10:48 18 Giugno 2019
Modello dell'elicottero ultraleggero VRT500

Nicola Guelfo, Italdesign: da reggiseni a navicelle spaziali, passando per elicotteri

© Foto : Italdesign
Opinioni
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Evgeny Utkin
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La Design Week affolla Milano in questi giorni. Dicono che nella capitale lombarda sia arrivato da mezzo milione fino addirittura a un milione di persone. Il traffico è tantissimo, non si trova un taxi libero, per non parlare della metro. L'unica soluzione sarebbe... un elicottero.

E proprio nel cuore del FuoriSalone di Milano, in via Tortona, Italdesign e la holding Russian Helicopters hanno presentato l'elicottero ultraleggero VRT500. Un gioiello di tecnologia russa e di design italiano.

Alla conferenza stampa Alexander Okhonko, CEO di Vertolety Rossii Technologies (VR Technologies), ha raccontato prima di tutto che VRT500 ha un elevato livello di sicurezza: l'assenza del rotore di coda elimina il rischio di lesioni ai passeggeri in caso di avvicinamento all'elicottero, nonché il rischio di guasto della trasmissione del rotore di coda. Altra caratteristica è poi la doppia ala rotante coassiale. Come ha spiegato Okhonko a Sputnik Italia, l'elicottero è più efficiente, meno rumoroso e, per rimanere in tema design, potrebbe atterrare addirittura sul limitato spazio di uno show-room.

Alexander Okhonko, CEO di Vertolety Rossii Technologies (VR Technologies)
© Sputnik . Evgeny Utkin
Alexander Okhonko, CEO di Vertolety Rossii Technologies (VR Technologies)

“Purtroppo era praticamente impossibile ottenere l'autorizzazione per portarlo qui a Milano, in un mese", continua Okhonko. "L'elicottero VRT500 è stato presentato per la prima volta all'edizione 2018 dell'esposizione HeliRussia, a Mosca. Quest'anno vogliamo richiedere la certificazione a EASA, e nel 2021 costruire il primo elicottero di serie. L'elicottero può essere adattato a diverse configurazioni: passeggeri, cargo, VIP, elisoccorso, scuola di volo. E ha un vasto mercato in tutto il mondo”. 


Sputnik Italia ha parlato quindi anche con Nicola Guelfo, direttore del reparto Industrial Design di Italdesign, presente alla conferenza stampa. 

— Nicola, siamo al Salone del mobile, il più grande evento dell'anno e, forse, del mondo nel campo del Design, non solo riferito ai mobili. Cosa ci fai qui, con un’azienda russa? 

Nicola Guelfo
© Sputnik . Evgeny Utkin
Nicola Guelfo, direttore del reparto Industrial Design di Italdesign

— Noi facciamo come Italdesign tante belle cose in Russia, e ne facciamo sempre di più. L'elicottero è stata una bellissima esperienza con VR-Technologies. Non è la prima volta che abbiamo lavorato su un elicottero, ma senz'altro è la prima su questa tipologia di elicottero ed in questo modo, lavorando veramente sia sull’interno che sull’esterno. Quindi si parla del design globale di tutto l'elicottero. E poi è un prodotto che è assolutamente in linea con la nostra filosofia aziendale. La nostra strategia prevede di occuparsi non solo di automobili, ma di mettere sempre più al centro l‘uomo, e perciò studiare nuovi modi di utilizzare i mezzi di trasporto all'interno della città. 

— Sappiamo che siete esperti di movimento e di motori e lavorate con il trasporto pubblico. Ma perché proprio un elicottero? Quanto tempo avete lavorato a questo progetto?

— Il progetto è cominciato nel 2016. Progetti di questo genere hanno bisogno di tempi, diciamo così, di assorbimento. Il Concetto deve essere ben sviluppato, quindi siamo arrivati adesso ad avere un risultato di sviluppo realistico dell‘esterno e dell’interno. In realtà il nostro lavoro non è stato di tre anni, ma è stato di circa sei mesi globalmente tenendo conto delle varie fasi, distribuite nell'arco di questi tre anni. Questi progetti utilizzano delle tecnologie all'avanguardia, come la realtà virtuale, che ci consente di essere molto efficienti nell'arrivare alla soluzione.

— Questo permette di dare un grosso vantaggio economico?

Alexander Okhonko e Nicola Guelfo
© Sputnik . Evgeny Utkin
Alexander Okhonko e Nicola Guelfo

— Assolutamente, ed è quello che richiede il mercato, altrimenti rischi di uscire dal mercato del tutto.

— E la sicurezza dei passeggeri? Ultimamente le notizie ci parlano di episodi tragici, come quello del Boeing 737 MAX 8.

— Il Lavoro sull‘elicottero è altamente tecnologico e coinvolge, chiaramente, anche le scelte sulla sicurezza; ancora di più che nel mondo dell'automotive, è un co-design, quindi una collaborazione con una squadra di ingegneri aeronautici che si occupano anche di sicurezza. E’ un continuo scambio di informazioni fra il designer e l'ingegnere, fra Italdesign e VR-Technologies.  Un lavoro, diciamo “spalla a spalla”, per tenere sempre sotto controllo questi elementi di sicurezza, non solo di design o di estetica.

— Cosa c’è di Smart in questo elicottero?

— Ovviamente il sistema dell’elica coassiale, quindi c’è tanta tecnologia già nella base del progetto.  Quello che noi abbiamo aggiunto come Italdesign è stata una grande attenzione proprio all'ergonomia interna e all'integrità esterna.

— Avete proposto voi di farlo un po' più corto?

— Assolutamente no, tutte caratteristiche di base  come la tipologia del prodotto sono state chiaramente definite dal cliente. Quello che noi siamo riusciti a portare come nostra esperienza è l’ergonomia e la facilità d’utilizzo del prodotto, cura che noi mettiamo giornalmente usando l’esperienza Automotive, per evidenziare che il nostro elicottero si differenzia da uno militare - un prodotto tecnico, con abitabilità automobilistica. Visto che il mercato richiede una grande attenzione anche al dettaglio.

— Di che mercato parliamo? Italiano? Europeo? Mondiale?

— Viene subito in mente il mercato sudamericano, americano, asiatico, oppure anche le metropoli europee come Mosca, che hanno una seria problematica inerente al gran traffico.

  • Modello dell'elicottero ultraleggero VRT500
    Modello dell'elicottero ultraleggero VRT500
    © Foto : Italdesign
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    © Foto : Italdesign
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Modello dell'elicottero ultraleggero VRT500

— Secondo te il brand "Italdesign" aiuterà a commercializzare il prodotto o è una questione di apparenza?

— Non siamo mai stati un brand che conta sulla propria fama o sul proprio nome. Il brand è importante, senza dubbio, nel mercato asiatico piuttosto che in quello europeo, legato soprattutto ai prodotti tecnologici. Però non basta più. Oggi è molto più importante avere un partner affidabile e che utilizzi tanta tecnologia, che sia in grado di dialogare anche dal punto di vista tecnico, come in questo caso con VR-Technologies.

— Con il clima che si è creato negli ultimi anni, intendo le sanzioni economiche, quale è stata la vostra esperienza lavorativa con la Russia?

— Devo dire che noi stiamo incrementando il nostro business in Russia, con diverse realtà oltre questa. Ad esempio stiamo collaborando con TMH (TransMashHolding), con cui stiamo sviluppando tantissimi progetti a partire dai treni per la metro di Mosca 2019, 2020 e, speriamo, ancora avanti. Abbiamo fatto gli interni e anche l'esterno della testata del treno. Stiamo veramente sviluppando tante idee, tanti progetti di trasporto su rotaia. In generale con le aziende russe ci troviamo benissimo. Abbiamo scoperto di avere un buon modo per dialogare, e non solo con le aziende grandi, ma anche con le media-piccole.

La presentazione dell'elicottero ultraleggero VRT500
© Foto : Italdesign
La presentazione dell'elicottero ultraleggero VRT500

— Per esempio?

— Per esempio, siamo mentor di un progetto che si chiama “Design-Marathon”.

— Che cos’è?

— È un concorso per designer industriali, di cui io sono capo della giuria. I concorrenti devono sviluppare un progetto che porterà poi appunto una selezione fra tutti i concorrenti, e il migliore sarà poi premiato…

— Allora sei capo della giuria di un concorso russo? È la prima volta per te? Sono già state fatte altre edizioni?

— Si, per me è la prima volta. E’ un concorso di design dove giovani designer russi lavorano su un progetto di macchinario (una fresa per automotive), e il vincitore riceverà il contratto con una delle più importanti aziende industriali russe. Come capo giuria, dovrei aiutare a scegliere il vincitore.

— In Russia sei stato molte volte?

— Si, ho cominciato ad andare in Russia nei primi anni 2000-2001. Lavoravamo a quei tempi con un'azienda italiana, la Indesit Company, che aveva acquisito Stinol russa. Tante volte sono venuto a Mosca, ma adesso ovviamente è una Mosca diversa. E’ diventata una città splendida. Sono stato la settimana scorsa l'ultima volta, ed è veramente un spettacolo. La pulizia e l'illuminazione, è un vero gioiello.

— Cosa pensi della mentalità del popolo russo rispetto ad altre nazioni?

— Siamo riusciti a capirci con il mondo russo. Per noi non è un problema, poi oggi in tanti parlano inglese, e anche culturalmente alla fine non siamo così distanti.

— Vi auguro che Italdesign abbia tanti nuovi progetti, magari nell'Automotive, dove siete super esperti, con VAZ, UAZ o altri.

— Ci piacerebbe molto, per il momento cerchiamo di dialogare con questi colossi dell'automotive russi, ma ancora non siamo riusciti ad arrivare a una collaborazione.

— Qual è il prodotto più strano che avete disegnato?

— Lo ripeto sempre, il progetto più particolare è stato intorno all'anno 2000: abbiamo disegnato un reggiseno Wonderbra. Potrebbe essere visto come una stranezza, ma per noi è fonte d’ispirazione perché siamo in grado e ci piace cimentarci nella progettazione di un elicottero, ma anche disegnare un reggiseno. È una bella sfida. Il nostro spirito è quello di non fermarci davanti a nulla, ci piace mettere continuamente le nostre capacità e le nostre esperienze alla prova.

L'opinione dell'autrore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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Elicotteri, elicottero, elicotteri, elicottero, Intervista, design, Milano, Italia
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