12:22 26 Giugno 2019
Milena Gabanelli in Dataroom

MILENA, TU QUOQUE!! Anche la Gabanelli ci spiega come dobbiamo votare

© Foto : Screenshot dal Corriere – Dataroom del 19.05.19
Opinioni
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Alessio Trovato
19625

Le delusioni non finiscono mai, sopratutto nei periodi di campagna elettorale. Come funghi e lumaconi giganti escono fuori con l’umidità, i ‘guardiani dei ponti’ escono allo scoperto mano a mano che si avvicina il momento fatidico in cui sarai tu ad impugnare la matita dalla parte del manico nella segretezza della cabina elettorale.

Tutta una vita a criticare il sistema, poi ti accorgi che erano stati messi lì proprio dal sistema a guardia di sé stesso. Alla Gabanelli la volevano persino Presidente della Repubblica, ricordate? Io mi sono segnato questo ‘cappello’ apparso su La Repubblica in quei giorni in cui si dovevano decidere le candidature e il M5S propose proprio la giornalista di ‘Report’: “Sono assolutamente commossa e anche sopravvalutata". Il capo politico in un comizio (rif.Grillo): "Un segnale fortissimo per cambiare le cose". I parlamentari M5S: la sosterremo anche dopo la terza votazione. Sel: "Dai grillini una novità importante". Moretti: "Iniziamo a discutere". Ma il Pd non accetta condizioni e Amato resta tra i papabili.

Certo, sono passati anni da allora, tutti invecchiamo. Però passare dalla Che Guevara paladina degli sfruttati, dei diritti, della libera informazione e del cambiamento, alla Eugenio Scalfari dei vetero europeisti che ti spiega di quanto ci abbia fatto bene un’Europa così perché ci ha donato l’Erasmus e le chips and fish, è veramente un colpo duro da accettare. Non ci volevo credere quando ho visto il video – l’ennesimo mito che mi cade insieme ai testicoli:

“All’Europa abbiamo dovuto cedere un po’ di sovranità, in Europa tante cose ancora non funzionano, ma tanto invece senza l’UE non avremmo mai potuto avere...”. Inizia così la cerimonia apologetica il nostro sogno erotopolitico infranto. Già su quell’iperbolico eufemismo “un po’ di” avrei un capitolo intero da scrivere, ma lasciamo perdere, stringiamo i denti e andiamo a sentire il resto perchè “tanto invece senza l’UE non avremmo MAI potuto avere” sounds good e se siete anche voi un po’ masochisti alla Tafazzi, vi conviene leggerlo tutto l’articolo, vi divertirete senz’altro.

“Il mercato unico, 24 milioni di imprese e un sistema che dal ’90 al 2017 ha portato 3,6 milioni di posti di lavoro in più e ha aumentato di 1.050€ il PIL procapite per ogni cittadino...” – Non bestemmiate se in concomitanza proprio di quel periodo voi il posto di lavoro lo avete perso, l’azienda l’avete chiusa invece di aprirla o il vostro PIL personale è andato in vacca, la Gabanelli ha preso le statistiche di Trilussa, quelle dell’ISTAT dicono un’altra cosa. I dati ISTAT dicono semplicemente che il PIL procapite dai tempi della Repubblica in poi è sempre andato nominalmente in crescita, con particolare incremento tra gli anni ’70 e ’90, dopo il ’90 la corsa è continuata sì, ma si è fermata intorno al 2007 registrando, proprio in epoca comunitaria, l’unica seria inversione di tendenza negativa dal dopoguerra. Non parliamo dei posti di lavoro in più, sinceramente non si riesce a capire da dove escano certi numeri se non dalla disperata fantasia di chi deve per forza convincerti di qualcosa di impossibile da convincere senza sparartene tante ma tante.

“A questo pilastro è ancorato l’Euro, uno shock, che però ha garantito la stabilità monetaria. Nel ’90 pagavamo il 10% di interesse sul debito, oggi è poco più del 2%, l’inflazione era al 6,6%, oggi all’1,2%.” – Ecco, non sono un economista e dai commenti che faccio si vede, però fatemi capire anche a me: non è vero che c’è la recessione? Nonostante le lacrime e sangue per rispettare i parametri di Maastricht il debito non è vero che è rimasto uguale, anzi aumentato? E l’inflazione, di per sé, cosa indica? Non è il potere d’acquisto il vero parametro per valutare il potere di una moneta? E il potere di acquisto, se pure molti dicano non essere colpa dell’Euro, che sappia io è diminuito nonostante la minore inflazione sì o no? Ripeto, non ci capisco tanto di economia ma in questo video mi sarei aspettato la Gabanelli giornalista dura e pura che fa informazione, invece ho come la sensazione di trovarmi di fronte ad una Vanna Marchi che cerchi di vendermi un pacco. Ma attenzione, perché il bello arriva adesso.

“L’accordo Schengen vuol dire che domani mattina posso decidere di andare a vivere, studiare a lavorare in Francia e Germania o in uno dei Paesi dell’UE. Nessuno Stato da solo avrebbe potuto dar vita al progetto ERASMUS – borse di studio che hanno cambiato la vita finora a 9 milioni di studenti che hanno potuto studiare nelle università straniere. 850mila sono italiani” – cioè tutte le fonti concordano col dire che le grandi migrazioni intraeuropee siano avvenute PRIMA della UE, che le attività italiane all’estero abbiano avuto un calo proprio DOPO, che i nostri ragazzi adesso vadano a cercare fortuna a Londra o Berlino ma che il più delle volte si ritrovino a fare i lavapiatti mentre nei denigrati anni pre-UE aprivano attività da favola, però secondo la tiritera imbonitrice sono questi gli anni d’oro per i globetrotters. Certo, adesso c’è l’Erasmus, la genialata che cambia la vita ai nostri ragazzi. E pensare che io ai tempi miei andavo in giro in tenda, carta d’identità e sacco a pelo, non serviva nessun Erasmus. Vacci adesso in giro per questa Europa qui ‘on the road’ alla Jack Kerouac, vediamo che fine fai quando arrivi al porto di Alicante la sera dopo il tramonto. Studio e lavoro all’estero che ti cambiano la vita? Guardate che si fa anche senza l’Erasmus – io ho studiato tranquillamente all’Università di Mosca e sono stato ospite al collegio statale pagando una onestissima retta. Ma perchè pensate che l’Erasmus non costi nulla? Per quanto riguarda la vita cambiata a quegli 850mila italiani che lo avrebbero già fatto non saprei, che lo dicano loro, a me il non-Erasmus che feci in Russia l’effetto lo fece di sicuro. A parte il fatto di iniziare a lavorare ancora prima di consegnare la tesi ma sopratutto feci una scoperta epocale a quell’età – le ragazze russe! Quelle sì che ti cambiano la vita, altro che un paio di mesi d’Erasmus. D’altra parte ancora qua sono.

“Sono nati a Bruxelles gli standard minimi di sicurezza alimentare con l’obbligo di etichettatura insieme al sistema di allerta che notifica in tempo reale in tutti i Paesi il sospetto di contaminazioni e porta all’eventuale ritiro del prodotto. 19 notifiche solo il 24 aprile. E poi c’è il ‘safety gate’ che segnala i prodotti tossici. 2257 soltanto l’anno scorso. Cosmetici, tessuti, giocattoli, più della metà arriva dalla Cina. L’80% invece delle norme ambientali che riguardano la qualità dell’acqua, dell’aria, le bonifiche, sono direttive UE e i singoli Paesi hanno sempre fatto poco" - No, veramente, gli standard alimentari UE, questa proprio è da orgasmo se siete masochisti. Dopo averci annientato il comparto dello zucchero, del pomodoro di pachino, devastato la vita ai pescatori di vongole, introdotto la blasfemia del latte in polvere per fare i formaggi, aver fatto entrare l’olio tunisino a prezzi dumping, averle provate tutte per farci deglutire i TTIP e i CETA, ecco che adesso viene fuori che la UE difende i prodotti e le qualità. Il bello è che su ‘Report’ la Gabanelli si era occupata in diverse occasioni proprio di queste cose, com’è che adesso in occasione delle elezioni europee il senso critico cambia indirizzo? Eh, lo so io com’è.

“Il roaming, dal 2012 le tariffe per il trasferimento dati sono calate del 90% e dal 2017 aboliti i  supplementi” - Questa anche è devastante. Cioè io qui da Mosca comunico con l’Italia anche in metropolitana col WiFi gratis e mia madre mi vede via Skype, via Messanger, WhatsApp, Viber o Telegram e questi che sono rimasti ancora al roaming me lo sbandierano come progresso?

“Se verranno completate tutte le riforme il PIL dell’Unione potrà crescere di 1751 miliardi l’anno, chi ci deve pensare è il Parlamento Europeo, cioè i politici che i cittadini domenica prossima andranno ad eleggere. Ai cittadini quindi decidere se tutto questo deve essere rafforzato, indebolito o implodere” – sì certo, “se mio nonno avesse avuto tre palle sarebbe stato un flipper”, ma che ragionamento è?

Insomma signori miei, il mio parere da opinionista classe economy è il seguente: volete votare per l’Europa, votate per l’Europa, volete più sovranità nazionale, votate ai sovranisti (ammesso che ne esistano sul serio), non ci volete andare a votare, non ci andate state a casa. Una cosa sola dobbiamo tutti quanti imparare a pretendere e riuscire ad ottenere – rispetto. Non possiamo andare avanti a farci raccontare cazzate tutta la vita.

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