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14:34 20 Ottobre 2019
Il presidente del Consiglio Conte visita la sinagoga di Roma

Conte incontra i giovani ebrei russi: l'oblio è peggio dell'odio

© Sputnik . Vladimir Pesnya
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Il presidente del Consiglio Conte visita la sinagoga di Roma e incontra 800 studenti ebrei provenienti dalla Russia. Il premier italiano ribadisce l'impegno contro ogni intolleranza e nel ricordo di Primo Levi sottolinea l'importanza della cultura per trasmettere valori universali e sconfiggere l'odio.

Roma, 8 maggio 2019. A 100 anni dalla nascita di Primo Levi ed alla vigilia dello Yom Ha'azaamaut, giorno dell'Indipendenza di Israele e del 9 maggio, Giornata della Vittoria, nelle vie dell'ex ghetto di Roma si sente parlare in russo.

Arrivano di prima mattina i ragazzi e ragazze del programma di studio Yahad: un viaggio premio dopo un anno di studio delle proprie radici,  che coinvolge quasi un migliaio di giovani appartenenti alle comunità ebraiche di Russia ed altri paesi dell'Ex Unione Sovietica. Quella di Roma è una tappa intermedia a risalire versoVenezia, dove i ragazzi leggeranno la Torah nel luogo dove nel 1532 venne stampato il primo tomo del Talmud, la Croazia ed infine Auschwitz che domenica 12 maggio ospiterà la marcia della pace.

La visita degli studenti russi in Italia
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La visita degli studenti russi in Italia

Per loro si tratta di un'esperienza dai forti connotati spirituali, nella quale memoria e preghiera prevalgono sull'aspetto turistico.

Una lezione di fratellanza

La cerimonia alla sinagoga di Roma inizia con il saluto di Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, che ribadisce il legame di lunga data tra la comunità ebraica capitolina e quella russa, che arriva fino ad oggi:

«Ci state insegnando una lezione importante. Una lezione di amicizia, di fratellanza. Noi siamo abituati a considerare la Russia un paese lontano e poco comunicante, ma la barriere vanno abbattute: ciascuno si deve aprire all'altro con la propria identità. Grazie per essere qui.»

Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni saluta i giovani russi in visita a Roma
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Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni saluta i giovani russi in visita a Roma

Sami Mondiano nel riccordo di Primo Levi

Particolarmente toccante è stato l'intervento di Sami Mondiano, ebreo originario di Rodi, deportato nel campo di concentramento di Birkenau, dove conobbe anche Primo Levi:

«E' la prima volta che dò la mia testimonianza a dei ragazzi russi.I russi mi hanno salvato il 27 di gennaio 1945, quando sono entrati nel campo Birkenau: io sono grato all'Armata Rossa che è arrivata in tempo per donarmi la vita. Anche perchè devo dirvi che non si sperava di uscire vivi da quell'inferno: eravamo dei condannati a morte, ma il padreterno ha voluto che qualcuno rimanesse in vita per cercare di trasmettere l'esperienza alle nuove generazioni. Quello che vogli dirvi ragazzi è che voi siete la speranza per domani: io ho una certa età, continuo a dare la mia testimonianza ogni giorno, perchè spero e auguro che questo sia di insegnamento a voi. Sono sicuro che quando noi non ci saremo, ci sarete voi giovani di questa nuova generazione".

I bambini del coro della Sinagoga di Roma
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I bambini del coro della Sinagoga di Roma

Lazar: la vittoria sul nazismo è ogni giorno

La cerimonia prosegue con i canti del coro dei bambini della scuola ebraica e l'accensione di sette candele in memoria degli ebrei morti nell'Olocausto e dei soldati israeliani caduti in guerra. In attesa dell'arrivo del primo ministro Conte prende la parola Berl Lazar, rabbino capo di Russia, che si rivolge alla platea in italiano e ricorda l'importanza dell'anniversario della Vittoria sul Nazismo:

«Venire in Italia è un messaggio di fratellanza, umiltà. E' un grande onore che il presidente Conte venga a darci il suo saluto. Il nostro messaggio oggi è la Vittoria. Il 9 maggio in Russia è il giorno della Vittoria sul Nazismo: la vittoria sul Nazismo non è qualcosa che è successo 74 anni fa, ma succede ogni giorno e ogni giorno non aggiungiamo un giorno e diamo il messaggio che quello che abbiamo fatto ieri, per ricordare questa vittoria, è poco per oggi, e quello che faremo oggi è poco per domani»

Berl Lazar e Sami Mondiano
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Berl Lazar e Sami Mondiano

Conte: "L'oblio è peggio dell'odio"

Chiude la cerimonia l'intervento più atteso, quello del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Arriva in ritardo per il protrarsi del Consiglio dei Ministri, e parla per venti minuti ai ragazzi: legge la prima descrizione del lager in «Se questo è un uomo» e cita «La Tregua», in cui Primo Levi ricorda il viaggio di ritorno dopo la liberazione dal campo di concentramento:

«Ci tenevo davvero ad incontrarvi e nonostante un consiglio dei Ministri che si è protratto oltre il tempo ho rispettato il desiderio di venire qui.  La testimonianza di Primo Levi dimostra quanto l'arte sappia dar voce ai sentimenti dei popoli, per esprimere l'indicibile, per vedere l'essenziale. La presenza di voi studenti per ricordare Primo Levi conferma quanto questo scrittore italiano sia riconosciuto, apprezzato, amato. La cultura è un veicolo di valori universali. Il sentimento di appartenenza ad un'umanità che con la cultura è unita in un unico destino.»

L'interveno di Giuseppe Conte
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L'interveno di Giuseppe Conte

Conte ribadisce le parole espresse già nella sua precedente visita alla sinagoga di Roma, nello scorso mese di gennaio. Da presidente del consiglio conferma l'impegno dell'Italia contro ogni forma di intolleranza e discriminazione, anche di fronte al verificarsi di nuovi episodi di antisemitismo:

«Come ho ricordato nella mia precedente visita, l'Uomo Europeo non sarebbe quello che è senza l'ebraismo e senza tutto quello che questa straordinaria religione ha prodotto. La memoria della guerra vissuta in Europa ha radicato nella nostra coscienza collettiva il senso di comune appartenenza che nessuna divisione ha potuto cancellare. L'oblio è il più micidiale alleato dell'odio. Desidero in questo luogo così evocativo ripadire l'impegno dell'Italia in Europa e nel mondo per tutelare e promuovere la libertà religiosa e il dialogo e combattere senza esitazioni ogni forma di intolleranza e discriminazione. L'antisemitismo è il suicidio dell'uomo europeo»

Giuseppe Conte e studenti russi in visita in Italia
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Giuseppe Conte e studenti russi in visita in Italia

Dopo il suo intervento Conte non rilascia dichiarazioni alla stampa, ma si concede volentieri alle foto ricordo con i giovani ebrei, a cui augura di godersi Roma, baciata dal sole di maggio.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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