17:46 17 Giugno 2019
Nella metropolitana di Roma.

Odissea metro, Roma rimane senza centro

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Tatiana Santi
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Le stazioni della metro Repubblica, Barberini e Spagna sono chiuse da mesi, provocando disagi a turisti, residenti e commercianti di Roma. Mentre si assiste ad uno scaricabarile fra le parti coinvolte, la capitale resta senza centro e usare i mezzi pubblici per i romani diventa una vera e propria odissea.

Qualche giorno fa in segno di protesta i residenti e i commercianti di Piazza Esedra hanno “brindato” davanti all’ingresso della metro Repubblica, chiusa esattamente 6 mesi fa a causa di un incidente alle scale mobili in cui rimasero feriti decine di tifosi russi del Cska Mosca. I commercianti protestano per le perdite di guadagno subite dalla chiusura della stazione.

Non solo Repubblica, anche le stazioni Spagna e Barberini chiuse. Il centro è paralizzato, residenti e turisti si ritrovano quotidianamente in mezzo a guasti e blocchi. La protesta si riassume in una parola sugli striscioni appesi a Piazza Esedra: “Vergogna”. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito l’avvocato Gianluca Di Ascenzo, presidente di Codacons, che ha avviato un’azione risarcitoria collettiva contro l’Atac (L'Azienda per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune).

-Avvocato Di Ascenzo, ci parli dell'azione di Codacons contro l'Atac in merito alle tre stazioni della metro chiuse.

-Codacons ha avviato due tipi di azioni: una in sede civile ed una in sede penale. In sede penale abbiamo presentato una denuncia in merito al reato di frode in forniture pubbliche alla Procura della Repubblica, che sta già indagando sulla chiusura della metro Repubblica ampliando le indagini alla stazione Barberini. Noi abbiamo segnalato anche che si tratta di un'interruzione di pubblico servizio oltre che di truffa aggravata.

Al contempo in sede civile abbiamo avviato una serie di azioni per chiedere i danni ad Atac per tutti quei consumatori - passeggeri che hanno un abbonamento e che non possono usufruire compiutamente del servizio. È vero che il servizio di trasporto ha previsto le navette sostitutive per recarsi dove la metro è chiusa, però chi conosce Roma sa benissimo che queste forme di trasporto alternativo sono inadeguate. Inoltre i pendolari più volte ci hanno segnalato che sta diventando una vera e propria odissea recarsi a lavoro.

-Cosa pensate di ottenere per quanto riguarda l'Atac?

-Noi siamo fiduciosi nella giustizia, pur sapendo che questo tipo di azioni sono complesse e lunghe, soprattutto in sede civile. Il risultato che speriamo di ottenere è una forma di indennizzo per i ritardi, come avviene in alcune città dove l'amministrazione comunale lo prevede. Questo sarebbe già qualcosa di civile nella capitale. Noi più volte abbiamo segnalato e richiesto il risarcimento per tutte le volte quando i consumatori passeggeri non hanno potuto adeguatamente usufruire del servizio pubblico. Purtroppo sappiamo anche che la giurisprudenza non è favorevole a questo tipo di contenzioso, poiché richiede la prova del danno e questo deve essere, secondo la Corte di Cassazione, in misura rilevante.

Al tempo stesso però non possiamo continuare a subire questa forma di sudditanza nei confronti del trasporto pubblico e dell'amministrazione, poiché sono anni che i consumatori vengono invitati a lasciare a casa il mezzo privato per utilizzare il trasporto pubblico. A fronte di questo sappiamo che ci sono gli aumenti per la sosta tariffata, la diminuzione dei posteggi gratuiti e l'ampliamento della ztl dal punto di vista delle fasce orarie. Quindi il consumatore non sa come recarsi al posto di lavoro per non parlare poi del danno all'immagine che subisce la città ed i danni subiti dai commercianti. Per citare una cifra sappiamo che negli ultimi 5 anni hanno chiuso più di 260 esercizi nel centro e sicuramente la chiusura delle tre fermate "Spagna", "Barberini" e "Repubblica" nel cuore della capitale non aiuta i commercianti.

-Quali sono i danni dovuti alla chiusura delle tre stazioni subiti dai residenti e dai negozianti?

-Confcommercio e Confesercenti hanno lanciato un grido d'allarme all'amministrazione. Ricordiamo che la stazione di Repubblica è chiusa da ottobre, questa stazione consente a cittadini e turisti di recarsi nel cuore anche commerciale, ricordiamo che nel centro di Roma ci sono circa il 30% degli esercizi commerciali della capitale. Aver chiuso Barberini, Spagna e Repubblica significa complicare la vita a chi vuole recarsi in centro per fare gli acquisti.

In un contesto economico già difficile la chiusura prolungata delle metro sta aggravando ulteriormente la situazione, per cui, come abbiamo letto in questi giorni, molti negozi stanno chiudendo nelle vie centrali. Basta fare una passeggiata per vedere vie importanti come via Frattina, via del Tritone e via del Corso dove ci sono dei locali sfitti.

-Chi doveva controllare la manutenzione delle stazioni? Di chi è la responsabilità, solo di Atac o anche del comune?

-Quello a cui stiamo assistendo è uno scaricabarile, perché l'amministrazione capitolina sembra addossare la responsabilità su ATAC e su Metroroma, cioè la società che aveva il contratto di manutenzione. Sta di fatto che però Atac è una società partecipata controllata dall'amministrazione capitolina. Sappiamo che nel registro degli indagati sono iscritte dodici persone per quanto riguarda l'indagine della procura di Roma.

Il Duomo di Milano
© Fotolia / Pierluigipalazzi
Quello che stiamo leggendo in questi giorni sulla manutenzione e sulle fascette che sono state utilizzate per cercare di riparare le scale mobili, usate normalmente per chiudere i tubi, ci fa raccapricciare. Oltre al danno economico si è sfiorata veramente la tragedia. Secondo noi l'amministrazione capitolina non può chiamarsi fuori da quanto sta accadendo ed è evidente che qualcosa non abbia funzionato e che chi doveva controllare comunque non l'ha fatto.

-Perché queste stazioni non vengono riaperte adesso? Quali sono le ultime informazioni in merito? Parliamo ad esempio della stazione "Repubblica" che è chiusa ormai da sei mesi…

-Il comune ha annunciato che nel mese di maggio dovrebbe riaprire Repubblica. Non è concepibile però nel 2019, al di là delle situazioni dove la magistratura ha disposto un sequestro, leggere sugli organi di stampa che non è possibile riaprire una stazione metro perché non si trovano i pezzi di ricambio. Questa è una situazione che troviamo inaccettabile.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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