluzioni tecniche ogni richiesta, anche le più complesse, da parte del cliente. Sono qui in fiera perché ultimamente abbiamo realizzato, tramite il nostro rivenditore russo di Mosca, delle vendite di un nostro nuovo modello. Il nostro rivenditore ha pensato di presentare questa macchina nel suo stand ed io sono qui per rafforza l’azione di promozione del marchio Tecnomac.

— Quali le sue impressioni? Ha fatto trattative?

— C’è molto interesse. La nostra qualità viene molto apprezzata, diventa però una corsa in salita quando c’è d’accordarsi col cliente russo sul prezzo di vendita: il loro mercato è saturo di prodotti di minor qualità prevalentemente cinese e quindi anche di minor prezzo. D’altro canto quando l’Unione Europea ha messo in atto le sanzioni alla Russia, i russi si sono ovviamente rivolti ad altri mercati, l’Europa si è dimenticata che nel mondo non esiste solo lei. Il problema è che noi produttori italiani oltre una certa soglia di prezzo finale non possiamo scendere, in Russia non si rendono conto di quanto costi produrre in Italia: manodopera, tasse, burocrazia asfissiante, soprattutto poco supporto all’impresa.

— Quindi, una questione fondamentale è cercare di mantenere stretto il proprio business e la propria quota di export in Russia?

— Assolutamente, e guai a perderlo! Purtroppo contrariamente ai nostri colleghi imprenditori tedeschi ad esempio, ne conosco più di uno, noi non disponiamo dello stesso livello di supporto e di protezione che la Germania in maniera poderosa mette in atto per difendere la propria classe imprenditoriale. Noi italiani abbiamo il 100% del rischio imprenditoriale sulle nostre spalle. Sentiamo anche la responsabilità sociale di dover pagare gli stipendi e i contributi ai nostri dipendenti. Nonostante tutto riusciamo a continuare poiché armati da uno spirito di abnegazione totale e da tantissima voglia di fare.


Anche Marco Buccaro responsabile commerciale della ditta Multipress di Brescia che produce macchine da stampa flessografiche a tamburo centrale, presente in fiera con il proprio stand ha portato la sua esperienza: "La Russia è uno dei nostri mercati più attivi. Abbiamo già installato circa 20 macchine nelle più importanti città russe: Mosca, San Pietroburgo, Samara, Tomsk... Siamo presenti su questo mercato da circa 15 anni".

Di cosa si tratta la produzione di Multipress l’ha spiegato il responsabile tecnico dell’azienda, l’ingegner Alberto Pezzaioli: "Noi produciamo macchine per la stampa di tutto l’imballaggio flessibile che va dall’alimentare al farmaceutico al chimico: dal sacchetto per la spesa, fino all’etichetta da mettere sulle confezioni. In altre parole tutto ciò che si presenta impacchettato in un supermarket in materiale plastico è prodotto con dei macchinari tipo il nostro".

© Sputnik . Eliseo Bertolasi
Marco Buccaro, Alberto Pezzaioli - Ditta Multipress

— Signor Buccaro, quali sono le vostre strategie aziendali sul mercato russo?

— Noi abbiamo incentrato il nostro core-business nell’entry-level: macchine totalmente prodotte in Italia, elettroniche che danno la possibilità ad un investitore iniziale russo di poter lavorare sul proprio mercato producendo un prodotto di qualità-prezzo soddisfacente e inoltre, soprattutto, i far fruttare immediatamente il suo investimento iniziale grazie all’immediata produzione di qualità.

— Quali sono le sue impressioni in questi giorni di fiera:

— Notiamo tanto interesse verso il macchinario che abbiamo esposto. Un dato che ci ha gratificato molto: il fatto che sono arrivati da noi, allo stand, clienti potenziali mandati da altri nostri clienti ai quali abbiamo già venduto i nostri macchinari. Un “passa parola” basato sull’affidabilità della nostra produzione.

— Quali sono le sue aspettative?

— Certamente di penetrare maggiormente in questo paese enorme.

La Russia già da tempo, rappresenta un punto di riferimento obbligato nelle strategie di internazionalizzazione, non solo per i grandi gruppi, ma anche per la piccola e media impresa italiana.

Chi approccia questo mercato in modo serio e sul lungo periodo di solito ottiene risultati positivi. Una volta superate alcune complessità di tipo amministrativo, doganale... il mercato russo offre elevate opportunità in molteplici settori.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Intervista, Aziende europee, Relazioni Italia-Russia
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