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22:43 21 Agosto 2019

Mogherini all’UE, un flop totale

© REUTERS / Francois Lenoir
Opinioni
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Tatiana Santi
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In autunno termina il suo mandato a Bruxelles, ma lei è già “ex” Alto Rappresentante della Politica Estera dell’Unione. Federica Mogherini, fra i funzionari più pagati in UE, ha annunciato che non cercherà un secondo mandato. Un flop totale.

Che si sia giocata male le sue carte è poco ma sicuro, Federica Mogherini, attaccata dalla Lega per il suo lavoro all’Ue, è stata scaricata persino dai suoi: Matteo Renzi nel suo libro scrive che l’impatto sulla politica estera della Mogherini è stato prossimo allo zero.

“Non ha tutelato il nostro Paese, prima cambiamo meglio è”, l’affondo del Ministro dell’Agricoltura Centinaio arriva a pochi giorni dalle elezioni europee.

Dal dossier libico al nucleare iraniano passando per le sanzioni antirusse, lady Pesc porta a casa più critiche che risultati. Per tirare le somme del suo mandato, che scade il 31 ottobre, Sputnik Italia ha raggiunto Alessandro Giuli, giornalista politico, editorialista per Libero e Tempo, conduttore televisivo di RAI 2.

- Il mandato di Federica Mogherini termina in autunno, ma già si può parlare di ex Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri. Alessandro Giuli, qual è il bilancio della sua politica?

- È stato estremamente deludente, non si è percepita una politica estera europea chiara, decisa, risolutiva sui quadranti di crisi più importanti: nel Medioriente, in Libia, sul dossier russo-ucraino. Non abbiamo visto una posizione forte ed efficace.

- L’accordo sul nucleare iraniano è stato uno dei piani più ambiziosi della Mogherini, ma è finito male anche questo dossier, no?

-Non è andato bene niente. Anche in relazione alla partita iraniana la Mogherini ha iniziato con qualche mossa promettente, poi Tusk le ha praticamente riscritto un primo tentativo di dossier per una cooperazione con la Russia in vista di un appeasement sulle sanzioni. Sul Venezuela stessa cosa: parte con un’idea di cooperazione, una parola generica che più o meno accontenta tutti, ma poi non ha mai preso una posizione netta e chiara. Alla fine tutti i partner si sono ritrovati concordi nell’essere scontenti di lei.

Anche per quanto riguarda le tensioni fra Kosovo e Serbia alla fine i kosovari preferiscono rivolgersi agli Stati Uniti, ma anche i serbi non sono soddisfatti di quello che lei ha tentato di fare. In Venezuela alla fine si è affidata alla Chiesa. Le sono state tolte le deleghe alla Difesa quasi immediatamente da Junker, che le ha assegnate a Barnier. L’Europa comunque sia non ha una propria Difesa. Non sono state affidate a Mogherini funzioni rilevanti, perché ha deluso su tutti i fronti.

- Soprattutto sulla Libia, un dossier fondamentale per l’Italia?

© AP Photo / Mohamed Ben Khalifa
- Uscendo dall’interesse strategico europeo, che Mogherini non ha rappresentato in modo soddisfacente, entriamo nell’ottica dell’interesse italiano. La questione in questo senso è ancora peggiore. Durante il mandato di Mogherini abbiamo visto arretrare tutti i nostri strategici nel Nord Africa in assenza totale di un coordinamento fra lady Pesc e il Ministro degli Esteri italiano. Non abbiamo visto mai una voce concorde ed un atteggiamento forte nei confronti di Parigi che ha visto accrescere i propri interessi. Gli attori sulla scena sono moltiplicati, dalla Turchia, al Qatar, ovviamente alla Russia e agli Stati Uniti. L’Italia invece non ha assolutamente rappresentato un punto di vista vincente e vincolante per la comunità internazionale. Alla Mogherini è anche difficile imputare delle scelte sbagliate in assenza di scelte precise da parte sua.

- Mogherini è stata scaricata perfino dai suoi, Matteo Renzi nel suo libro descrive il suo impatto sulla politica estera “prossimo allo zero”. Come si spiega questo atteggiamento da parte di Renzi e dei suoi colleghi?

- Renzi non ha la coscienza pulita in relazione alla nomina della Mogherini, perché ricordiamo benissimo che Renzi aveva promesso a Massimo D’Alema quell’incarico in Europa. Sarebbe stata una nomina dirompente sotto tanti aspetti, ma anche un segno di intelligenza politica rispetto agli interessi della sinistra italiana, per mantenere il PD unito, cosa che poi non è avvenuta. Ricordiamoci che Mogherini era già Ministro degli Esteri.

È stato un investimento politico totalmente sbagliato da parte di Renzi, lui stesso, quando ha riconosciuto l’inconsistenza del ruolo di Mogherini nella comunità internazionale, è arrivato tardivamente ad ammettere un errore, un errore tutto suo. È stato frutto di un calcolo politico che ha fatto male all’Italia e all’Europa. Bisogna dire che è difficile per chiunque in quest’Europa rappresentare una politica estera, perché sappiamo benissimo che non esiste un rapporto organico e concorde fra gli Stati Europei. Qualsiasi Alto rappresentante della politica estera parte svantaggiato rispetto agli omologhi delle grandi potenze internazionali. La Mogherini però ci ha messo del suo per essere al di sotto delle aspettative che si potevano avere.

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- Mogherini fra l’altro è fra i funzionari europei più pagati in assoluto. Visto che non ha difeso gli interessi nazionali italiani, non è riuscita a produrre risultati per la politica estera europea, che cosa ha fatto tutti questi anni all’Unione Europea?

- Resterà una paghetta molto alta. Probabilmente avrà curato dei rapporti personali. È sempre stata una donna politica di buone frequentazioni con forti collegamenti politici anche italiani. Avrà curato più la forma che la sostanza. Sicuramente ha deluso tutti, non mi sorprenderei se a lei fosse concessa l’opportunità di continuare a lavorare nelle istituzioni internazionali, dove è pieno di persone che guadagnano tanti soldi e rendono molto poco sotto il profilo politico ed economico.

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Un posto all’ONU non si nega a nessuno o nelle varie propaggini degli organismi internazionali dove si possono continuare a dire cose banali e tutto sommato neutrali e inutili. La cartina di tornasole di Mogherini è stata che ha cominciato cercando effettivamente di instaurare una nuova politica nei confronti della Russia per creare una nuova cooperazione nell’interesse comune, ha finito però per vantarsi del rinnovo delle sanzioni su Mosca, addirittura facendo minacce sulla questione del Mare di Azov. Una delusione totale.

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Matteo Renzi, Gian Marco Centinaio, Bruxelles, politica estera, Politica UE, Geopolitica, geopolitica, Politica, politica, Europa, UE, UE, Federica Mogherini
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