09:04 04 Luglio 2020
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Quale sarà l’assetto delle forze mondiali dopo la cessazione del Trattato INF tra USA e Russia? Come ha fatto capire a metà maggio il ministro russo degli Esteri Sergey Lavrov, la Russia non progetterà né dispiegherà missili a medio e corto raggio in quelle zone in cui sono assenti sistemi americani di simile portata.

E mentre gli esperti considerano possibile il dispiegamento in Europa di missili americani ancora in fase di progettazione, Sputnik vi propone una serie di ipotesi su come potrebbe stupire il mondo la Russia nell’era post INF.

Migliaia di missili in meno a testa

Un po’ di storia. Il Trattato sulle forze nucleari a corto e medio raggio venne concluso tra URSS e USA nel 1987. Ai sensi del Trattato furono vietati la creazione e il dispiegamento di missili di terra con gittata compresa tra 500 e 5500 km. Il divieto riguardava sia i missili da crociera sia quelli balistici. Da Trattato furono completamente distrutte alcune tipologie di missili d’assalto da parte di entrambi i Paesi: in URSS i missili balistici di medio raggio RSD-10 Pioner (SS-20), i missili da crociera RK-55 Granat (SS-N-21 Sampson) e alcuni altri modelli; negli USA, invece, i Pershing-2 e i Griffon (con i missili da crociera Tomahawk). Il potenziale nucleare di entrambi i Paesi fu ridotto di alcune migliaia di testate.

Il Trattato INF fu svantaggioso per l’Unione Sovietica?

Negli ultimi anni in Russia si è fatto un gran parlare del fatto che il Trattato INF fosse ingiusto. La ragione delle critiche è molto semplice: l’Unione Sovietica eliminò molte più armi rispetto agli USA. Quelle armi erano ben costruite e avrebbero permesso di distruggere efficacemente numerosi obiettivi in Europa, il che avrebbe garantito di salvaguardare gli interessi sovietici in quell’area del continente. I detrattori dell’INF dimenticano che una delle ragioni principali per cui venne sottoscritto il Trattato fu il tentativo del Cremlino di eliminare ad ogni costo dalla scena i missili americani Pershing-2, temuti per la loro altissima precisione e la minima distanza dagli obiettivi situati sul territorio dell’URSS. L’impiego di questi missili contro l’URSS avrebbe teoricamente potuto distruggere i centri di potere prima che questi avessero potuto deliberare una qualunque risposta.

La Cina nel mirino

Nell’autunno del 2018 il presidente USA Donald Trump ha annunciato il suo ritiro dall’INF incolpando la Russia, che, secondo lui, non avrebbe rispettato l’accordo. Anche la Russia ha qualcosa da ridire agli USA, in particolare sui test dei sistemi di difesa antimissilistica e sull’installazione del sistema di combattimento integrato AEGIS, vietato dal Trattato Anti Missili Balistici.

Mosca ha ammonito Washington del fatto che l’uscita dal Trattato INF potrebbe portare a un’imprevedibile corsa agli armamenti, ma alla fine si è vista obbligata a rispondere in maniera speculare. Se la situazione non cambierà, a partire dal 2 agosto 2019 gli USA usciranno dal Trattato INF, che cesserà di esistere.

Quali saranno le conseguenze di un tale scenario? Probabilmente, oltreoceano verranno realizzate armi di terra a medio e corto raggio che potrebbero essere dispiegate non solo in Europa, ma anche in Medio Oriente ed Asia. E non solo contro la Russia, ma mettendo nel mirino anche la Cina.

Quali sistemi missilistici potrebbero essere creati nell’era post INF in Russia? Nota bene: noi non siamo a conoscenza dei reali piani del Ministero della Difesa russo, ma, conoscendo la storia recente dello sviluppo dei sistemi missilistici, possiamo disquisire delle possibili risposte da parte di Mosca.

I missili Kalibr a gittata maggiorata

Una delle opzioni è la creazione di una variante terrestre dei missili da crociera marittimi Kalibr, testati con successo nella campagna di Siria.

Va detto che di fatto un missile di questo tipo esiste da più di 10 anni: è il missile da crociera 9M728 (SSC-7) del sistema missilistico Iskander-M (SS-26 Stone) lanciato per la prima volta già nel 2008. Questo missile ha molte cose in comune con i missili da crociera Kalibr, ma per via del Trattato INF la sua gittata fu limitata a 500 km. Ora, invece, sarebbe del tutto legittima e giustificata la creazione di un modello perfezionato in grado di raggiungere un raggio di 2500 km o più.

Lancio di un missile Kalibr
Ministry of defence of the Russian Federation

Gli USA incolpano la Russia del fatto che questo missile fosse già stato creato e posizionato sul terreno. Il missile si chiama 9M729 (SSC-8) e, stando ai dati americani, avrebbe una portata superiore ai 500 km. La Russia rispedisce al mittente queste accuse. Va detto che il dispiegamento di missili della versione terrestre dei Kalibr marittimi, all’interno di sistemi missilistici Iskander-M è perfettamente attuabile dal punto di vista tecnico e, tra l’altro, in tempi brevissimi.

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Il nuovo missile SS-20: un buco nello Scudo Spaziale

Il missile balistico Pioner (SS-20) creato in URSS e dispiegato in Europa in grandi quantità a suo tempo venne realizzato sulla base del primo missile intercontinentale Temp-2S (SS-16 Sinner). Allo stesso modo oggigiorno sulla base del missile intercontinentale RS-26 Rubezh (SS-X-31) non ancora entrato in servizio, potrebbe essere creato un potente missile balistico mobile di medio raggio in grado di trasportare alcune testate termonucleari tradizionali o un’unità di combattimento ipersonica teleguidata.

Un missile terra-aria Strela-10M3
© Sputnik . Vitaly Timkiv

Questo garantirebbe una risposta celere in territorio nemico e la certa distruzione degli obiettivi più importanti protetti dai sistemi di difesa antimissilistica. La creazione di un tale missile potrebbe essere portata a termine in tempi piuttosto brevi. Chiaramente, l’industria russa dovrebbe farsi carico della produzione del nuovo missile, anche sacrificando altri progetti di missili strategici già in atto.

L’Iskander-M: un’arma strategica

L’unicità del missile Iskander-M risiede nel fatto che esso è in grado di impiegare armi da fuoco tecnicamente molto diverse fra loro: alcune versioni dei missili balistici 9M723 (con raggio massimo di 400 km) e dei missili da crociera 9M728 (SSC-7) (con raggio massimo di 500 km). La variante modificata del sistema Iskander-M con piattaforma di lancio semovente perfezionata può utilizzare anche missili da crociera più avanzati, come i 9M729 (SSC-8) i quali, come già detto, secondo gli USA, violavano il trattato INF.

Si pensa che nell’era post INF in tempi relativamente brevi potrebbero essere prodotti missili guidati con gittata tra i 1000 e i 1500 km tramite l’impiego di missili 9M723 come secondo stadio del razzo. Si tratterebbe di un missile altamente preciso, con tempi di volo molto brevi, che può essere impiegato già in scenari di guerra aperta e non soltanto in operazioni militari mirate.

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Zirkon: attacco improvviso a bassa quota

Un altro sistema missilistico interessante potrebbe essere costituito grazie all’impiego dei missili ipersonici da crociera Zirkon (SS-N-33). Le sue caratteristiche potrebbero essere le seguenti: una gittata di circa 1000 km e un’invulnerabilità garantita dall’estrema velocità di volo e dalla possibilità di correzione dell’obbiettivo in fase di attacco dopo perforazione di un sistema di difesa contraerea. Il tempo di avvicinamento aereo di questi missili è simile a quello dei missili balistici, ma in caso di traiettorie di volo a bassa quota questo garantirebbe un attacco missilistico improvviso. Questi missili possono anche essere impiegati su bersagli rilevati in tempo reale, vale a dire anche con un certo anticipo rispetto a forze simili in dotazione ad un potenziale nemico.

Morale della favola: una corsa agli armamenti missilistici è inevitabile
Nave militare russa lancia missile da crociera
© Foto : Ministry of defence of the Russian Federation

Chiaramente tutto ciò di cui abbiamo scritto finora sono solamente ipotesi, seppur basate su determinate caratteristiche tecniche dei sistemi di armamenti esistenti. Un paio di osservazioni:

senza dubbio quando cesserà definitivamente di esistere il Trattato INF, tutti i sistemi di cui parliamo verranno equipaggiati con testate nucleari. Dotare un missile di una testata nucleare è più semplice che creare una testata non nucleare altamente efficace. Dunque, tutti i missili che verranno dichiarati dalle parti come “non nucleari” possono con estrema facilità diventare nucleari.

Lo sviluppo dei sistemi missilistici dipenderà dalla volontà politica e dalle possibilità economiche dei Paesi partecipanti alla corsa agli armamenti. Sul fatto che quest’ultima possa iniziare in caso di cessazione definitiva del Trattato INF, ahimè, non ci sono dubbi.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
missile Kalibr, Kalibr, zirkon, Iskander, Cina, Relazioni Usa-Russia, USA, Russia, Trattato INF
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