01:31 09 Dicembre 2019
Rane metaforiche

Conte – quando al Governo scoppia la sindrome da spogliatoio

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Alla ‘pregunta’ del giornalista spagnolo de ‘El Pais’: “Perchè abbiamo la sensazione che a comandare sia Salvini?”, la ‘respuesta’ del Premier Giuseppe Conte, anche un po’ piccata, è stata del tipo: “Dovreste dirmelo voi... l’idea che comandi Salvini è un’illusione ottica. Alla guida ci sono io...

...Salvini, come Di Maio, sono solo i leader dei due partiti che compongono il Governo”.
Praticamente la stessa risposta di Woody Allen al piccolo Max in ‘La dea dell’amore’ – “Chi comanda tra te e la mamma?”“Come chi comanda, è da chiederlo? Pfu! Io naturalmente. La mamma è solo quella che prende le decisioni, c’è una bella differenza, cioè la mamma dice che cosa dobbiamo fare ma io ho il controllo assoluto del telecomando”. Ricorda un po’ quella battuta lì questa intervista di Conte al quotidiano spagnolo. E farebbe anche piacere pensare che il nostro Primo Ministro volesse riprendere veramente la situazione in mano e ostentare finalmente sicurezza dopo quel famoso “NO” di Di Maio in fuorionda a Montecitorio in cui già si capiva che sarebbe stata dura la convivenza tra tre maschi alfa all’interno del medesimo branco. Ve lo ricordate? E’ passato già un anno, la rete ancora ci ride sopra e continuano a farsi ipotesi fantasiose su cosa possa avergli chiesto Conte. La battuta più riuscita vuole che la domanda sia stata: “Posso usare il congiuntivo?.

Una presa di posizione forte per altro sarebbe stata un bene anche per redimere la più recenti querelle ‘Di Maio vs Salvini’ tirate un po’ ad arte dai media mainstream appositamente per aizzarli contro l’un l’altro come quella del qui comando io che secondo La Repubblica avrebbe detto Salvini e che ha scatenato un putiferio con i 5S salvo poi essere sbugiardata dallo stesso Salvini poco dopo. Quel po’ di ordine necessario tra i due litiganti e che può essere imposto solo dal terzo incomodo, questo ci piacerebbe pensare di questa intervista di Conte. Invece, con tutta la stima e simpatia per nostro Primo Ministro, il timore è sempre il solito – che si tratti più che altro di una sorta di difesa da quella ‘sindrome da spogliatoio’ tipica tra maschi quando bisogna decidere chi è il dominante. Chi ha il potere più grande? Ce l’ho io perchè sono il leader del partito che ha più deputati, no, io che sono il leader che sta sbaragliando tutti i sondaggi, io, dice infine Conte, il potere vostro sembra più grande per via della sola illusione ottica. Si gioca insomma a chi ce l’ha più grande. Il potere. Poi vai a vedere, notizia dell’11 maggio, proprio Conte risponde alla lettera di Guaidò pubblicata da La Stampa (articolo riservato agli abbonati) con queste parole riprese dall’agenzia ANSA:

“...l'Italia, assieme agli altri Paesi dell'Ue, ha sempre distinto, in modo lineare e coerente, gli organi democraticamente eletti, quale l'Assemblea nazionale da Lei presieduta (Guaidò), dagli organi privi di legittimità democratica, quale la Presidenza della Repubblica (Maduro)".

Morale della favola? Comando io, no comando io, poi alla fine se ti dicono sanzioni, fai le sanzioni, se ti dicono Guaidò allora Guaidò, oggi esattamente come ieri quando ti dicevano bombarda Baghdad e bombardavi Baghdad, dammi le basi per bombardare Belgrado, davi le basi per bombardare Belgrado. Domani ti diranno che il cattivo è l’Iran, te la prenderai anche tu con l’Iran. Ce l’ho io il potere più grande, no ce l’ho io... alla fine ce l’hanno tutti piccolo uguale.

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