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10:19 19 Agosto 2019
Virginia Raggi, sindaco di Roma

Scontro Capitale: Raggi vs Salvini

© REUTERS / Remo Casilli
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Marina Tantushyan
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Le divergenze tra i due componenti del governo giallo-verde si spostano su Roma.

Protagonisti dello scontro il vicepremier Matteo Salvini e la sindaca della Capitale Virginia Raggi che da una settimana si pongono a distanza, tra esternazioni di Salvini sul degrado cittadino e sui “romani che si lamentano” e risposte della Raggi affidate a post sui social che ironizzano sull'attivismo verbale del ministro e sul caso Siri.

«Raggi non è in grado di fare il sindaco di Roma», torna ad attaccare Matteo Salvini, mentre la ministra degli Affari regionali Erika Stefani chiede le dimissioni del primo cittadino della Capitale. «Matteo Salvini - è la replica di Raggi - forse vuole coprire quello che è successo oggi al suo sottosegretario Siri che mi sembra sia indagato per presunte corruzioni e tangenti?»

A che cosa è dovuto questa lite? Quanto tempo durerà? Chi ne uscirà vincitore? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto il Professore Enzo Pennetta, saggista, studioso di dinamiche socioeconomiche.

- Prof. Pennetta, cosa pensa dello scontro “frontale” tra Raggi e Salvini? Sono davvero preoccupati per il futuro della Capitale oppure vogliono banalmente ottenere i più consensi in vista delle europee?

- I problemi della Capitale sono reali ma lo scontro di cui parliamo è fondamentalmente politico. L’origine va cercata nel contrasto che è esistito sin dall’inizio dell’esperienza di governo tra la parte più radicale del Movimento 5 Stelle, quella che fa riferimento al Presidente della Camera Fico, e la Lega. Il terreno del disaccordo sono le politiche riguardanti immigrazione, sicurezza e famiglia portate avanti dalla Lega.

Il problema era stato tenuto sotto controllo ma si è poi acuito con la perdita di consensi subita dal Movimento, cosa che è emersa dai sondaggi. La parte insoddisfatta dei Cinquestelle non ha quindi perso l’occasione per attribuire alle politiche dell’alleato di governo la causa della flessione iniziando così ad attaccare la Lega su diverse questioni. La reazione di Salvini a questo punto è stata quella di mettere in difficoltà la fazione ostile ma senza colpire l’azione di governo e ha così portato lo scontro a livello locale proprio per colpire la parte del Movimento vicina a Fico senza creare possibilmente problemi alla parte dei Cinquestelle più legata alla figura di Di Maio, l’altro vice Premier.

- Lei da romano come valuta il lavoro della sindaca Raggi? Quali, a Suo avviso, sono stati i suoi successi e fallimenti più importanti, più significativi?

- I romani sono molto insoddisfatti dalla situazione della città, questo è confermato addirittura dalle parole del Sindaco Virginia Raggi che in una registrazione telefonica effettuata a sua insaputa ha detto senza mezzi termini che “Roma è fuori controllo”. I successi dichiarati dalla sua giunta sono controversi perché molti provvedimenti, come ad esempio quelli sulle barriere lungo le corsie preferenziali dei mezzi pubblici, non incontrano il consenso di molti, mentre al contrario i fallimenti sono evidenti, dal problema delle buche a quello della sporcizia delle strade, a quello degli incendi sui Bus dell’ATAC ai problemi per la gestione dei ROM.

- Il tema dei rifiuti è diventato uno dei più dolorosi e ingestibili per Roma negli ultimi anni. Uno scienziato, al quale si riferisce Salvini, potrebbe davvero aiutare a risolvere questo problema? 

- La frase di Salvini è una battuta fatta apposta per colpire il Sindaco di Roma usando un modo di dire diffuso proprio nella città che lei amministra, il senso era quello di mettere in ridicolo il fatto che è piuttosto evidente che i rifiuti vadano portati via dalle strade, cosa per capire la quale “non serve uno scienziato”.

- E la circolare del Viminale che parla della funzione di "supplenza" dei prefetti nei confronti di quei primi cittadini incapaci di contrastare adeguatamente illegalità e degrado, Le sembra una misura efficace?

Virginia Raggi, sindaco di Roma
© AP Photo / Alessandra Tarantino
- Se la circolare sarà efficace lo sapremo solo dopo che verrà applicata, quello che a mio parere invece si può capire subito è che si tratta di una reazione verso un problema che è quello di una tentazione ‘anarchica' da parte di alcuni sindaci che in più occasioni sul tema dell’immigrazione hanno dichiarato di voler agire in aperta violazione delle direttive del Ministero dell’Interno. Qualcuno, come ad esempio il Sindaco di Napoli de Magistris, si è detto ad esempio pronto ad allestire delle navi per prelevare immigrati irregolari nel Canale di Sicilia e portali in Italia nonostante la chiusura dei porti decretata per questo tipo di attività. Una simile iniziativa, se realmente attuata, potrebbe richiedere proprio l’intervento del Prefetto per ristabilire l’autorità dello Stato.

- Nonostante le critiche nei confronti della prima cittadina di Roma, l’azione di lotta all’illegalità prosegue. Basta citare l’ultimo bliz contro i Casamonica nel corso del quale sono stati arrestati 23 rappresentati di questo clan. E qui Salvini e Raggi sembrano uniti, vero?

- Su temi come il contrasto alla criminalità, specialmente quella organizzata, sarebbe strano vedere posizioni differenti tra Sindaco e Ministro. Il clan dei Casamonica è stato coinvolto in vicende che hanno riguardato sia le passate amministrazioni comunali che reati riguardanti lo Stato, sarebbe dunque sorprendente vedere delle divergenze su questo punto. Va aggiunto poi che gli arresti non dipendono certamente dall’autorità del Sindaco e che allo stesso modo anche il Ministro dell’Interno non è direttamente coinvolto nell’attività investigativa, anche se poi entrambi possono presentare come un proprio merito i risultati raggiunti”.

- Come dicono i francesi: “a la guerre comme à la guerre” e così anche pensa l’ufficio di Comunicazione del Movimento che ha lanciato una cartolina con un murales che ritrae la sindaca stilizzata in versione Wonder Woman (Raggi) che pubblicizza i mille nuovi agenti della Polizia Locale che sostiene di aver assunto nei 3 anni di mandato contrapposta a Batman, alias il ministro dell'Interno, che avrebbe inviato in città solo 136 agenti di polizia in più. Cosa ne pensa?

- La guerra di immagine è una delle caratteristiche dei nostri tempi, in questo caso è interessante notare che sono state scelte due figure entrambe positive, se gli elettori devono scegliere tra Wonder Woman e Batman vuol dire che i “cattivi” sono altri. Questa vicenda farebbe semmai pensare ad un gioco delle parti il cui unico fine è occupare tutta la scena lasciando gli altri partiti fuori della scena.

- Ma anche la Lega nel frattempo non perde tempo e apre una sede a Roma. Salvini si sta preparando alla conquista di Roma? Quale potrebbe essere la sua agenda per la Capitale?

- La Lega ha attuato la sua strategia vincente togliendo la parola “Nord” dal simbolo e passando dall’essere rappresentanti di una parte del Paese all’esserlo di tutta la realtà nazionale. In quest’ottica mostrare una forte presenza territoriale nella Capitale, magari esprimendo il futuro Sindaco, è un passaggio obbligato. Il confronto con il Movimento Cinquestelle sulla Capitale sarebbe emerso comunque, le vicende attuali hanno solo accelerato i tempi. L’agenda dalla Lega per la Capitale con ogni probabilità dovrebbe essere la stessa che viene proposta a livello nazionale e cioè sui temi della sicurezza, dell’efficienza e dell’affermazione dei diritti dei residenti prima di quelli di chiunque altro, una ricetta che nella realtà romana potrebbe trovare un buon seguito.

- Le Sue previsioni. Chi, secondo Lei, uscirà vincitore da questa “guerra fredda”? 

- Possiamo andare oltre le previsioni e provare a dare delle letture di quanto sta avvenendo, quello che intendo dire è che questa “guerra fredda” al momento rappresenta una scelta obbligata sia per la Lega che per i Cinque Stelle, il motivo come dicevo è che si tratta dell’unico modo per disinnescare le tensioni interne al Movimento evitando che queste possano avere ripercussioni più gravi, meglio quindi dare spazio ad un po’ di contrasto gestibile all'interno al Governo che rischiare una rottura reale.

In questa ottica, nonostante le apparenze, i vincitori sono entrambi i protagonisti di governo che si mettono al centro del dibattito mentre i veri perdenti sono le opposizioni sempre più ridotte a fare da spettatori di una compagine di governo che si prende tutta la scena politica impersonando contemporaneamente maggioranza e opposizione, avviando così il Paese ad un nuovo bipolarismo nel quale non ci sarà più spazio per i vecchi partiti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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M5S, Lega, governo, governo, Governo, Governo, governo, Virginia Raggi, Matteo Salvini, Roma, Italia
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