23:06 10 Dicembre 2019

Forum di Yalta: le sanzioni alla Crimea limitano le possibilità di business di imprenditori italiani

© Sputnik . Alexey Malgavko
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Il Forum Economico di Yalta (18 - 20 aprile) rappresenta una vetrina importante sulle opportunità d’investimento e di sviluppo economico della Crimea.

Tra le delegazioni straniere giunte per l’occasione a Yalta, anche un delegazione italiana dalla Regione Veneto. Il consigliere della Regione Veneto Stefano Valdegamberi, capo delegazione, instancabile promotore d’iniziative a favore della Crimea, appena rientrato in Italia è stato raggiunto da Sputnik Italia per un commento:

- È già la quarta volta che si reca all’appuntamento annuale del Forum Economico di Yalta, qual è l’idea che si sta facendo sul nuovo corso della Crimea?

- Innanzitutto vedo che la situazione sta migliorando a vista d’occhio, di anno in anno: oltre al nuovo e moderno aeroporto si Simferopoli, anche strade nuove, infrastrutture, rinnovo dell’edilizia abitativa.. Tutto questo è percepibile da chi, come me, ci va da qualche anno. La regione è in crescita, in sviluppo; e lo si vede dai numerosi cantieri aperti e dalle gru di costruzione. Questo, nonostante le sanzioni che rendono difficilissima la possibilità, sul posto, sia di cooperazione, sia d’investimento, che di presenza di operatori stranieri.

- Quali sono i settori più coinvolti dallo sviluppo?

- Ho visto cantine nuove, stanno sviluppando il settore della produzione vinicola, in aeroporto ad esempio c’era un’esposizione di vini locali di qualità. So che ci sono ingenti investimenti nella realizzazione di grandi vigneti. Ovviamente c’è molto interesse da parte delle aziende italiane e venete a cooperare, noi siamo leader mondiali in questo settore, ma finché applichiamo le sanzioni alla Crimea, sono limitate le possibilità d’investimento e di business dei nostri imprenditori italiani ed anche europei. Sono sanzioni ingiuste, irrazionali che non solo danneggiano la Crimea, ma danneggiano anche noi nella misura in cui i nostri imprenditori non riescono ad agganciarsi a questi business, per lavorare e per svilupparli assieme ai russi.

- Ha ricevuto richieste concrete?

- Ho ricevuto richieste nel settore della nautica per la città di Sebastopoli: costruzione di Yacht, imbarcazioni. Sto lavorando alla partnership tra imprese italiane e imprese locali: collaborazioni tecniche e di supporto, manutenzione meccanica, allestimento d’interni per imbarcazioni d’elite, rimessaggio... In Crimea stanno arrivando imbarcazioni di un certo livello da ogni parte del mondo. L’esperienza italiana, il nostro know-how in questo settore sono molto graditi, apprezzati, ma tutto dovrebbe essere fatto di nascosto e questo è assurdo; potremmo creare lavoro, dare anche impulso all’economia italiana. Il danno economico è per entrambi.

L’Italia in Crimea potrebbe giocare un ruolo importante non solo nel settore enologico e nautico ma anche nel turismo, e nell’agricoltura in generale, ma a causa delle sanzioni ha le mani legate. Nessuno ufficialmente può avere rapporti economici e commerciali con la Crimea. Non c’è la possibilità di trasferire denaro, non funzionano le linee telefoniche, non c’è campo per i cellulari stranieri, non ci sono comunicazioni dirette; se ci fossero voli diretti da Venezia ci si arriverebbe in due ore, invece si perde un’intera giornata dovendo fare scalo a Mosca. Questo è un paradosso.

Il governo attuale come scritto nel suo programma di governo aveva promesso di togliere queste sanzioni, ma per ben due volte sono state rinnovate, quindi anche noi (italiani) siamo complici non solo di questi danni economici, ma anche della violazione dei diritti umani dei cittadini della Crimea, che nemmeno riescono ad ottenere i visti per uscire dal loro Paese, sono reclusi nel loro Paese.

Prima dicevano: quando cambierà il governo italiano toglieremo le sanzioni, ora dicono quando cambierà il governo europeo.. questa questione viene sempre rimandata in avanti. Alla fine mi sembra: tante chiacchiere e pochi fatti a livello di impegni ben precisi che sono stati presi e non vengono mantenuti. Ogni volta c’è una scusante: prima doveva cambiare il governo italiano, poi quello europee e poi? Dovrà forse cambiare la NATO? l’universo?.. e poi saremo ancora qua discutere se levare le sanzioni.


Vito Comencini, Forum di Yalta
© Foto : fornita da Vito Comencini
Vito Comencini, Forum di Yalta

L’onorevole della Lega Vito Comencini, presente nella delegazione si è soffermato soprattutto sull’aspetto politico dell’evento:

- Il quinto anno di Forum è un traguardo importante dopo il ritorno della Crimea alla Russia. In tal modo si rafforza l’immagine politica economica e culturale della penisola. Ho notato che le presenze straniere a questo evento sono sempre più numerose e sempre più di livello. È evidente da parte delle autorità crimeane la sempre maggior attenzione nel poter attrarre investimenti sul proprio territorio. Naturalmente il Forum rappresenta anche un’occasione di dibattito politico per affrontare e cercare, si spera, di superare le situazioni di difficoltà dovute alle sanzioni e all’isolamento politico che l’Occidente ha attuato nei confronti della Crimea.

- Qual è quindi il significato della presenza italiana al Forum?

- La presenza della nostra delegazione è un segnale importante di vicinanza non sole alle questioni economico-politiche della Crimea, ma anche nei confronti degli italiani che già sono presenti per dare il loro contributo a livello imprenditoriale nello sviluppo economico della regione e dei crimeani di origine italiana che vivono li, mi riferisco alla comunità degli italiani di Crimea che vivono soprattutto a Kerch.

- Chi avete incontrato?

- Tra le delegazioni straniere presenti abbiamo incontrato Marion Le Pen, a capo della delegazione francese, una delegazione corposa. Italia e Francia sono due paesi fondatori dell’Unione Europea, la nostra presenza è la dimostrazione che c’è una volontà di voler cambiar atteggiamento nei confronti della Russia, in particolare, nei confronti della Crimea.

- Prospettive di cambiamento?

- Le elezioni europee del 26 maggio saranno certamente un banco di prova. Il prevedibile successo dei movimenti cosiddetti identitari potrà portare anche un cambiamento di comportamento dell’Unione Europea verso la Russia. Auspico quindi che si arrivi presto al superamento delle sanzioni.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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