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17:56 20 Luglio 2019
Agenti della polizia italiana a Milano

Decreto sicurezza bis, parola alla polizia

© AP Photo / Luca Bruno
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Tatiana Santi
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Il decreto sicurezza bis, oltre alle norme sull’immigrazione, contiene anche una parte sulla tutela degli operatori delle forze dell’ordine. Previste pene più severe per chi aggredisce le forze di polizia e sanzioni per chi manifesta con intenti violenti utilizzando oggetti pericolosi. Le nuove tutele per le forze dell’ordine sono sufficienti?

Il dl Salvini, molto discusso soprattutto per il suo nucleo centrale in merito alle misure per contrastare l’immigrazione clandestina, riguarda anche le forze dell’ordine. I casi di aggressione agli agenti di polizia riempiono la cronaca, ma spesso per un operatore delle forze dell’ordine difendersi è un’ardua impresa.

Ebbene, quali sono stati i passi in avanti del decreto sicurezza bis e quali sono le misure necessarie ancora da adottare? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato autonomo di polizia (SAP) e Stefano Lulli, coordinatore nazionale CSA OSPOL (Organizzazione sindacale delle polizie locali).

- Stefano Paoloni, il decreto sicurezza bis ha migliorato la condizione lavorativa della polizia di stato?

- Prevede diverse norme a tutela degli operatori, in particolare sono previste delle sanzioni più aspre per chi usa violenza e resistenza nei confronti delle forze dell'ordine in occasione di manifestazioni sportive o comunque manifestazioni di piazza. Inoltre prevede delle sanzioni più aspre per chi si presenta alle manifestazioni con bastoni, scudi, caschi, quindi con evidenti intenti violenti. È previsto che non si possa procedere ad archiviazione per fatto di lieve entità in procedimenti riguardanti resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

- Quale misure invece ritiene che debbano ancora essere adottate per agevolare il lavoro della polizia?

- ...Quanto tempo ho?

- Beh, parliamo delle cose da fare in primis ...

- Servirebbero le bodycam sulle divise, sulle auto di servizio ed in tutti gli ambienti dove operiamo con persone sottoposte a misure di polizia. Strumenti adeguati come il taser, ma anche tutele in occasione di procedimenti penali in cui per fatti professionali sono coinvolti gli operatori di polizia. Chi sbaglia certamente deve pagare, ma non può essere una strategia difensiva quella del delinquente che denuncia un operatore di polizia per sviluppare meglio una sua difesa.

Inoltre noi ci dobbiamo difendere da soli anche economicamente. Mi spiego: se io in un intervento di polizia denuncio una persona perché ha commesso un furto, e questa persona mi controdenuncia per un qualsiasi motivo, magari perché mentre stava firmando il verbale si è fatta male al dito, io non sarò più un testimone nel suo processo penale ma sarò un imputato in un procedimento connesso. Quindi cambierà il peso della mia deposizione e lui quindi ne trarrà vantaggio. Io dovrò quindi difendermi da solo, da solo dovrò andare dal mio avvocato e personalmente mi dovrò pagare le spese legali. Capisce che i procedimenti penali più complessi, dove magari serve una perizia balistica raggiungono dei costi di migliaia e migliaia di euro che vanno tutti anticipati e ci saranno restituiti solo in caso di archiviazione al termine del procedimento penale. Rimanere esposti per dieci anni con costi importanti per fatti di natura professionale è qualcosa di poco opportuno. 

- Quindi per evitare questo cosa è necessario?

- Quello che era previsto nel vecchio codice penale, ossia la previsione di una speciale forma di archiviazione per gli operatori delle forze dell'ordine quando sussistono cause di giustificazione rispetto al loro operato. Penso per esempio all'uso legittimo delle armi: se si riconosce che è stata legittimamente usata un'arma nel corso di una rapina è legittimo l'uso dell'arma, mentre se si viene sottoposti ad un giudizio penale non si procede con un'archiviazione immediata. Potrei farle diversi esempi: un anno fa a Brindisi i miei colleghi sono intervenuti ad un assalto ad un bancomat di notte e quando sono arrivati i rapinatori hanno sparato ai miei colleghi, cosicché hanno risposto al fuoco e ne hanno colpito uno. La volante è stata quindi sottoposta a procedimento penale per atto dovuto.

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- Possiamo dire quindi che con il decreto sicurezza bis si sono fatti dei passi in avanti, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Ad ogni modo fino ad oggi i poliziotti non erano tutelati in caso di aggressioni, giusto?

- Direi di no, o poco tutelati. Abbiamo iniziato dal mese di giugno a denunciare le aggressioni note alle forze dell'ordine, ne abbiamo contate dal primo di giugno da oltre 30 con quasi più di 50 colleghi aggrediti. Noi auspichiamo che in sede di conversione del decreto legge si possano implementare le garanzie funzionali nei confronti delle forze dell'ordine.

Di un avviso totalmente negativo in merito al decreto sicurezza bis è Stefano Lulli, coordinatore nazionale dell’Organizzazione sindacale delle polizie locali (CSA OSPOL), che ha indetto uno sciopero a Roma venerdì 21 giugno per chiedere al governo una nuova legge di riforma della Polizia Locale.

- Stefano Lulli, il decreto sicurezza bis ha migliorato le condizioni di lavoro della polizia locale?

- Assolutamente no, alla polizia locale vengono date sempre più incombenze ma non viene definito il suo status giuridico e ordinamentale.

- Quali sono gli obiettivi principali dello sciopero di oggi a Roma?

- Noi chiediamo non più un rapporto di lavoro privatizzato, ma un rapporto di lavoro di contratto di diritto pubblico al pari di tutte le forze di polizia d’Italia a ordinamento civile. È impossibile che una polizia locale chiamata attivamente 24 ore su 24 in tutte le città d’Italia a garantire la sicurezza urbana non abbia le stesse tutele e gli stessi diritti delle altre forze di polizia.

- Rischiate la vita come le altre forze di polizia, ma il vostro lavoro non è considerato nemmeno un lavoro usurante. Possiamo dire che lo Stato vi tratta come una polizia di serie B?

- Sì, siamo una polizia di serie B. Svolgiamo compiti e servizi come le altre forze di polizia, ma non abbiamo le stesse tutele come la categoria usurante o la pensione privilegiata se succedono infortuni gravi o addirittura morti come ne abbiamo avuti, oltre 120 in 5 anni. In Europa inoltre è sempre più forte la minaccia terrorismo, la polizia locale è chiamata anche ad essere integrata alle altre forze di polizia per il controllo sul territorio.

Oggi manifestiamo a Roma, ci sono tutte le delegazioni della polizia locale degli oltre 7900 comuni. Chiediamo al governo e al parlamento di decidere in fretta e fare una nuova legge di riforma sulla polizia locale.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Violenza, Immigrazione, Sicurezza, Polizia, Matteo Salvini, decreto legge
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