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15:39 24 Agosto 2019
Il sistema missilistico S-500S-500

Non gradito agli Dei, perché l’S-500 Prometey spaventa il Patriot americano

© Sputnik . Sergey Malgavko © Foto : The Ministry of Defence of the Russian Federation
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Dmitry Kornev
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Il 12 aprile 2019 il comandante delle truppe di difesa aerospaziali, vice comandante delle forze aerospaziali russe, Yuriy Grekhov ha annunciato che la realizzazione del nuovissimo sistema missilistico contraereo S-500 “Prometey” sta per essere terminata e già nei prossimi anni questo sistema di difesa potrà entrare a far parte delle forze aerospaziali russe.

 

Ovviamente molti dei dettagli e delle caratteristiche del nuovo sistema contraereo sono segreti, ma alcune informazioni sono già note e non mancano neanche le valutazioni degli esperti, che tratteggiano i contorni del nuovo sistema e permettono di confrontarlo con i suoi precursori, come l’ S-400 Triumph, e con i potenziali concorrenti. Di seguito parleremo proprio di questo.

Lavoro senza preparazione

L’S-500 «Prometey» fa parte di una grande classe di sistemi controaerei e controspaziali, ossia di quei sistemi destinati alla difesa da attacchi aerei e spaziali di un determinato territorio, di un edificio o gruppo di edifici. Non è escluso che l’S-500 possa diventare il primo complesso missilistico contraereo universale in grado di assicurare, oltre che la difesa di determinati obiettivi, anche la difesa aerea e spaziale di un territorio interessato da operazioni militari. Non è escluso, cioè, che possa lavorare “sul campo”, in posizioni non precedentemente studiate. È anche pienamente possibile che i dispositivi del sistema S-500 possano essere integrati ad altri sistemi specializzati controspaziali e antimissilistici come l’A-235 Samolet-M o il 14TS033 Nudol’.

Grande mobilità

Tradizionalmente i sistemi di difesa controaerea e di “scudo spaziale” russi dispongono di un vasto assortimento di mezzi per distruggere bersagli aerei, e quindi anche di diversi tipi di stazioni di radiolocalizzazione e di diversi dispositivi di comando, manutenzione, ed ausiliari.

Secondo le informazioni disponibili al momento, il complesso missilistico contraereo S-500 «Prometey» avrà in dotazione dei dispositivi da fuoco con i missili a media gittata 48N6DM, quelli a lunga gittata 40N6 e quelli a lunghissima gittata 77H6. Il loro utilizzo sarà garantito in parte dai lanciarazzi unificati e dai mezzi di localizzazione dei bersagli aerei e balistici, come anche da mezzi di comando, puntamento e trasmissione delle informazioni.

Inoltre le unità del sistema S-500 vengono dislocate nel telaio degli automezzi di trasporto, disponendo quindi di un alto livello di mobilità. Il sistema può essere trasportato operativamente a difesa di un altro obiettivo e perfino trasferito in un’altra regione: il trasporto dei sistemi di difesa contraerea viene effettuato a bordo di aerei da trasporto dell’aviazione militare come l’Antonov An-124 “Ruslan”.

Nello scudo non filtra neanche uno spillo

Si ritiene che il sistema missilistico contraereo S-500 «Prometey» possa coprire un’intera zona circolare scaglionata con un raggio dai 3-5 a 600 km. L’attacco a bersagli aerodinamici (aerei, missili alati) è altamente efficace su tutta la scala di altitudini ed a una distanza fino a 400-450 km.  Il sistema può parallelamente controllare le rotte di fino a 500 bersagli situati ad una distanza compresa tra 0 e 2000 km. Il nuovo sistema missilistico è anche in grado di contrastare bersagli ipersonici nell’atmosfera. L’alta efficacia della lotta contro i bersagli aerei viene ottenuta grazie alla sovrapposizione delle aree di azione dei dispositivi da fuoco del complesso: i bersagli che non sono stati abbattuti nella zona di competenza da ordigni a lunga gittata, potranno essere colpiti nella zona di media gittata, mentre i bersagli che avessero superato la zona di difesa contraerea potranno essere abbattuti dalle più vicine unità di difesa contraerea o dai sistemi contraerei dell’ultima linea di difesa, integrati all’S-500.

Difesa controaerea + controspaziale

Sono poche le informazioni disponibili sulle possibilità antimissilistiche del nuovo sistema di difesa contraerea, ma sappiamo abbastanza da trarne la conclusione che la garanzia di protezione dalla maggior parte dei missili utilizzabili per un attacco è uno dei tratti distintivi dell’S-500. L’integrazione con i mezzi di rilevamento degli attacchi missilistici e con i sistemi stazionari di difesa antimissilistica al giorno d’oggi è un obbligo: tutti i sistemi funzionano in formato digitale ed in tempo reale possono scambiarsi informazioni sui bersagli, sui loro parametri e sulle loro rotte.

L’abbattimento di tali bersagli spetta poi ai nuovi missili a lunghissimo raggio 77N6 che li colpiranno già nella zona fuori dall’atmosfera, per poi essere completata dentro all’atmosfera dai missili 40N6 e, con tutta probabilità, da nuovi dispositivi antimissile ancora più vicini che in futuro potranno entrare a far parte del sistema S-500. In questo modo verrà garantita la difesa sia dai missili balistici intercontinentali che dai missili a gittata media o tattico-operativa.

Per di più, grazie all’alta capacità di fuoco del sistema, viene risolto anche il problema dell’ abbattimento delle unità militari strategiche di manovra.

Rispetto per gli anziani

I missili Tor, le sentinelle dell'Artico
© Sputnik . Vitaly Timkiv
Tra le particolarità dell’approccio russo alla creazione di nuovi sistemi di difesa contraerea di questa categoria troviamo la continuità e la possibilità di integrazione con i sistemi delle generazioni precedenti. Come nel sistema di difesa contraerea S-400 Triumph si utilizzavano in parte i mezzi di altri sistemi come l’S-300, nel sistema S-500 potranno essere utilizzati, per esempio, i missili universali a media gittata 48N6DM, già presenti nell’S-400. Inoltre sarà garantita l’integrazione dell’attività militare e lo scambio di informazioni sui bersagli con i sistemi come l’S-400 e l’S-300 per un respingimento degli attacchi aereospaziali congiunto e totale. Questa è un’altra delle maggiori caratteristiche distintive dell’approccio russo alla costruzione di sistemi di difesa contraerea e di “scudo spaziale”.

Più economici e precisi

Se passiamo al confronto del sistema S-500 con il sistema americano Patriot, l’S-500 (come l’S-400) garantisce la copertura di una zona circolare, mentre la batteria del complesso missilistico contraereo Patriot copre solo un determinato settore e ad un costo complessivo superiore.

La seconda particolarità è il più limitato assortimento di bersagli balistici attaccabili dal complesso missilistico, ed anche il dubbio sull’effettiva capacità del Patriot di poter in futuro abbattere bersagli ipersonici. Certamente i progettisti potranno migliorare il sistema Patriot e portarlo al livello necessario, ma l’S-500 dispone già delle caratteristiche elencate, mentre il Patriot dovrà aspettare la propria modernizzazione.

La progettazione del sistema missilistico contraereo di quinta generazione S-500 «Prometey» è realizzata dagli sviluppatori dell’azienda di stato Almaz-Antej, che vi lavora dai primi anni 2000. Nel 2009 i media hanno per la prima volta riportato che dopo la fase di studio si era passati a quella di stesura della documentazione necessaria alla costruzione del nuovo sistema di difesa contraerea. Prima del 2016 sono stati avviati i test sui dispositivi del complesso, tra cui i nuovissimi missili 77N6. L’entrata in esercizio del primo modello di S-500 nel sistema di difesa aerospaziale russa è prevista per il 2020-2021.

Ritengo che nel giro di alcuni anni sarà messo a punto un nuovo sistema di difesa contraerea, e non per sostituire, ma per integrare i sistemi S-300 e S-400. In questo modo entro gli anni 2025-2030 il livello di difesa aerospaziale della Russia sarà stato sensibilmente innalzato, anche contro i più moderni e pericolosi mezzi di attacco.



L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Russia, Difesa aerospaziale, sistema missilistico, S-500
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