23:25 10 Dicembre 2019

Immigrazione: porti chiusi, aeroporti aperti

© Foto : Mediterranea Saving Humans
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L’accogliente Germania accelera con le richieste di trasferimento dei profughi verso l’Italia. Secondo uno scoop di Repubblica i “dublinanti” verrebbero sedati durante il viaggio. Nel frattempo a pagare per le regole europee è l’Italia.

L’inchiesta di Repubblica fa esplodere la polemica: in sei mesi la Germania ha rimandato in Italia quasi 1200 profughi in aereo, ma sarebbero solo una parte di tutte le richieste di trasferimento. Niente più barche e barconi, sembra infatti che arrivino più migranti dall’Europa che dall’Africa. Si tratta di arrivi legittimi consentiti dal regolamento di Dublino, che prevede di trasferire i migranti nel Paese di primo approdo.

L’inchiesta punta i riflettori anche sul metodo di trasferimento dei profughi dalla Germania: “i dublinanti” verrebbero sedati e legati durante il tragitto. Per l’ennesima volta a pagare per le regole europee è l’Italia.

Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Daniele Scalea, presidente del think tank Centro Studi politici e strategici Machiavelli, autore del libro “Immigrazione. Le ragioni dei populisti” (Historica, 2019) e Mauro Indelicato, direttore di infoagrigento.it, redattore de Il Giornale.

Daniele Scalea
© Foto : fornita da Daniele Scalea
Daniele Scalea

- Daniele Scalea, con il ministro dell’Interno Salvini gli sbarchi si sono drasticamente ridotti, ma non gli arrivi in aeroporto dalla Germania. È una falla nella politica del ministero dell’Interno?

- Gli arrivi dalla Germania avvengono in virtù delle regole di Dublino: chi è entrato in Italia deve avere la sua richiesta di protezione valutata dall'Italia. Per anni i governi italiani di sinistra hanno aperto le porte della penisola agli immigrati, convinti che molti si sarebbero poi mossi clandestinamente verso il Nord Europa. La Germania e gli altri Paesi europei hanno il diritto di rispedire in Italia chi è entrato nell'Ue dal nostro Paese.

Sono ipocriti, perché a parole immigrazionisti ma poi lesti ad espellere immigrati, ma rispettano le regole. Il motivo per cui i "dublinanti" dall'estero hanno superato gli sbarchi è proprio che Salvini ha quasi azzerato gli sbarchi. L'effetto si riverserà pure sul numero dei dublinanti, ma ciò richiede più tempo perché ora ci stanno rispendendo molti di quelli entrati all'epoca di Gentiloni.

- Chiudere gli aeroporti, non solo i porti, e rivedere il trattato di Dublino in sede europea. Il governo passerà ai fatti secondo lei?

- Le regole di Dublino sono controverse ma possono far sentire i loro effetti nefasti solo nel momento in cui ci sia un flusso immigratorio di massa. Bloccando l'immigrazione clandestina Salvini sta neutralizzando anche le regole di Dublino, che non si applicano in assenza di clandestini che si muovono dall'Italia verso altri Paesi. Quindi, gli aeroporti non si possono chiudere ai dublinanti; cambiare Dublino può essere opportuno ma non è la priorità. Il problema non è far entrare tutti e poi redistribuirli in Europa, come sostengono le sinistre (M5S incluso), bensì chiudere le porte a chi vuole entrare illegalmente in Europa - come fatto da Salvini e da Orban.

Il primo ministro ungherese Viktor Orban. (foto d'archivio)
© REUTERS / Remo Casilli
Il primo ministro ungherese Viktor Orban. (foto d'archivio)

- Mauro Indelicato, che la Germania rispedisca in Italia i migranti non è una novità, però si è scoperto che i profughi a bordo dell’aereo verrebbero sedati. Che cosa ne pensa del modus operandi dei tedeschi?

- È un modo che non rispetta le regole etiche giuridiche nei confronti dei diritti umani. Si parla di gente sedata e costretta a partire, non è una molto consono ai Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, Paesi che spesso bacchettano altri Stati per le condizioni dei migranti e le condizioni relative ai diritti umani. È una “caduta di stile” dei tedeschi e un abuso che viene perpetuato abbastanza censurabile a mio avviso.

- Possiamo dire che questo caso rispecchia come funziona l’Unione Europea, a pagare alla fine è sempre l’Italia?

- Ci sono delle regole che di per sé appaiono superate, come il regolamento di Dublino, che riversano sull’Italia, sulla Grecia e sulla Spagna la responsabilità sull’accoglienza. È una normativa superata, ma che al tempo stesso viene applicata a piacimento dai vari Paesi europei. C’è un sostanziale blocco da questo punto di vista che non facilita la condivisione e la soluzione del problema. L’Italia, al pari della Grecia e della Spagna, subisce per ovvie ragioni geografiche il fenomeno migratorio in prima persona e viene lasciata sola. L’Italia, in particolar modo, non può permettersi di ospitare anche migranti rispediti dalla Germania. Osserviamo un corto circuito che non facilita la condivisione del problema e che penalizza ulteriormente l’Italia.

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È un discorso che si può fare sui migranti, ma si può allargare su altre tematiche: è un’Unione Europea zoppicante. Per le prospettive future sono abbastanza scettico, perché ci sono Paesi che in teoria per affinità politiche dovrebbero essere più vicini all’Italia – mi riferisco a Visegrad con governi sovranisti – ma che sono i primi a respingere l’approccio solidaristico per quanto riguarda il discorso dei migranti. La Germania continuerà a rispedire i migranti verso l’Italia, Berlino e Parigi si opporranno alla revisione di Dublino. A mio avviso non ci sono spazi per un cambiamento.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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