Widgets Magazine
04:48 26 Agosto 2019
Siccità

Cambiamento climatico, allarme siccità in Italia

© Fotolia / Xy
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
642

Fiumi e laghi svuotati, l’Italia e soprattutto le regioni settentrionali del Paese stanno facendo i conti con la siccità. Preoccupano i dati sulla carenza di precipitazioni negli ultimi anni, il record negativo è del 2017 con valori inferiori del 20-30%. La Coldiretti lancia l’allarme per il 2019: senz’acqua tutta l’agricoltura è in pericolo.

Un fenomeno su scala globale che riguarda tutti, nessuno escluso. Il cambiamento climatico trova sempre più spazio nel dibattito pubblico e secondo l’annuario dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), rapporto che fotografa la salute dell’ambiente, a destare preoccupazione è la siccità.

La Coldiretti stima ingenti perdite nel settore agroalimentare, SOS per le semine primaverili a causa della siccità e del caldo nel nord Italia, dove si ripropone l’emergenza del 2017. Ebbene quali danni ha provocato la siccità e come gestire al meglio le risorse idriche? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Franco Desiato, responsabile climatologia operativa dell’ISPRA e Rolando Manfredini, responsabile qualità Coldiretti.

- Franco Desiato, quali sono ad oggi i dati disponibili sulla siccità in Italia?

- Noi raccogliamo i dati di precipitazione cumulata mese per mese e poi anno per anno a consultivo dell'anno precedente. Adesso abbiamo elaborato i dati dei primi due mesi del 2019 e tra qualche giorno avremo disponibili anche i dati di marzo 2019. Gennaio e febbraio son stati mesi molto secchi soprattutto nell'Italia settentrionale. A questo si aggiunge il mese di dicembre 2018 che non è stato certamente un mese piovoso, inoltre possiamo anticipare che anche il mese di marzo è stato un mese siccitoso.

Quando faremo un consultivo del primo trimestre sarà evidente che si sta riproducendo una situazione analoga al 2017 con precipitazioni cumulate inferiori ai valori di riferimento di almeno il 20 - 30%, una situazione veramente preoccupante se si dovesse evolvere nei mesi primaverili ed estivi. Abbiamo già una situazione problematica nel bacino del Po, c'è il rischio molto forte che la situazione possa peggiorare. Di questa situazione soffrono tutti coloro che hanno necessità di apporto idrico, come ad esempio le attività agricole.

- Cosa devono fare secondo lei le città per gestire questa situazione?

- Il global warming, così come discusso alla conferenza di Parigi e nelle successive conferenze della IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change), si combatte con delle politiche di riduzione delle emissioni di gas serra, perché la causa antropica del cambiamento climatico è proprio l'aumento di gas serra.

La siccità è inevitabile nel momento in cui il cambiamento climatico continua a mostrare i suoi effetti perché non viene combattuto alla radice il problema. Per quanto riguarda l'agricoltura ci sono dei servizi che permettono di programmare ed ottimizzare le risorse idriche in base alle previsioni mensili o stagionali delle precipitazioni. Quindi ci sono delle azioni basate su dei servizi che sfruttano le conoscenze climatiche per prevenire o ridurre gli impatti della siccità. Per quanto riguarda la disponibilità di risorse idriche nei singoli centri urbani c'è poco da fare, bisognerebbe comunque sia risparmiare sullo spreco di risorsa idrica e limitare i disagi di questi periodi prolungati di siccità. 

 

Quali sono i danni causati dalla siccità sul settore agroalimentare e quale scenario si potrebbe verificare nel 2019? Ne parla a Sputnik Italia Rolando Manfredini, responsabile qualità Coldiretti:

- In questo momento la siccità è all'inizio di un lungo percorso, tutte le grandi culture che sono state seminate soffrono in particolare nel nord Italia perché è lì che si concentra la siccità. Abbiamo un'Italia divisa in due: un nord Italia dove le precipitazioni anche d'inverno sono state il 50% in meno ed un centro e sud Italia dove le riserve d'acqua sono buone perché è piovuto e nevicato molto di più. 

Le culture che possono andare in sofferenza sono quelle che già in questo momento sono a dimora: la barbabietola da zucchero che è già stata seminata, il mais o il girasole che stanno per concludere le semine in questo periodo, più avanti in maggio la soia. Già adesso ci sono dei problemi di germinazione del seme dove non è caduta acqua e pertanto i danni che si possono vedere sono da una perdita percentuale delle culture a seconda delle zone: parliamo di un 10% fino ad arrivare in alcuni casi anche a perdite superiori al 50% della produzione.

- Lo scenario di quest'anno sembra ripetere quello del 2017, volevo chiederle se ci sono degli aiuti destinati agli agricoltori dal governo in questi casi o anche dall’Unione Europea?

- Gli aiuti vanno senz'altro ricercati. Lei ha fatto bene a ricordare il 2017 che è stato un anno siccitoso, che si è classificato come un evento estremo, il 2019 potrebbe addirittura essere peggio se permangono queste condizioni. Gli aiuti agli agricoltori vanno previsti nelle dichiarazioni dei danni che si hanno e nella dichiarazione di calamità che può essere effettuata in seguito a situazioni di questo genere. Certo è che non ci sono degli aiuti specifici per quanto riguarda situazioni di questo tipo, gli aiuti possono essere dati a seguito di una dichiarazione dello stato di calamità, quindi una volta registrate condizioni veramente critiche per le culture.

- Quindi per ora non si ha alcuna certezza sugli aiuti?

- No, non si ha la certezza anche perché la maggior parte dei danni si verificherà nei prossimi mesi. Lo stato di calamità viene comminato quando i danni si stanno verificando, non c'è da attendersi molto comunque. La siccità, come abbiamo visto, in alcune zone incide sulla germinazione dei semi e sul successivo ottenimento della piantina; i danni saranno elevati e saranno comunicati comunque sia al momento in cui verranno rilevati.

La politica si ricorda di queste cose qua solo quando succedono, si tratta di eventi estremi, perché quella del 2017 è stata una siccità terribile, da quando ci sono le rilevazioni non era mai avvenuto un fenomeno di questo genere. Quest'anno i marcatori sono addirittura peggiori, occorre quindi fare degli interventi di carattere strutturale per captare l'acqua quando cade e renderla disponibile nei mesi siccitosi, poiché senza acqua non si può fare agricoltura. Bisogna cominciare adesso ad intervenire con un piano che riguardi l'acqua con degli invasi che possano essere utilizzati come casse di espansione quando ne cade troppa. In momenti estremi cade troppa pioggia ed in altri ne cade poca, proprio in quest’ultimo caso potremmo usare gli invasi per poter dare l'acqua all'agricoltura. Altrimenti se non si mette in piedi una soluzione strutturale di questo genere ne soffrirà tutta l'agricoltura italiana. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Decine di strutture militari USA a rischio per cambiamenti climatici – rapporto Pentagono
La scienza dimostra che i migranti climatici esistono
Tags:
Ambiente, Italia, siccità, Allarme, Cambiamenti climatici, clima
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik