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10:36 24 Settembre 2019
Hacker

Cosa conta di più nella vita? Né la salute, né l’amore, ma tutti i tuoi dati

© Sputnik . Kirill Kallinikov
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L’era tecnologica attuale, basata sull’informatica, ha sicuramente facilitato molti aspetti delle nostre vite e reso possibili cose che o erano di difficile realizzazione in precedenza o, se non altro, richiedevano tempi più lunghi per il loro ottenimento.

Se pensiamo quanto usiamo quotidianamente un computer o uno smartphone per informarci, per comunicare, a volte per programmare i nostri movimenti o le nostre decisioni ci riesce difficile immaginare di farne senza. La pervasività dell’informatica è diventata così estesa da essere oggi alla base di molte attività anche di carattere strategico, sia per il pubblico che per i privati. Già sappiamo di quante frodi sono effettuate ai danni di ignari correntisti da hacker fraudolenti e ciò ha obbligato le banche a dedicare una parte dei loro bilanci proprio alla sicurezza informatica. Lo stesso devono fare le altre aziende per proteggere da concorrenti scorretti l’accesso ai propri dati finanziari e commerciali.

Tuttavia, il rischio maggiore per la società nel suo complesso è l’infiltrazione di male intenzionati nei sistemi dedicati al servizio pubblico. Un hacker che si intromettesse nel sistema di pianificazione dei voli di una compagnia aerea o del sistema di controllo aereo statale potrebbe mandare in tilt, se non peggio, tutto il traffico aereo di un Paese o di un’intera area. Chi lo facesse sul sistema di distribuzione dell’energia elettrica (è già avvenuto in alcuni Paesi) potrebbe far fermare tutte le attività industriali di una vasta area per diverse ore. È comprensibile, quindi, che gli uffici strategici dei vari eserciti da molto tempo stiano predisponendo forme di autodifesa e anche di attacco informatico da condursi nei confronti di ipotetici nemici.

Di tutto quanto riguarda i tentativi di condizionare il voto attraverso social network o similari si è già sentito e anche la semplice raccolta dei risultati elettorali è, naturalmente, uno degli obiettivi potenziali di chi volesse interferire sulla politica di altri Stati. 

Un settore che, a prima vista, sembrerebbe indifferente a eventuali intromissioni è quello dei dati raccolti in un censimento. Se lo si osserva con attenzione, però, ci si accorge che è, invece, un altro dei settori molto delicati.

La raccolta censoria di dati è addirittura prevista in molte Costituzioni e i numeri che si ottengono sono utilizzati come base per una miriade di decisioni politiche. Ad esempio, i collegi elettorali sono stabiliti anche in base al numero dei potenziali elettori e certe allocazioni di denaro pubblico lo sono altrettanto. È poi in base alle caratteristiche degli abitanti e delle famiglie che sia i Governi sia i decisori di marketing orientano le loro azioni. Anche la crescita, la diminuzione o gli spostamenti delle popolazioni sono dati importanti per chiunque rivesta ruoli sociali di responsabilità. Ottenere dati falsati volutamente da terze parti porterebbe a decisioni diverse e non più corrispondenti alle reali esigenze.

Anche in questo caso, così come nelle campagne elettorali, esistono rischi di intromissioni malevole. Vi immaginate quante persone potrebbero essere influenzate e orientarsi a fornire dati non veritieri se, attraverso il passa parola dei social network, passasse con forza il messaggio che il vero scopo del censimento è di consentire al “potere” di schedarvi completamente e, magari, utilizzare le informazioni per nuovi scopi fiscali?

Certamente ogni Governo che si accinga a fare effettuare il periodico censimento ha già pensato a come premunirsi da eventuali attacchi hacker, ma ciò non basterà. Anche il personale straordinario che sarà assunto per l’occasione dovrà essere controllato in precedenza e monitorato durante la sua occupazione, soprattutto se il suo compito avrà a che fare con la gestione dei dati raccolti. Sarà indispensabile accertarsi preventivamente in merito agli orientamenti politici e sociali di chi farà la raccolta è di chi gestirà i risultati. Occorrerà conoscere il loro passato e, in qualche misura, le loro frequentazioni. Gli USA, che affronteranno il loro prossimo censimento nel 2020, hanno già cominciato a muoversi in questa direzione.

Bella cosa, dunque, l’informatica che ci circonda ed è indubbio che il suo uso ha aumentato una gran parte delle nostre libertà. Quello di cui, però, non sempre ci rendiamo conto è di quante altre libertà, contemporaneamente, ci sta privando.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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dati personali, utilizzo dati, banca dati, dati, Attacchi informatici, Informazioni, informatica, Informatica, cyber-spionaggio, cyber-security, cyber attacco, cyber-attacco, cyberattacchi, cyberspazio
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