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14:43 24 Agosto 2019
Rowan Atkinson in Mr. BeanL'ex premier italiano Matteo Renzi

Lettera di Renzi a Monti - Caro amico bilderberghiano ti scrivo, così li distraiamo un po’

© Foto : da screenshot © AFP 2019 /
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Alessio Trovato
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Carteggio tra i due ‘geni’ incompresi della politica italiana. Dalle pagine del Corriere scambio di ‘profonde analisi’ politico e macroeconomiche tra i due ex Presidenti del Consiglio NON eletti dal popolo italiano e che al popolo italiano sono tuttavia convinti di avere molto da insegnare.

“Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio” (F. De Andrà, Bocca di Rosa).

Insomma due che avrebbero avuto mille modi di dimostrare tutta la loro ‘scienza’ nel periodo in cui erano al potere (stati messi) e che si riducono invece solo ora ad elargire magnanimi dall’alto i loro tanti buoni consigli. Come se veramente ci fosse un pubblico ancora ad ascoltarli. Ora che non possono dare più cattivo esempio si cimentano ognuno a raccontarci quanto era meglio quando c’erano loro. L’uno, Monti, ci spiega che quando c’era lui non solo i treni arrivavano in orario ma non c’erano neppure procedure di infrazione: “...importante analizzare come l’Italia sia riuscita a finire in questo scomodo angolo, dopo essere stato il primo Paese ad uscire, nella primavera del 2013, dalla precedente procedura per disavanzo eccessivo alla quale era stato sottoposto, con molti altri, nel 2009”. Proprio così ci scrive dalle colonne del Corriere nell’editoriale dal titolo già di per sé tutto un programma – ‘Le opportunità perdute dell’Italia in Europa’. Un pezzo nel quale ci spiega che se anche la procedura di infrazione dovesse andare a buon fine, comunque non sarebbe ‘a buon fine’. Cioè secondo her Professor, se anche non dovesse arrivare la procedura di infrazione:

“...e se poi non dovesse arrivare la temuta procedura, nell’intonare l’inno di Mameli si dovrebbe inserire un punto interrogativo dopo «Dov’è la Vittoria» — conviene riflettere sulla serie di errori che ha portato il nostro Paese a dipendere dalla clemenza degli altri, dopo diverse esibizioni di forza che non sembrano avere impressionato nessuno. Tranne, beninteso, milioni di docili e ignari elettori, orgogliosi finalmente di essere italiani perché viene detto loro che l’Italia dopo lungo tempo ha rialzato la testa, ha mostrato i pugni e che così per la prima volta si fa rispettare, in Europa e nel mondo”.

George Soros, Chairman of Soros Fund Management, listens during a seminar titled Charting A New Growth Path for the Euro Zone at the annual International Monetary Fund and World Bank meetings September 24, 2011 in Washington, DC.
© AFP 2019 / Brendan Smialowski
Chiaro no? Non siamo docili e ignari quando ci beviamo tutte le palle che ci raccontano i vari Monti, Renzi e bilderberghiani vari, no, siamo docili e ignari (modo elegante per non darci direttamente dei poveri idioti) quanto anche solo speriamo di poter rialzare la testa e riprenderci un minimo di sovranità. Per avvalorare le sue tesi Monti fa riferimenti a qual Fubini che conosciamo già perchè incontrato nell’articolo ‘Soros e i figli di Troika’ in cui scoprivamo che siede nell'European advisory board della Open Society di Soros: “...come ha spiegato con chiarezza Federico Fubini sul Corriere di ieri, una guerra all’austerità dichiarata oggi all’Europa assomiglia ad una guerra ad un fantasma...”. Insomma se la cantano e se la suonano tra di loro, poi “docili e ignari” ci chiamano quando proviamo a svegliarci.

Ma nulla di tutto questo ha fatto saltare sulla sedia il nostro Matteo Renzi in arte Mr. Bean, non certo i riferimenti sorosiani, non certo l’elogio dell’austerity o alla sottomissione supina ai dogmi bruxelliani – l’ex Primo Ministro Renzi, non eletto, se l’è presa perchè l’ex-ex Primo Ministro Monti, non eletto, ha osato paragonarlo al Governo Giallo-Verde che, per altro, bene o male per lo meno eletto è stato dato che una maggioranza per lo meno ce l’ha. Tre punti lo hanno fatto imbestialire nel contro editoriale dal titolo ‘Con noi l’Italia tornò a crescere’ (notare il passato remoto) e qui ve li ricapitoliamo: 1. “Con noi l’Italia è tornata a crescere” (ripetuto più volte nel caso non fosse stato chiaro l’involontario autosarcasmo del titolo) e a corollario cita la serie di dati scientifici che lo hanno reso famoso sul web con il termine di ‘cazzaro’, 2. Non è vero che gli 80 euro erano una marchetta elettorale: “provvedimento decisivo per dieci milioni di persone che hanno un salario medio basso” (certo, a che serve dare un reddito di cittadinanza a chi tanto è destinato ad estinguersi comunque, meglio dare un aiutino a chi almeno un giorno avrà ancora la forza di dirti grazie), 3. Ma sopratutto, a Renzi tira il sedere il vedersi paragonato a chi in Europa e in politica estera ha osato veramente anche solo provare a far vedere qualche accenno di attributo: “...davvero qualcuno in buona fede può paragonarlo al nostro esecutivo? Nel rapporto con l’Europa, ad esempio: noi abbiamo ridotto le procedure di infrazione ... oppure sulla politica estera, oggi in mano a un fedelissimo di Mario Monti quale Moavero Milanesi: noi stavamo con Obama ed eravamo protagonisti a Bruxelles. Qual è la linea del governo dal Venezuela ai gilet gialli, dalla Cina alla Libia?”.

Cioè in pratica dalle pagine del Corriere – sistema – fanno a gara a chi sia stato più fedele all’Europa e l’Euroatlantismo – sistema – due che fanno parte del circolo Bildeberg – sistema. Dov’è finita la famosa rottamazione? Bhè, citato pari pari dalle parole di Renzi stesso a chiusura della lettera: “...questo non è il governo Renzi. A Bruxelles se ne sono accorti. Gli imprenditori pure. Prima o poi se ne accorgerà anche Monti. Noi non abbiamo fretta, l’Italia forse sì”. Rileggere con attenzione: “NOI NON ABBIAMO FRETTA”. Renzi si prepara a diventare in nuovo ‘grande vecchio’ della politica italiana, altro che rottamazione. D’altra parte se il Bilderberg a Monti che era ospite fisso finché faceva comodo è dal 2015 che non lo invitano più e a Renzi invece hanno iniziato appena adesso... un motivo ci sarà.

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