13:00 25 Maggio 2019
Matteo Salvini

Matteo Salvini e la Lega, un fenomeno da studiare

© Foto : Evgeny Utkin
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Marina Tantushyan
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Matteo Salvini è il protagonista della politica italiana degli ultimi mesi ed è stato appena inserito dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti del mondo. Segretario della Lega, ministro dell’Interno, vicepresidente del Consiglio dei ministri, il politico più in vista in Italia.

Salvini ha preso in mano un partito che era al 4% e l’ha portato, negli ultimi sondaggi, a superare il 30%. La sua ascesa, da consigliere comunale a figura di punta del governo e dell’area sovranista europea, ha a che fare con diversi fattori. La personalità e lo stile di comunicazione diretto; una strategia mediatica costruita con cura, che tiene insieme social network, televisione e presenza sul territorio; l’insistenza su pochi temi-chiave molto sentiti dagli elettori italiani al tempo del populismo, come immigrazione, Europa, pensioni. 

In Europa, il "Capitano" rafforza l’alleanza con i partiti della destra euroscettica: il suo partito è ormai un riferimento nella galassia della destra sovranista europea, e si avvicina alle tendenze della “popolocrazia”. E in Italia, i sondaggi premiano la Lega che guadagna sempre più sindaci e governatori.

Ma chi è, davvero, Matteo Salvini? Come funziona la sua macchina della comunicazione? Quali novità ha portato nella politica italiana? Come ha raggiunto in pochi anni un consenso così elevato? Giovanni Diamanti e Lorenzo Pregliasco di YouTrend hanno provato a dare una risposta a tutte queste domande con un libro “Fenomeno Salvini. Chi è, come comunica, perché lo votano” (Castelvecchi, 2019) che è uscito pochi mesi fa. Per parlarne Sputnik Italia si è rivolto a Giovanni Diamanti, Cofondatore di Quorum e YouTrend e co-autore del volume sopranominato. 

— Diamanti, come e perché nasce il fenomeno Salvini?

— Nasce anzitutto perché è un leader di talento e carisma e questo è il presupposto. Nasce però anche perché in Italia viviamo in un momento di enorme sfiducia nei confronti della politica che ha portato gli italiani a cercare costantemente soluzioni nuove. Per 70 anni l’Italia ha sempre votato nello stesso modo e negli ultimi 5 anni abbiamo assistito a diverse rivoluzioni elettorali: prima il 5 Stelle nel 2013, poi il PD di Renzi nel 2014 e oggi, nel 2018, l’ascesa della Lega anche al Sud. Quindi, l’Italia sta cercando soluzioni nuove e ha provato ad affidarsi ad una persona che è un leader vero e proprio. E questo è una caratteristica molto importante.

— Il ministro dell’interno è l’uomo del momento. Ha preso un partito al 4% che oggi vola tra il 32 e il 35%. Quali, a Suo avviso, sono i motivi e le origini del suo successo?

— In primo luogo è una leadership forte che piace, poi si parla di un leader che ha saputo interpretare il momento e i tempi, e cavalcare quindi senso comune in un momento in cui il senso comune andava verso la destra. Direi che le ragioni sono principalmente queste. Salvini utilizza la comunicazione in maniera saggia e abile, mostra un ottimo utilizzo degli streaming.

La cornice narrativa che lui da corrisponde alle posizioni di destra ma lui le definisce come semplici posizioni di buonsenso e non come ideologiche. In più, lui ha costruito un partito a Sua immagine e a misura, ha fatto il rebranding della Lega per renderla appetibile anche al Sud, cambiando il nome, cambiando il logo, persino i colori del partito e i cavalli di battaglia. Inoltre, la buona parte del suo successo è dovuta alla gestione del fenomeno migratorio.

— Come funziona la macchina di comunicazione della Lega salviniana? Quali sono i suoi punti più forti?

— Per fare una buona comunicazione bisogna conoscere  bene l’agenda mediatica giorno dopo giorno e non inseguire gli altri quando ci sono temi scivolosi da trattare all’ordine del giorno. Salvini dimostra la capacità di distogliere attenzione da quei temi, e questo è un principio fondamentale. E poi c’è anche l’utilizzo del framing preventivo e la cornice di buonsenso per definire posizioni che altrimenti sembrerebbero ideologiche. Il vice-premier presta una particolare attenzione verso la fast politics – una politica che deve comunicare 24 ore su 24. E, come vediamo, Salvini comunica proprio in questo modo utilizzando pure sapientemente i canali social.

Come dice il suo stratega Luca Morisi, i principi della comunicazione salviniana si possano sintetizzare nella “formula TRT” (TV - partecipazione nelle trasmissioni importanti) — Rete (che lui utilizza in modo efficace) — Territorio fisico (perché lui è onnipresente, ogni piccola campagna elettorale per lui è fondamentale e aiuta il "Capitano" a vincerla).

— È tutto merito di Matteo Salvini, o del suo stratega oppure c’è un team di comunicatori di alto livello che operano dietro le quinte?

— E’ un team di alto livello guidato da un professionista di alto livello, Luca Morisi. Io però sono convinto che i grandi leader abbiano successo perché sono grandi leader.

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Time, Lega, Italia
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