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17:08 16 Luglio 2019

Corteo NO MUOS a Catania: Fuori gli Usa dall'Italia, fuori l'Italia dalla Nato

© Sputnik . Clara Statello
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Clara Statello
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Continua la battaglia dei NO MUOS contro le mega antenne satellitari USA, installate nella riserva naturale della "sughereta" di Niscemi (CL), utilizzate nelle strategie militari e nelle guerre della NATO per la trasmissione di comunicazioni e comandi agli utenti mobili, cioé sottomarini, cacciabombardieri e droni.

Con un corteo di circa un migliaio partecipanti, provenienti da tutta la Sicilia, pacifisti, indipendentisti antimilitaristi, mamme, ambientalisti, hanno ancora una volta espresso la loro contrarietà all'occupazione militare dell'isola da parte di basi, installazioni, antenne militari statunintensi, con slogan "Fuori la NATO dall'Italia, fuori l'Italia dalla NATO", "La Sicilia sarà più bella senza il Muos e Sigonella", "I popoli in rivolta scrivono la storia, NO MUOS sino alla vittoria" e il popolare "Yankees Go Home".

"Il MUOS è uno strumento di coordinamento delle forze di attacco, oltre che di monitoraggio, di terra, di mare e di cielo", afferma Mario di Mauro, portavoce del movimento indipendentista Terra e Liberazione "una centrale di coordinamento che sostanzialmente in caso di guerra diretta sarà una centrale di comando. Oltre che un obiettivo strategico che sarà colpito immediatamente con tutto quello che gli sta attorno. E purtroppo ci abitiamo in 5milioni di siciliani in Sicilia. Siamo cavie umane della terza guerra mondiale".

L'istallazione del MUOS di Niscemi era stata immediatamente oggetto di polemica, sia da parte degli abitanti del paese che delle istituzioni comunali, e per i danni ambientali causati dalla scelta di una riserva naturale e per i danni alla salute causate dalle emissioni elettromagnetiche. Ma gli attivisti No Muos hanno sempre tenuto a non apparire come il solito comitato NIMBY: l'opposizione al MUOS non è una semplice questione locale, ma anche l'opposizione ad una strategia militare che considera la Sicilia come una piattaforma nel Mediterraneo e una base militare da cui condurre guerre verso gli altri popoli. Non si vuole essere né base né obiettivo strategico delle guerre NATO.

Dice Alessandro, militante palermitano del Partito Comunista: "Il movimento NO MUOS è un movimento antimperialista, non è un movimento NIMBY. La lotta No Muos non può essere altro che una lotta antimperialista, perché il MUOS è uno strumento bellico utilizzato dall'imperialismo internazionale per perpetrare il suo dominio contro i popoli e contro i lavoratori".

Per questa ragione il corteo contro il MUOS non è soltanto un evento necessario per rimettere al centro del dibattito la questione, in un momento in cui si parla di lavori di consolidamento della base e il comune di Niscemi è ricorso contro il Ministero della Difesa che ha autorizzato nuovi lavori senza sentire le autorità locali, ma è anche un momento per rilanciare l'opposizione a tutte le installazioni militari, da Trapani Birgi ai radar di Lampedusa, dal porto di Augusta all'installazione di ulteriori antenne a Sigonella, già capitale mondiale dei droni, per riportare dopo tanto tempo le rivendicazioni di questa lotta nelle strade della città, per parlare di antimperialismo ed antimilitarismo, di devastazione ambientale, di ambientalismo e anticapitalismo, di guerre e immigrazione.

Sono questi gli elementi che caratterizzeranno questa grande manifestazione che sfilerà lungo le vie principali di una città martoriata, in pieno dissesto economico, con un tasso di disoccupazione elevatissimo, ricca di giovani che sono però costretti ad emigrare, perché mancano servizi, la sanità non è delle migliori, il lavoro non si trova, ed anche chi ce l’ha è costretto a vivere una vita precaria, tra contratti saltuari e stipendi che non arrivano, come si legge nel comunicato di convocazione della manifestazione.

Si protesta anche contro la presenza dei marines statunitensi nelle scuole siciliane. Sempre più spesso gli alunni sono coinvolti in attività didattiche svolte assieme ai militari di un paese straniero, presentate come progetti linguistici o interscambi culturali.

Dice Claudia Urzì, docente dell'USB: "Noi ci siamo schierati e abbiamo fatto un comitato di insegnanti contro la guerra nelle scuole, perché attraverso l'alternanza scuola lavoro, hanno introdotto la presenza di marines americani, di armi. Sono successe delle cose veramente gravissime. Abbiamo visto bambini in età scolare, quindi minori, stiamo parlando di un istituto comprensivo, con armi in mano. Questa è una cosa inaccettabile".

La manifestazione di ieri è stata solo l'inizio di una calda estate di attivismo contro la militarizzazione del territorio. Giacomo Cacia, organizzatore della protesta, infatti dice: "Questa manifestazione è la prima di un ciclo, che ci vedrà poi concludere con un campeggio resistente dal 2 al 5 agosto a Niscemi, presso il presidio NO MUOS, che è a contatto con la base militare, in cui ribadiremo il nostro NO alle basi, lo ribadiremo nel paese di Niscemi e lo ribadiremo anche a ridosso della base militare degli americani che vogliamo smantellata".

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
MUOS, NATO, Sicilia, Italia
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