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11:25 20 Ottobre 2019
Un cucciolo dell'ippopotamo Fiona con i suoi genitori allo zoo di Cincinnati.

Grimoldi: “L’Italia è tornata ad essere un paese normale”

© Foto: Cincinnati Zoo & Botanical Garden
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Addio alla parola «genitori», sulle carte d’identità dei minorenni torna la dicitura «padre» e «madre». Il provvedimento è stato ufficializzato con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

Nel documento, firmato il 31 gennaio scorso dal ministero dell’Interno, da quello della Pubblica Amministrazione e da quello dell’Economia, il termine «genitore» viene sostituito dai più tradizionali «padre» e «madre» ogni qual volta si presenta nel testo che predispone le «modalità tecniche di emissione della carta d’identità elettronica». Si tratta di una modifica alla norma del 23 dicembre 2015 che lo stesso ministro Salvini aveva promesso di voler cambiare.

Il vicepremier aveva annunciato la sua battaglia “in difesa della famiglia naturale”, partendo già dalle pagine web del Viminale. “Mi è stato segnalato – disse all’epoca al giornale cattolico online La Nuova Bussola Quotidiana – che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano “genitore 1” e “genitore 2”. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione “madre” e “padre'”. Ora, a pochi mesi da quelle parole, la modifica ha effetto per decreto.

Sputnik Italia si è rivolto al segretario della Lega Lombarda, vice-presidente della commissione esteri alla Camera Paolo Grimoldi per capire che valore ha questa vittoria per il partito che fa parte del governo di coalizione.

Paolo Grimoldi
© Foto : Paolo Grimoldi, Facebook
Paolo Grimoldi

- Onorevole, il ministro Salvini ha annunciato che sulle carte d’identità dei minorenni torneranno “padre” e “madre” e scompariscono i cosiddetti “gentitore-1” e “genitore-2”. Era una battaglia abbastanza lunga e difficile, perché è stato cosi fondamentale per la Lega riportare questa vittoria?

- Perché vogliamo tornare ad essere un paese normale!

- Pensa che sia l’inizio di un ritorno alla centralità della famiglia naturale formata da un uomo, da una donna e dai loro figli?

- E’ un ritorno alla normalità perché sono qualche diecina di miglia di anni che il geno romano si perpetua attraverso l’unione di un uomo e di una donna. Il fatto che adesso qualche fenomeno decida che non esiste più la mamma e il papà, ma esiste genitore-1 e genitore-2, e pensi che così facile modificare la famiglia in funzione dei gusti sessuali, allora perché non inventiamo a questo punto genitore-3, genitore-4, genitore-5? La normalità, al nostro parere, è che un bambino abbia la mamma e il papà e quindi siamo tornati alla normalità dove sui documenti ufficiali ci deve essere il nome della mamma e il nome del papà. Poi, se ci sia qualche cittadino che ha dei gusti sessuali specifici, io ho il massimo rispetto, ma i singoli gusti sessuali non possono essere imposti al resto della società come se fossero la normalità.

- Nel frattempo in alcuni paesi europei tutto va in direzione opposta. Per esempio, circa 2 mesi fa i deputati francesi hanno votato un emendamento che sostituisce le vecchie dizioni “padre” e “madre” a favore di genitori 1 e 2. Quali conseguenze, a Suo avviso, potrebbe avere questa mossa per la società francese?

- Finché in Francia governa Macron, queste cose non mi stupiscono. Dopodiché se in Francia ritengono che invece di mamma e papà ci debba essere genitore-1, genitore-2, sono liberissimi di farlo. Io preferisco però la Russia nella quale c’è ancora un elementare buon senso che porta alla normalità e dove viene spiegato che c’è una mamma e c’è un papà. Se in Francia fanno cosi e se ne fregano di quello che è concetto della famiglia e anche il concetto di normalità, mi dispiace per i bambini francesi, mi discipare per la comunità francese, mi dispiace per l’identità francese perché questo genere di problemi avevamo anche in casa nostra fino all’altro ieri…

- Qualche giorno fa Lega ha proposto che gli adesivi per auto dovranno avere la scritta “Bimbo di una famiglia naturale a bordo”. E cosa il vostro partito pensa di fare sul piano più pratico e più concreto? Sono previste le iniziative legislative mirati a difendere la famiglia naturale?

- Questo è un tema che se si vuole affrontare con serietà, bisogna partire da valutazioni soprattutto di carattere economico. Bisogna senz’altro aiutare alle famiglie che decidono di averу bambini e per farlo sarà una grande rivoluzione di carattere fiscale, dove si interviene per dare una mano alle famiglie che decidono di far figli rispetto ai single e rispetto alle così dette copie baby-free. Questo non è una cosa facile da implementare per mille motivi, però noi speriamo già nei prossimi mesi di intervenire non solo sulla forma (come abbiamo fatto con i documenti ufficiali) ma anche sulla sostanza cercando di dare premialità fiscale a chi decide di procreare. 

- Nei giorni scorsi c’è stata la campagna di Pro Vita e Generazione Famiglia contro l’utero in affitto. Il filo conduttore di questa iniziativa è stato lo slogan “due padri non fanno una madre” e “due donne non fanno un padre”. Lo condivide?

- Bisogna sempre partire da come si considerano i bambini. I bambini si considerano un giocattolo, un prodotto di consumo, un suppellettile? No, i bambini hanno dei diritti, sono degli esseri umani e come tali hanno diritto a una infanzia normale. Il fatto che ci siano due uomini o due donne che decidono di avere dei bambini, anche sicuramente per motivi di affettività, è una scelta assolutamente rispettabile ma proprio perché stiamo parlando di sentimenti, il primo sentimento dovrebbe essere l’amore rispetto al proprio bambino che dovrebbe avere diritto ad avere una mamma e un papà, invece di due papà e due mamme.

- Si è appena concluso il Congresso internazionale delle Famiglie a Verona. Alcuni giornali italiani con l’Espresso in testa hanno parlato dei misteriosi finanziamenti russi per organizzare campagne contro l’aborto e le unioni omosessuali in tutto il mondo. Potrebbe fare chiarezza su questo argomento delicato per evitare gli ulteriori equivoci?

- Sono 5 o più anni che sui giornali italiani scrivono di finanziamenti russi alla Lega. Io faccio segretario della Lega in Lombardia, c’è un ottimo rapporto con la Russia, con i parlamentari russi, con le istituzioni russe, con la politica russa. C’è una stima reciproca ma non c’è mai stato il trasferimento o un aiuto finanziario nei nostri confronti da parte della Russia. Quindi, siccome in tutti questi anni hanno scritto cose che non corrispondono alla realtà, sono convinto che abbiano scritto cose non vere anche sul convegno di Verona e sugli eventuali aiuti russi.

- E perché, a Suo avviso, la stampa italiana si comporta in questo modo? Chi ci guadagna?

- Cercano notizie che non ci sono perché devono vendere le copie dei giornali e perché hanno anche loro bisogno di scrivere qualcosa sui loro giornali che a volte sono un po’ carenza di notizie. E quindi se le notizie non ci sono, se ne inventano. Questo valido per la stragrande maggioranza dei giornali. E poi c’è anche una minoranza dei giornali che invece questo tipo di notizie usa nel modo fazioso per cercare di gettare fango su chi ha delle idee e delle posizioni diverse dalle loro.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Famiglia, famiglia, Famiglia, decreto, Paolo Grimoldi, genitori, Italia
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