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10:57 22 Agosto 2019
Mezzi militari americani in Siria

I soldi delle ferie li spendiamo in armi

© AP Photo / APTV
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Mario Sommossa
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Sono pronto a scommettere che non ve ne siate mai accorti (e come avreste potuto?): se la vostra famiglia è composta da quattro persone quest’anno avete speso 850 euro in armi.

Evidentemente si tratta soltanto di una media, calcolata a livello mondiale e che comprende perfino i neonati, ma serve per dare l’idea di quanto in tutto il mondo si è speso in armi nel 2018. Chi si prende la briga, ogni anno, di monitorare con accuratezza quali siano le spese militari dei vari Paesi è un istituto svedese ed esattamente il SIPRI – Stockholm International Peace Research Institute. Questa organizzazione indipendente raccoglie tutti i dati e li incrocia anche con il Prodotto Nazionale Lordo di ogni Stato. Leggendo il rapporto si scopre che i più grandi “spenditori” lo scorso anno sono stati, in ordine: Stati Uniti, Cina, Arabia Saudita, India e Francia. Messi insieme costituiscono da soli il 60% della spesa militare mondiale.

Quando parliamo di tali spese, non si intende solamente la quantità di soldi investita in armamenti ma si comprendono anche spese operative, salari e benefits, costo delle amministrazioni centrali, costruzioni a fini militari e attività varie legate al settore.

Scorrendo le cifre si scoprono strane cose. Il Paese che ha aumentato maggiormente in termine assoluti i propri investimenti a fine bellico tra il 2018 e il 2017 sono gli Stati Uniti che hanno visto il loro budget crescere di ben 27.8 miliardi di dollari. Se guardiamo ai termini percentuali, al primo posto si classifica la Turchia che ha incrementato la propria spesa di ben il 24% anno su anno (l’incremento assoluto è stato di 19 miliardi di dollari). Se pensiamo che, nello stesso periodo, l’economia generale turca è entrata in depressione riducendo così il reddito individuale dei suoi cittadini c’è da domandarsi quanto il turco medio ne sia a conoscenza e cosa ne direbbe se lo sapesse.

Altre notizie interessanti che si scoprono nel rapporto SIPRI sono che la spesa militare degli Stati Uniti, aumentata percentualmente del 4,6% sull’anno precedente, è la prima volta che cresce dal 2010 ad oggi arrivando nel 2018 a un valore assoluto di 649 miliardi di dollari. (Dopo gli atti terroristici del 2001, il solo aumento delle spese militari degli Usa è stato superiore alla spesa annuale globale di tutti i Paesi europei messi assieme).

Troviamo la Cina al secondo posto poiché arriva “solo” a spendere 250 miliardi, nonostante l’incremento sia di ben il 5%. A Pechino sono ben 24 anni consecutivi che ogni bilancio registra un aumento. Basti pensare che nel 1994 la sua spesa nel settore non superava i 25 miliardi (un aumento di ben dieci volte).

Per quanto riguarda i Paesi europei, quello che ha avuto l’incremento maggiore è stata la Polonia che ha aumentato la propria spesa per la difesa dell’8,9% arrivando a totalizzare 11,6 miliardi di dollari. È curioso anche vedere l’aumento di spesa dell’Ucraina, Paese con un enorme tasso di povertà diffusa (anche se si comprende la necessità di finanziare la guerra civile in corso): + 21% e cioè 4,8 miliardi di dollari.

Un altro dato interessante è scoprire quali siano i Paesi che hanno speso di più in proporzione al proprio Prodotto Nazionale Lordo. Si nota allora che al primo posto c’è l’Arabia Saudita che vi investe ben 8,8% della sua ricchezza totale. Segue l’Oman con l’8,2% e, staccati, l’Algeria (5,3%), il Kuwait (5,1%9) e il Libano (5%).

Chi ha, invece, ridotto le proprie spese militari nel 2018 rispetto all’anno precedente sono stati l’Algeria (-6,1%), l’Angola (-18%) e il Sudan (-49%). Anche i Sauditi, pur rimanendo i terzi maggiori spendaccioni del mondo, hanno diminuito le loro spese nel settore di ben 4,6 miliardi di dollari.

Un’ultima nota interessante riguarda la “pericolosa” Russia. Negli Usa e in Europa qualcuno continua a parlare di una sua volontà di invadere tutti i Paesi confinanti. Ebbene, se è veramente così, l’unica cosa che si possa dire è che al Cremlino devono essere piuttosto irrazionali. Come possono preparare degli eserciti di invasione se, come certifica il SIPRI, hanno perfino ridotto le proprie spese militari del 3,5% rispetto all’anno precedente?

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Armamenti, Arabia Saudita, UE, Italia, USA, Sipri, Spese militari
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