23:40 17 Giugno 2019

Renault-Fca, il matrimonio si può ancora salvare?

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Tatiana Santi
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Sembrava una rottura definitiva, invece la partita Renault Fca si riapre, la parte francese si dice pronta a riprendere il dialogo con il gruppo automobilistico italo-americano. La possibile fusione segnerebbe la nascita di un gigante europeo, ma il matrimonio si può ancora salvare?

I continui rinvii del consiglio di amministrazione di Renault e le ingerenze del governo francese avevano fatto saltare la possibile fusione della casa automobilistica francese con Fiat Chrysler Automobiles. “Non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo”, il Lingotto è stato categorico e ha ritirato con effetto immediato la proposta di fusione addossando le colpe su Parigi.

Renault torna in campo con una mossa a sorpresa: il governo francese tiene aperta la porta al dialogo e il presidente del gruppo francese Senard si dice disponibile a riavviare i negoziati. La fusione Renault-Fca conviene all’Italia? Qual è il peso del governo italiano nei negoziati? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Marco Bentivogli, segretario generale della Federazione Italiana Metalmeccanici (FIM CISL).

- Le trattative Renault Fca non sembrano del tutto concluse, il presidente di Renault infatti vorrebbe riaprire il negoziato. Questa fusione a chi converrebbe di più secondo lei?

- Nel caso il rapporto fosse paritetico, 50 e 50, e l’integrazione fosse attuata in modo intelligente la fusione può far guadagnare entrambe le parti. È importante ricordare però che noi abbiamo sicuramente una sovrapposizione sul segmento B, il segmento delle auto medio piccole. L’Italia è molto forte nel settore premium e lusso con Alfa Romeo e Maserati, da questo punto di vista la Francia è più sguarnita nell’alto di gamma delle automobili. Inoltre mettere insieme successivamente Nissan e Mitsubishi può aiutare l’accesso al mercato asiatico su cui Fca è molto debole; avere le risorse finanziarie e le tecnologie di Nissan agevolerà il passaggio verso l’elettrico. Non dimentichiamoci anche della motoristica: sui motori sia noi sia i francesi abbiamo sovrapposizioni importanti.

- La fusione Renault-Fca è una buona occasione per l’Italia a suo avviso?

- Sì, è una buona occasione ad alcune condizioni. Apprezzo molto quello che ha detto il presidente Renault Senard in merito alla fusione definendola una grande possibilità di costruire un campione europeo, che oggi non c’è. Siccome siamo in una fase di consolidamento di grandi fusioni a livello mondiale, Fca rimarrebbe isolata, altrettanto vale per Renault.

- Quali sarebbero i possibili rischi di questa fusione per l’Italia?

- Come dicevo prima i rischi riguardano il settore B e la motoristica. Una condizione importante deve essere che la quota italiana non scenda sotto il 50%. Bisogna proteggere da un disimpegno possibile in futuro, va fatto un accordo che non consenta ad una parte di superare l’altra.

- In queste trattative il governo italiano che peso ha avuto?

- Il governo italiano è stato completamente assente, non si è accorto neanche che questa partita politico industriale è fra le più importanti degli ultimi 20 anni. Allo stesso tempo il governo francese ha esagerato vedendo l’assenza del governo italiano. Sia il ministro Le Maire sia Macron hanno pensato di strafare e hanno imposto condizioni inaccettabili, rilanciando continuamente il negoziato hanno fatto saltare la trattativa. Sia Elkann sia Senard hanno manifestato disappunto sull’ingerenza da parte del governo francese, parliamo del nazionalismo industriale della Francia che danneggia solamente i lavoratori e le imprese.

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Tags:
Nissan, industria, Automobile, Emmanuel Macron, Bruno Le Maire, fusione, Economia, Renault, Fca (Fiat Chrisler Automobile), Francia, Italia
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