00:59 10 Dicembre 2019
Come sarebbe un neanderthal moderno secondo il museo di Mettmann (GER)

Caino Sapiens, che fine ha fatto tuo fratello Neanderthal?

© Foto : Neanderthal Museum (Instagram)
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Sarà un caso, ma tanto più ci espandevamo noi... tanto più sparivano loro.

Per carità, le sentenze non si emettono raccogliendo solo indizi, specie quando sotto accusa c’è un’intera specie e specie se la specie è la nostra. Però, parliamoci chiaro, Neanderthal che fine ha fatto? Qualcuno pensa che fosse una parte della nostra catena evolutiva e che, semplicemente, si sia evoluto con noi. E no, carissimi, Nendy era uno degli ominidi che si era evoluto insieme a noi ma non faceva parte della nostra specie. Lui era a parte, una delle tante specie di hominidi come l’homo Heidelbergensis, il Rudolfensis, Floresiensis. Anzi, era uno di quelli che ce l’aveva fatta, un ‘homo’ di successo insomma. Era riuscito a colonizzare l’intera Europa già prima dell’inizio dell’ultima Era glaciale. Per lungo tempo non aveva avuto concorrenti, si sono trovati suoi resti in Spagna, Francia, tanti in Germania, Italia, Crimea, Bassopiano sarmatico... insomma si era abbastanza diffuso e possiamo dire conducesse una vita cavernicola sì, ma dignitosa. Già 200mila anni fa l’Europa era tutta sua. Poi, ad un certo punto, siamo arrivati noi. Diciamo 45 mila anni fa circa, in piena Era glaciale. All’inizio abbiamo anche convissuto, spazi ve n’erano e le nostre densità di popolazione bassissime per cui è plausibile che per diversi millenni gli incontri tra le due specie siano stati piuttosto sporadici. La questione deve essersi fatta critica quando i Neanderthal hanno iniziato a rendersi conto che noi emigravamo in continuazione, eravamo sempre più numerosi, più prolifici, più organizzati, evoluti, invadenti, arroganti magari anche. Viste le nostre istintive propensioni e, sopratutto, visti i successivi casi accertati su come abbiamo trattato, per dire, i nativi americani molti millenni dopo, verrebbe intuitivo concludere – se tra di noi appartenenti a razze differenti siamo capaci di trattarci con tanta discriminazione, violenza e sopraffazione, bhè... figuriamoci come abbiamo trattato i Neanderthal che neppure erano della nostra stessa specie. Eppure sono molti gli studiosi che sostengono invece che noi non c’entriamo proprio nulla con l’estinzione del Neanderthal, molte le tesi difensive che chiedono la nostra piena assoluzione puntando piuttosto il dito su cento altre possibili cause come farebbero buoni avvocati difensori. Vediamo quindi le ipotesi principali, prima di escluderle e giungere a conclusioni troppo affrettate:

Neanderthal Museum - Mettmann (GER)
Neanderthal Museum - Mettmann (GER)

MALATTIE PORTATE DAI SAPIENS
Secondo l’antropologa e biologa Charlotte Houldcroft e altri ricercatori delle università di Cambridge e Oxford Brookes in uno studio pubblicato sull'American Journal of Physical Anthropology, i Neanderthal sarebbero stati sterminati da tenia, tubercolosi e vari tipi di herpes portati da noi Sapiens. La tesi, per quanto apparentemente barocca, è plausibile anche perchè c’è un precedente accertato in letteratura – la colonizzazione dell’America latina da parte dei conquistadores. Cortés aveva poco più di 500 uomini quando sbarcò in Messico ma morbillo, vaiolo, tifo e influenze varie, che portarono involontariamente con sé i suoi uomini e cavalli dall’Europa, decimarono molto più delle armi. E’ però anche vero che gli Incas e le altre popolazioni autoctone non si estinsero del tutto. Dopo le prime drammatiche epidemie poi si formarono anche loro i giusti anticorpi e ancora oggi il fenotipo dei nativi è ben evidente in Paesi quali Perù o Bolivia. Il periodo di contatto tra Sapiens e Neanderthal si stima sia stato intorno ai 5mila anni, un periodo assolutamente breve per una estinzione totale ma sufficientemente lungo per formarsi degli adeguati anticorpi per evitarla. E poi perchè i Neanderthal sarebbero dovuti essere così deboli nei confronti delle malattie portate dai Sapiens e i Sapiens invece così resistenti a quelle dei Neanderthal?

TEORIA DELLA SOSTITUZIONE ETNICA
Secondo uno studio condotto da due biologi evoluzionisti dell’Università di Stanford - Oren Kolodny e Marcus Feldman – l’immigrazione dei Sapiens nel lungo periodo avrebbe semplicemente sostituito i Neanderthal. I primi erano una specie di maggiore successo, vivevano più a lungo, erano meglio organizzati, cacciavano e si muovevano in gruppi più numerosi e quindi si riproducevano di più ma, sopratutto, non facevano altro che fluire passando dal Medio Oriente (il livello dei mari era molto più basso per via della glaciazione) per cui una popolazione rimaneva costante se non in diminuzione, l’altra sempre più maggioritaria. Potremmo definirlo una specie di ‘piano Kalergi’ ante litteram se per fare una battuta, in realtà non si capisce come faccia una specie a non riuscire a mantenere una sua propria nicchia di sopravvivenza per quanto possa finire in minoranza.

TEORIA DELL'IBRIDAZIONE
Anche la paleoantropologa Silvana Condemi e il giornalista scientifico François Savatier, nel loro libro dedicato al Neanderthal, escludono categoricamente l’ipotesi del genocidio. Parlano piuttosto di ‘assimilazione’. I neandertaliani, più che scomparire, si sarebbero dissolti nella massa molto più numerosa dei Sapiens attraverso incroci. Le due specie, secondo gli studiosi, erano parzialmente interfeconde. Mentre la donna Sapiens difficilmente poteva rimanere incinta di un Neanderthal perché il sistema immunitario induceva un aborto spontaneo, la donna Neanderthal poteva rimanere incinta di un Sapiens. Tra l’altro come specie vincente (questo lo aggiungo io come battuta) è presumibile che il Sapiens esercitasse un certo fascino sulle ragazze Neanderthal.

TEORIA DELL'INSUCCESSO EVOLUTIVO
Questa sono in molti a formularla ed assume ogni volta i più vari aspetti. C’è chi dice che il Neanderthal consumasse troppe calorie rispetto al Sapiens e che avesse una dieta troppo carnivora. Eppure a quei tempi di selvaggina in Europa ce n’era in abbondanza per tutti. Altri sostengono che non fossero stati in grado di adeguarsi ai cambiamenti climatici, eppure erano loro quelli in Europa da sempre e loro quelli ad avere una statura più bassa e tozza più adatta alle basse temperature, il Sapiens quello che invece veniva da sud. Jason Shogren, economista dell'Università del Wyoming, attribuisce addirittura la scomparsa al fatto che il neanderthalensis si sia dovuto scontrare con la particolare cultura del Sapiens basata su tecniche avanzate di commercio che permettevano molto più tempo libero rispetto a una cultura basata sulla caccia il ché, a sua volta, avrebbe permesso lo sviluppo di specializzazioni, tecnologie sempre più complesse, sviluppo dell’arte, socialità. Proprio sulle inferiori capacità sociali molti puntano in dito. Il Neanderthal viveva in piccoli gruppi, non era capace di organizzarsi seriamente, i maschi tra di loro sarebbero stati molto litigiosi, anche cannibali, incapaci di autocoscienza, autodeterminazione, consapevolezza. Insomma se la sarebbero andati in cerca.

Come vedete, qualsiasi cosa pur di auto scagionarci. Eppure i fatti sono che il Neanderthal era arrivato in Europa almeno 150 mila anni prima di noi, forse anche il doppio secondo alcuni studiosi, aveva avuto tutto il tempo per adattarsi alla glaciazione, anche fisicamente, era robusto se pur tarchiato, aveva una scatola cranica, per quanto di forma leggermente diversa, grande non meno della nostra (forse anche più), sapeva fabbricarsi e utilizzare utensili in pietra, conciava benissimo le pelli, conosceva bene il fuoco e sapeva cucinare, creava anche oggetti per puro diletto e arte, forse a lui sono attribuibili alcune delle prime pitture rupestri, sapeva sicuramente parlare, aveva una struttura sociale semplice ma funzionale. Per tante decine di migliaia di anni aveva dominato l’Europa, 45 mila anni fa siamo arrivati noi, 5 mila anni dopo si è estinto lui. Certo, inadeguatezza, concorrenza, migrazioni, dieta, malattie, tutto quello che vi pare, certo, la somma degli indizi non fa mai una prova, ma difficile togliersi dalla testa quel senso di colpa atavico che si porta da sempre dietro la nostra specie e che ha sempre cercato di addomesticare con le varie religioni e ideologie. Come sarebbe stato oggi quel nostro fratello se fosse sopravvissuto non lo sapremo mai, magari quella minore aggressività e competitività, quella capacità di accontentarsi della sola caccia e raccolta sarebbero potuti essere un termine di paragone per le nostre società umane moderne, tutte concentrate sulla concorrenza e l’accumulazione. Magari se ce l’avesse fatta, paradossalmente, sarebbe stato lui oggi quello meno a rischio estinzione. Ad ogni modo nel DNA dei popoli europei si calcola sia rimasto un 2% circa di patrimonio genetico Neanderthal, eredità di quel relativamente breve periodo di tempo nel quale le nostre due specie sono state in contatto e, oltre a scontrarsi, in alcuni casi si sono forse anche amate.

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