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13:00 23 Luglio 2019

“Io sono Salvini”, censurato al Salone di Torino vola nelle classifiche

© AP Photo / Andrew Medichini
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Tatiana Santi
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“Io sono Salvini – Intervista allo specchio” non sarà presente al Salone del Libro di Torino, la casa editrice Altaforte esclusa dall’evento. Il libro, stracriticato e censurato alla kermesse torinese, ancor prima di arrivare nelle librerie svetta nelle classifiche on-line.

La cultura non può essere né di destra né di sinistra e quando si censurano i libri è una sconfitta per tutti. Il libro intervista della giornalista Chiara Giannini, saggio che fra l’atro nessuno ha ancora letto, non verrà presentato alla Salone del Libro di Torino. Il motivo? La casa editrice è vicina al partito di estrema destra Casapound.

Non si tratta del primo libro edito da Altaforte, ma stranamente è stato proprio il libro sul Ministro dell’Interno Salvini a provocare tali polemiche. Chi decide quali libri vadano letti e quali no? È giusto criticare un libro senza averlo letto? Nonostante, o meglio, grazie alle polemiche il libro incriminato scala le classifiche delle vendite on-line. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista la giornalista Chiara Giannini, autrice di “Io sono Salvini – Intervista allo specchio”, nelle librerie dal 9 maggio.

– Chiara Giannini, il suo libro parteciperà al Salone del Libro di Torino?

– Purtroppo non potrò partecipare al Salone del Libro, perché i democraticissimi organizzatori dell’evento ce l’hanno impedito. Hanno inviato la sera prima molto tardi una mail alla casa editrice dicendo che il contratto è rescisso, di fatto si impedisce la libera espressione sancita dall’articolo 21 della Costituzione italiana. Ritengo tutto ciò vergognoso, ho già provveduto ad avvertire i miei legali, ovviamente provvederò a diffidare tutti coloro che hanno rovinato la mia immagine impedendomi di diffondere la mia opera.

A mio avviso si tratta di una limitazione della democrazia, un vero e proprio atto di censura. Solitamente la censura avviene in situazioni di totalitarismo e dittatura. In un Paese democratico come l’Italia questo non può avvenire.

– Il suo libro comunque sia lo presenterà a Torino in un’altra sede?

– Sì, stiamo cercando un’altra sede, credo che la casa editrice abbia già individuato un luogo che farò sapere a breve. Presenteremo comunque il libro, perché altrimenti torniamo all’epoca delle streghe e degli eretici in cui bruciavano i libri per non diffondere la cultura. Che un libro faccia così paura è la dimostrazione di come la cultura stessa faccia paura, è assurdo.

– A suo avviso il vero problema per le persone che protestano è l’editore o il personaggio di Matteo Salvini?

– Il problema è sicuramente il Ministro dell’Interno, è un attacco a Matteo Salvini, perché la casa editrice ha pubblicato altri sette libri, fra cui anche il mio primo libro sui caduti in Afghanistan. Fino ad oggi nessuno si era espresso né aveva criticato, la polemica è nata solo quando si è pubblicato un libro intervista al Ministro dell’Interno. In Italia purtroppo ci sono troppi ipocriti e troppe persone a cui non va bene che il Ministro faccia un buon lavoro e prenda tanti voti. Gli italiani lo amano.

– Solo chi è di sinistra può decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato promuovere in ambito intellettuale e culturale. Come mai in Italia sembra che la cultura sia un monopolio della sinistra?

– Ha detto bene, “sembra appartenere”, perché in realtà la cultura non appartiene alla sinistra. La vera cultura non impedisce le presentazioni dei libri. Purtroppo in Italia c’è un sistema incardinato e consolidato di poche persone di sinistra, i famosi radical chic, i quali pensano che la loro visione del mondo sia migliore di quella degli altri.

L’Italia sta cambiando, ci sono giovani che non sopportano più questa mentalità retrograda e stantia. Penso sia necessario un grosso cambiamento, in questo modo non si arriva da nessuna parte. L’Italia è un Paese libero e democratico, ci deve essere libera espressione per tutti. Se al Salone del libro ci fosse andata una casa editrice di estrema sinistra io non avrei detto niente, perché la cultura vive grazie a tutti i punti di vista. È necessario dare voce a più visioni.

– Ha già subito in passato simili problemi di limitazione d’espressione?

– Sì, ho avuto limitazioni di espressione quando al governo c’erano Renzi e il ministro della Difesa Pinotti. Mi ricordo che spesso scrivevo degli articoli politici contro il ministro Pinotti, ebbene, sono stata totalmente censurata in quel periodo dal Ministero della Difesa. I miei articoli non uscivano più nelle loro rassegne, non mi venivano inviati i comunicati stampa. Questo è il regime di sinistra, il totalitarismo della sinistra italiana. Conosco bene questo tipo di atteggiamento, perché lo subisco da anni. È vergognoso.

In Italia devono cambiare molte cose, a partire dalla libertà d’espressione. Mi piacerebbe che tanti miei colleghi giornalisti, perché ne ho visti tanti in questi giorni parlare del mio libro in televisione, dessero la parola anche a me. Molti tendono ad appoggiare i personaggi che tappano la bocca. Il giornalismo è libertà d’espressione, un vero giornalista dà spazio a tutti quanti. Vorrei che l’ordine dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa non adottassero due pesi e due misure. Non si possono fare provvedimenti disciplinari ad hoc, io ho subito anche questo.

– Alla fin fine tutte le critiche al suo libro mosse da persone che non lo hanno ancora letto hanno fatto tanta pubblicità al suo lavoro, no?

– Mi stanno facendo molta pubblicità, questo mi fa piacere. Ricevo la solidarietà di moltissimi italiani sulla mia pagina Facebook. Le critiche mi hanno fatto un favore in un certo senso, però questo non ripaga la delusione di vedere censurata la mia voce. Il mio libro è molto moderato, un libro intervista che non riporta nemmeno una volta la parola “fascismo”. Di che cosa stiamo parlando? Il mio libro non l’ha letto ancora nessuno, esce il 9 maggio nelle librerie italiane. Va criticato una volta letto, non prima per pura ideologia.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Italia, Matteo Salvini
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