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19:20 12 Novembre 2019
Venezia, Italia

Venezia e le grandi navi, soluzione in alto mare

© East News / Manuel Silvestri/Polaris
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L’incidente avvenuto nella Laguna di Venezia, dove una nave da crociera ha urtato un battello turistico provocando diversi feriti, fa riemergere il dibattito sulle grandi navi che passano davanti a San Marco. Mentre si aggiunge un nuovo capitolo al battibecco Lega-5 Stelle, la soluzione per la Laguna non si vede ancora all’orizzonte.

La nave da crociera MSC Opera il 2 giugno lungo il Canale della Giudecca a Venezia ha perso il controllo e si è scontrata con il battello River Countess ormeggiato nel porto di San Basilio. Tornano i riflettori su una vecchia faccenda: le grandi navi che circolano nel delicato ecosistema della Laguna di Venezia. Esiste un decreto del 2012 che vieterebbe la loro circolazione, ma si attuerebbe una volta trovata un’alternativa. Dopo 7 anni l’alternativa giusta ancora non c’è.

Qual è stata la reazione del Comune in merito all’incidente? Alla richiesta di Sputnik Italia di un commento sull’accaduto, il Comune di Venezia ha messo a disposizione una parte del discorso del Sindaco Luigi Brugnaro pronunciato a margine della riunione svoltasi il 2 giugno alla presenza del Prefetto e delle Forze dell’Ordine.

Il Sindaco: “Abbiamo proposto la nostra soluzione come Comune, Regione Veneto e Autorità Portuale, è un protocollo messo al Comitatone un anno fa. È tutto nelle mani del Ministro Toninelli. Siamo tutti d’accordo, il problema è evidente: le navi non devono passare. Oggi abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di cosa vuole dire non decidere. Noi diciamo senza nessuna polemica che il Ministro Toninelli deve decidere.

Noi suggeriamo alla Capitaneria di Porto di stilarci un piano di tutte le navi con il loro pescaggio rispetto al fondale del Canale Vittorio Emanuele. Il Canale pesca circa 6 metri e può essere riutilizzato in alternativa a San Marco e a Giudecca. Va fatto il conto di quante navi possano attraversare il Canale Vittorio Emanuele. Riteniamo che si possa iniziare subito una sperimentazione con navi di pescaggio più basso, senza scavare niente. Le navi tornando resterebbero in Marittima o quelle più grandi a Marghera in base ad investimenti e al lavoro già in atto. Se il Ministro Toninelli nel frattempo sta studiando progetti di altri porti, aspettiamo di sentire lui. Non ci ha ancora detto niente, ma siamo in fiduciosa attesa.

La soluzione che proponiamo noi, a nostro avviso l’unica fattibile, va messa in piedi fin da subito. Le responsabilità di quello che sta succedendo, mi dispiace dirlo, sono del ministro Toninelli: ha bloccato tutto. Gli ho chiesto di raggiungerci qui per parlarne insieme. Mi ha risposto che fra due settimane porterà il progetto. Ci dirà che forse a Chioggia farà un porto fra 10 anni! Noi la soluzione la vogliamo subito. O si vogliono soluzioni o si fanno proteste. L’Italia deve smettere di dire di no, deve dire di sì alle proposte concrete”.

Dal canto suo “Il Comitato No Grandi Navi” ha indetto una manifestazione per l’8 giugno alle 16 dalle Zattere per chiedere che le navi vengano spedite fuori dalla Laguna. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Stefano Micheletti, uno dei portavoce del Comitato.

- Stefano Micheletti, come commenterebbe l’incidente accaduto in laguna?

- Si tratta di un incidente annunciato, è più di 7 anni che portiamo avanti la nostra battaglia, ancora prima della tragedia della Costa Concordia del 2012 all’Isola del Giglio. Ci battiamo per estromettere le grandi navi dalla Laguna. L’incidente di domenica per fortuna non ha causato conseguenze gravi, ci sono stati diversi feriti, due signore anziane neozelandesi sono ancora in ospedale.

Parliamo di giganti del mare che non possono stare in un ambiente delicato come l’ecosistema lagunare e l’area marciana. Secondo il decreto Clini Passera del 2012 redatto dopo la tragedia del Giglio le navi di tonnellaggio superiore alle 40 mila tonnellate vanno estromesse dalla laguna.

- Il divieto esiste, perché le navi hanno continuato il loro passaggio davanti a Piazza San Marco?

- Il decreto sospende il divieto all’articolo 3 recante le disposizioni transitorie, in attesa della definizione di soluzioni alternative che dovrebbero essere individuate “dall’Autorità marittima, con proprio provvedimento”. Quindi le navi continuano a circolare.

Fra l’altro la MSC Opera non è una grandissima nave, si tratta di 65 mila tonnellate, un numero più alto di quello consentito, ma non è niente rispetto alle 140 mila tonnellate delle altre compagnie da crociera…

- Dal 2012 però non si è concretizzata alcuna alternativa. Vige l’immobilismo?

- Non è arrivata l’alternativa. Ci sono state più proposte da parte dell’Autorità Portuale. In origine si proponeva di scavare il Canale Contorta Sant’Angelo facendo entrare le navi dalla bocca di porto di Malamocco. Le navi così però rimarrebbero sempre all’interno della Laguna, percorrerebbero il Canale dei petroli, già percorso oggi dalle navi container. In questo caso si verificherebbero problemi di coesistenza di traffici diversi. Questa proposta è stata bocciata dalla Commissione VIA (Valutazioni Impatto Ambientale) a Roma ancora anni fa.

Ora si parla di un’altra soluzione: le navi entrerebbero dalla bocca di porto di Malamocco – e passare di fronte agli impianti petrolchimici di Marghera rappresenterebbe un grosso pericolo – per poi passare attraverso il Canale Vittorio Emanuele, un vecchio canale dismesso da 30 anni. Si arriverebbe alla fine alla Stazione Marittima. Quindi, in poche parole, le navi arriverebbero sempre e comunque alla Marittima, passando davanti alle case creando problemi e inquinamento.

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- Vi opponete a queste soluzioni, compresa quella del Comune, che consiste nell’utilizzare il Canale Vittorio Emanuele. Voi però che cosa proponete?

- Ora tutti, anche dal Comune e dalla Regione, dicono “basta”, dicono che è ora di togliere le navi da San Marco. Se si fanno entrare le navi dalla porta secondaria però sempre in Laguna finiscono!

Noi diciamo che le navi devono stare fuori dalla Laguna, vi sono dei progetti, uno già approvato dalla Commissione VIA di Roma. Si tratterebbe di realizzare un avamporto alla bocca di porto del Lido: qui le navi dovrebbero fermarsi al di là delle barriere del MOSE, al di fuori dalla Laguna. I turisti farebbero il check in e verrebbero trasportati con motonavi ecologiche e elettriche in Laguna. Come succede in tutti i porti del mondo: le navi sono sempre più grandi, non trovano spazio nei vecchi porti, vanno realizzati nuovi porti verso il mare.

Leggi anche: Veneto: a pieno regime il recupero dei boschi

- Ora come ora da chi dipende lo stop del passaggio delle grandi navi nel Canale della Giudecca?

- Se al governo volessero, potrebbero fare un decreto immediato, visto che in 7 anni non si è risolto il problema. Ovviamente le compagnie crocieristiche multinazionali hanno degli interessi multimiliardari e fanno politiche di lobby. Sono poteri non forti, fortissimi. I politici sono immischiati in queste faccende.

- Siete scettici quindi in merito ad un intervento tempestivo del governo?

- I tre ministri competenti, il Ministro delle Infrastrutture Toninelli, il Ministro dei Beni Culturali Bonisoli e il Ministro dell’Ambiente Costa sono del Movimento 5 Stelle. Il Movimento di Grillo ha raccolto voti a man bassa in città proprio sul discorso dell’ambiente criticando il MOSE e il passaggio delle grandi navi. Ora stanno al governo con la Lega, ma che governo del cambiamento è? Stanno facendo le stesse cose di quelli di prima. Stanno tergiversando dicendo che la soluzione è pronta, ma non si sa di quale soluzione parlino. Prendono tempo facendo passare le grandi navi davanti a San Marco.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Turismo, infrastrutture, Alberto Bonisoli, Danilo Toninelli, M5S, Lega, Navi, Venezia, Italia
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