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20:23 20 Agosto 2019
Le fortificazioni a Genova

Le fortificazioni genovesi vogliono sfidare la Grande Muraglia Cinese?

© Foto : Stefania Zini
Opinioni
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Marina Tantushyan
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Le fortificazioni genovesi rappresentano un patrimonio monumentale unico dal punto di vista storico, architettonico e paesaggistico, tale da poter aspirare ad essere inserite nella UNESCO WORLD HERITAGE LIST in qualità di progetto “seriale” (in quanto riguarda un elenco estensibile di siti).

Nell’ambito del progetto di Italia Nostra “Fortificazioni della Repubblica di Genova nel Mondo e la forma delle città”, la “Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Società Geografica Russa (Mosca)” e l’Associazione archeologica “Terra” (Voronegh), in qualità di partner russi del progetto e l’Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione “Italia Nostra” in qualità di partner italiano, hanno stipulato un accordo per lo sviluppo di un progetto di studio, ricerca archeologica e conservazione del paesaggio e delle fortificazioni genovesi nelle regioni del Mar Nero e del Mare di Azov.

Durante la visita della delegazione russa ad alcune fortificazioni genovesi a Genova, accompagnati da rappresentanti di Italia Nostra.
© Foto : Stefania Zini
Durante la visita della delegazione russa ad alcune fortificazioni genovesi a Genova, accompagnati da rappresentanti di Italia Nostra.

Le fortificazioni genovesi si estendono dalla Liguria, Corsica, Sardegna, alla Tunisia, Grecia, Turchia, Georgia, alla Federazione Russa, Ucraina, Romania, Bulgaria e rappresentano un patrimonio monumentale unico dal punto di vista storico, architettonico e paesaggistico, tale da poter aspirare ad essere inserite nella UNESCO WORLD HERITAGE LIST in qualità di progetto “seriale” (in quanto riguarda un elenco estensibile di siti).

Vale la pena ricordare che il solo sistema difensivo della città di Genova (mura, forti, torri, porte urbane, etc.) costituisce con i suoi 22,8 Km la più lunga cinta muraria d’Europa, e nel mondo è seconda solo alla Grande Muraglia Cinese.

Per maggior dettagli Sputnik Italia si è rivoto a Stefania Zini, Presidente della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Società Geografica Russa (sede di Mosca).

  • Dalla riunione presso la sede di Italia Nostra di Roma. Presenti i rappresentanti di Italia Nostra, della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Societa' Geografica Russa (Mosca) e della Associazione archeologia Terra (Voronegh)
    Dalla riunione presso la sede di Italia Nostra di Roma. Presenti i rappresentanti di Italia Nostra, della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Societa' Geografica Russa (Mosca) e della Associazione archeologia "Terra" (Voronegh)
    © Foto : Stefania Zini
  • Presentazione del progetto e dei risultati del viaggio dei rappresentanti della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Societa' Geografica Russa (Mosca) presso la Societa' Geografica Russa (Mosca)
    Presentazione del progetto e dei risultati del viaggio dei rappresentanti della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Societa' Geografica Russa (Mosca) presso la Societa' Geografica Russa (Mosca)
    © Foto : Stefania Zini
  • Dalla riunione presso la sede di Italia Nostra di Roma. Presenti i rappresentanti di Italia Nostra, della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Societa' Geografica Russa (Mosca) e della Associazione archeologia Terra (Voronegh)
    Dalla riunione presso la sede di Italia Nostra di Roma. Presenti i rappresentanti di Italia Nostra, della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Societa' Geografica Russa (Mosca) e della Associazione archeologia "Terra" (Voronegh)
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© Foto : Stefania Zini
Dalla riunione presso la sede di Italia Nostra di Roma. Presenti i rappresentanti di Italia Nostra, della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Societa' Geografica Russa (Mosca) e della Associazione archeologia "Terra" (Voronegh)

– Stefania, vorrei iniziare con una domanda di pura curiosità. Cosa rappresenta la grande muraglia di Genova che è considerata la più lunga fortificazione eretta in Europa e la seconda nel mondo dopo la Grande Muraglia Cinese? Come mai questo fatto è ancora poco conosciuto? Forse gli italiani non vogliono scomodare i cinesi…

– Si tratta di 7 cinte murarie che si sono sovrapposte nel tempo. Tra queste le mura sei-settecentesche rappresentano la più lunga cinta muraria in Europa e la seconda al mondo dopo la Grande Muraglia cinese.

Non è esatto dire che la muraglia Genovese sia poco conosciuta. Si tratta infatti di un monumento di fama internazionale. Il vero problema è che paradossalmente è poco visitata perché sono pochi a conoscerne la bellezza.

Ma ritornando a un paragone con la Grande Muraglia Cinese. Stiamo parlando di due monumenti di entità imparagonabile. Circa 22000 km. della Muraglia Cinese (17 volte la lunghezza dell’Italia che è lunga 1300km) contro i circa 23 km. della Muraglia Genovesi. I genovesi sanno che le loro mura non possono competere con quelle cinesi. Ma nemmeno lo vogliono, perché sono in buonissimi rapporti con i cinesi, molti dei quali hanno investito nelle attività del porto di Genova.

– Com’è nato il vostro progetto comune con l’Italia Nostra per la salvaguardia delle fortificazioni genovesi collocate sulle coste del Mar Nero e del Mare di Azov?

San Pietroburgo
© Sputnik . Vladimir Vyatkin

– Sono quasi 5 anni che, in qualità di ricercatrice dell’Istituto di etnologia e antropologia dell’Accademia delle Scienze Russa e presidente della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Società Geografica Russa (sede di Mosca), insieme al collega, biologo-antropologo Nikita Khokhlov, coordiniamo il progetto complessivo di ricerca storico-antropologica e genetica della Comunità degli italiani di Crimea. Lo scorso anno siamo stati a Genova per lavorare con i materiali dell’Archivio di Stato, relativi appunto alla parte storica della nostra ricerca ed ai processi migratori che hanno portato nel XIX secolo molti italiani a trasferirsi a Kerch ed in altre città della Crimea e delle coste del Mar Nero e del Mare di Azov.

La fortuna vuole che uno dei nostri colleghi di ricerca, con cui collaboriamo da anni, è l’archeologo russo Ruslan Tiurin, capo-responsabile dell’Associazione archeologica “Terra”, attualmente l'unica società archeologica della Federazione Russa che ha l’incarico di effettuare l'inventario di tutti i siti del patrimonio archeologico-culturale della Crimea e della città di Sebastopoli. Tra i siti, ovviamente, anche le fortificazioni genovesi. L’idea e il desiderio, quindi di iniziare un progetto di studio dei siti di origine genovese, che coinvolgesse i rappresentanti delle parti sopracitate, è sorta in modo spontaneo. Il 29 aprile 2019, in seguito a un incontro a Roma, presso la sede centrale di Italia Nostra, tra i rappresentanti della direzione di Italia Nostra, quelli della Commissione di etnografia, antropologia e archeologia della Società Geografica Russa (Mosca) e la Società archeologica “Terra” (Voronegh), siamo giunti alla stipulazione di un accordo per lo sviluppo di un progetto comune italo-russo di studio, ricerca archeologica e conservazione del paesaggio e delle fortificazioni genovesi nelle regioni del Mar Nero e del Mare di Azov.

– Esiste una mappatura dei monumenti e fortificazioni da studiare?

– Esistono fortificazioni molto note, che già rientrano nei comuni percorsi turistici-culturali. In Crimea, per esempio, possiamo ricordare Sudak, Kaffa, Cembalo; Tana, nei pressi della città di Azov. Esistono però anche molteplici siti di origine Genovese, poco noti e non ancora oggetto di ricerca. Inizieremo con lo studio di questi ultimi. Abbiamo già un piano di interventi che rappresenta il “know how” del nostro progetto e, al momento attuale, preferiamo non diffondere. Siamo convinti che i nostri sforzi allargheranno di molto il panorama sulle fortezze genovesi delle zone del Mar Nero e del Mare di Azov.

– In quale stato si trovano in questo momento? Quali interventi sono previsti nell’ambito progetto?

– Lo stato di conservazione delle fortificazioni varia da sito a sito. La fortezza di Sudak, ad esempio, è ufficialmente un museo-parco naturale, luogo di forte interesse turistico. Altri siti genovesi, si trovano invece in uno stato di totale abbandono. E i tipi di intervento verranno valutati dai comitati scientifico e organizzativo del nostro progetto di volta in volta.

– Quale potrebbe essere il contributo italiano, soprattutto per quanto riguarda il know-how?

Durante la visita della delegazione russa ad alcune fortificazioni genovesi a Genova, accompagnati da rappresentanti di Italia Nostra.
Durante la visita della delegazione russa ad alcune fortificazioni genovesi a Genova, accompagnati da rappresentanti di Italia Nostra.

– Penso che il contributo italiano potrà consistere in primo luogo nell’applicazione del “piano paesaggistico” secondo una nuova concezione del territorio come bene comune e patrimonio storico culturale piano che in questa forma esiste in poche parti del mondo, esso è basato sull’interpretazione del paesaggio come un insieme integrato di beni ambientali, storico insediativi, culturali, naturalistici ed estetici che vanno in assoluto tutelati.

A questo proposito possiamo citare l’Articolo 9 della Costituzione Italiana, su cui si basa il concetto di piano paesaggistico, dove si dice che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Altro apporto importante consisterà nell’applicazione del “metodo urbanistico del confronto tra soluzioni alternative” secondo la concezione teorica e l’esperienza sul campo del coordinatore generale del progetto, il Professore, Architetto Giovanni Spalla, che si richiama all’insegnamento del grande urbanistica Giovanni Astengo ed agira' con il prezioso supporto della Dott.ssa Maria Paola Morittu, giurista esperta in conservazione dei beni culturali, coordinatore responsabile per la parte legislativa del progetto a livello europeo e internazionale. Questo metodo è mirato a trovare la soluzione ottimale nel confronto tra diverse soluzioni sulla base del criterio di pubblica utilità e dell’interesse generale, metodo (sostitutivo del bilancio tra costi e benefici) che viene applicato in poche parti del mondo”.

– Secondo le vostre stime, quanti finanziamenti ci vorranno per realizzare tutti i vostri obiettivi? Avete già trovato l’investitore? A che punto siete? Come si svilupperà il progetto nei prossimi mesi, anni?

– Difficile al momento attuale quantificare la quantità di finanziamenti necessari a lungo termine. Prevediamo anni di lavoro e la quantità e la qualità degli interventi dipenderà sicuramente dagli investimenti pubblici e privati di cui potremo usufruire. Per la stagione 2019 abbiamo pianificato varie visite di rappresentanti di Italia Nostra e di studiosi ed esperti italiani (storici, architetti, urbanisti, archeologi) ai siti genovesi del Mar Nero e del Mare di Azov. Sul luogo valuteremo insieme gli interventi per gli anni a venire ed i conseguenti costi dei lavori. Inizieremo a lavorare già da questa estate. Per essere più precisa, un team di studiosi russi sta già effettuando sopraluoghi preventivi.

– Nel 2017 Italia Nostra nazionale e la sezione di Genova hanno deciso di proporre, patrocinare e gestire la candidatura delle Fortificazioni di Genova a far parte della Unesco World Heritage List, in quanto Beni Culturali Territoriali di notevole significato storico, urbanistico e paesaggistico, ancora presenti in patria e nei domini di Terraferma e d’Oltremare della Repubblica di Genova. Quali sono gli ultimi sviluppi?

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© AFP 2019 / Hassan Ammar

– Il progetto UNESCO - Italia Nostra mira a preparare una candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO di una proprietà seriale comprendente città e insediamenti che storicamente appartenevano all'area di espansione della Repubblica genovese nel Mediterraneo dal 12 ° al 18° secolo, e che ancora conserva importanti testimonianze tangibili del loro ruolo nella rete genovese di porti e mercati, come insediamenti storici e opere difensive ancora intatte con un valore del patrimonio culturale e paesaggistico. La natura seriale del progetto consente estensioni graduali nel tempo, in base alle regole operative per l'applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale. I paesi ammissibili sono quelli che hanno ratificato la Convenzione del patrimonio mondiale. Si dovrà superare il fatto che non sia ancora riconosciuta dalla UE la legittimità politica della Repubblica di Crimea, essendo convinti che il patrimonio culturale, materiale e immateriale, sia veramente patrimonio di tutti, dell’umanità, indipendentemente dai luoghi e dalla proprietà di appartenenza.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Patrimonio UNESCO, Unesco, Cina, Italia, Genova
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