Widgets Magazine
06:13 16 Settembre 2019
Cane pastore e gregge

Il mistero di Greta Thunberg

© Foto: Pixabay C00
Opinioni
URL abbreviato
Di Alessio Trovato
Opinioni, punti di vista, approfondimenti (52)
473
Seguici su

Il massimo della rivoluzione cui può ambire un gregge di pecore è cambiare pastore, non certo smettere di farsi tosare

Intendiamoci, le variazioni climatiche esistono. Ci sono sempre state su questo pianeta. Si tratta di capire quanto influisca l'attività umana. Gli scienziati, per quanto pare di aver capito finora, sono quasi tutti abbastanza concordi nel rilevare che nell'ultimo secolo ci sia stato un generale aumento delle temperature (circa tre quarti di grado) e che questo si sia fatto sentire soprattutto nell'estremo nord artico. L’emisfero sud al contrario sarebbe stabile se non addirittura in leggera controtendenza, prova ne sarebbe il ghiacciaio Perito Moreno in Argentina che negli ultimi 90 non sarebbe arretrato neppure di un centimetro. Non tutti per altro sono concordi sul ritenere l'uomo il principale responsabile di questa variazione climatica, ricordiamo infatti che la Terra ha visto ere glaciali con ghiacci fino all’equatore alternarsi ad ere interglaciali con calotte completamente sciolte. Anche in tempi relativamente recenti ricordiamo la colonizzazione umana dell’America avvenuta attraverso la Beringia (15mila anni fa circa) e ‘poco’ dopo invece l’estinzione degli ultimi mammut nell’estremo nord est siberiano (3500 anni fa circa). Ma indipendentemente da tutto questo e le dispute scientifiche o fantascientifiche, rimane comunque chiaro che tenere pulito il pianeta, non inquinare, darsi una regolata, contenere i consumi e ricercare energie alternative sarebbe il minimo di giusta condotta da seguire per lasciare ai nostri figli un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Greta però che c'entra in tutto questo? E' dall'inizio della prima rivoluzione industriale che l'uomo ha iniziato a porsi il problema dello sviluppo sostenibile, possibile che si sveglino tutti adesso perché è arrivata Greta? La teoria della ‘decrescita’ venne enunciata per la prima volta nel 1972 dal filosofo e giornalista francese André Gorz mentre Serge Latouche, professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi, è da una vita che cerca di diffondere la filosofia chiamata della DECRESCITA FELICE (la teoria cui spesso anche Beppe Grillo fece riferimento). Tutta gente che è stata irrisa durante l’intera carriera dagli stessi che adesso adorano Greta. Che senso ha?

Greta Thunberg, una ragazzina classe 2003 cui è stata diagnosticata la sindrome di Asparger e diventata famosa grazie ad un prolungato sciopero davanti alla scuola cui poi ha misteriosamente seguito un clamore che, per quanto Greta sia assolutamente graziosa e stimoli empatia, non ha né precedenti in letteratura né giustificazione logica apparente. La buona fede di Greta non è in discussione (anche perché chi è affetto dalla sindrome di Asperger è incapace di doppi fini per definizione), è in discussione il fatto che qualcuno si voglia approfittare del consenso che questa ragazza può concentrare intorno a sé. Perché è lei l’eroina? Perché è in suo nome che scendono in piazza in tutto il mondo?

La rete si è scatenata in proposito. Sempre più oramai sono coloro che sentono puzza di bruciato ogni qual volta il manistream punta tutti i riflettori in una direzione. Oramai è automatico. Esiste una controreazione simile ad una legge chimica. In realtà nessuno ce l’ha con Greta ma, ovvio, coloro che oramai masticano un minimo di leggi causa-effetto, non possono non avere sospetti sul fatto che i più grandi inquinatori del pianeta facciano a gara ad invitarla a Corte per farsi dire quanto facciano schifo ad inquinare e poi, il giorno dopo averle coperta di gloria e complimenti, continuare ad inquinare anche più di prima mentre, coloro che è una vita che provano a trovare soluzioni analitiche alla questione dello sviluppo (o devoluzione) compatibile, sono da sempre trattati come cani. Vogliamo allora provare a scommettere, posto che siamo tutti d’accordo che in tutto questo Greta non sia altro che la prima delle vittime, cosa c’è/ci potrebbe essere sotto? Vediamo quindi le principali teorie che circolano sul web e scopriamo che non sono proprio solo deliri strampalati come dicono alcuni:

Teoria delle ELEZIONI EUROPEE

C’è chi ha teorizzato che non può essere un caso che la macchina mediatica che gira intorno a Greta si sia messa in moto proprio in questo periodo. Presto ci saranno le elezioni europee e qualcuno prevede un crollo degli europeisti a favore degli euroscettici. Forse si vuole preparare un nuovo contenitore elettorale dove far defluire i voti dal contenitore oramai costretto a svuotarsi prima che passi tutto in mano agli euroscettici?

Teoria della SHOCK ECONOMY

Seguendo la teoria della giornalista Naomi Klein, secondo cui l'applicazione delle teorie liberiste sarebbe stata sempre realizzata senza il consenso popolare approfittando di uno shock causato da un evento contingente, spesso anche provocato ad hoc, ecco che il desiderio di creare nella mente dello ‘spettatore’ un nuovo ancora più grave concetto di emergenza spiegherebbe tutto. Serve la paura di qualcosa di grave ed irreparabile per poter giustificare privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e liberalizzazioni selvagge dei salari (ref: “Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri” di Naomi Klein, 2007)

Teoria della QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Una lunga indagine investigativa del giornalista Cory Morningstar dal titolo significativo: “The Manufacturing of Greta Thunberg – for Consent: The Political Economy of the Non-Profit Industrial Complex”, sostiene che in realtà tutto il circo mediatico che ruota intorno a Greta non sia stato messo in piedi da altri che non il solito ‘capitale’ che, vedendo collassare l’economia tradizionale, sta cercando una via di fuga nella cosiddetta ‘economia verde’. Un semplice gioco di prestigio quindi secondo Morningstar, che non avrebbe certo come fine ultimo quello di ridurre i consumi per il bene del pianeta.

George Soros, Chairman of Soros Fund Management, listens during a seminar titled Charting A New Growth Path for the Euro Zone at the annual International Monetary Fund and World Bank meetings September 24, 2011 in Washington, DC.
© AFP 2019 / Brendan Smialowski
Teoria della DISTRAZIONE di MASSA

Il maggiore sostenitore di questa teoria in Italia pare essere il filosofo Diego Fusaro il quale ripetutamente ha sostenuto che non si tratti di altro se non della solita “espressione di forza capitalistica apotropaica rispetto ad una vera critica”, cioè, detto per intenderci – quando scendi in piazza per rivendicare salari e giustizia sociale, sei classificato come un criminale (riferimento ai gilet gialli), quando scendi in piazza per rivendicare qualcosa di assolutamente innocuo, facile da gestire e assolutamente non in contrasto con i veri giochi del capitale, ecco che hai tutte le porte mediatiche aperte e chi anche solo osa contraddirti classificato come complottista. Queste proteste quindi, secondo il giovane filosofo, non sarebbero altro che “un’arma di distrazione di massa”.

Teoria della VALVOLA di SFOGO

Altri, non solo anonimi commentatori social, ma anche ben fini analisti, hanno definito tutto questo nient’altro che la solita ‘valvola di sfogo’. Il sistema ha bisogno di scaricare e deviare tensione. Farsi vedere dalla parte dei giovani e favorevole al cambiamento proprio per poterlo evitare prima che arrivi sul serio. Aprire la valvola sul punto in cui potrebbe accumularsi pressione prima che saltino le tubature

Teoria del DIVIDE ET IMPERA

Conflitto tra generazioni, conflitto tra creduloni e cinici, ecologisti e non, se tra rossi e neri si rischia la pace allora aggiungere il verde integrale. Basta vedere il dibattito su internet a che livelli si fa in tante occasioni. Un gioco al ribasso in cui in tanti soffiano sopra per dividere e confondere. Se i popoli veramente venissero aiutati dai mezzi di informazione a ragionare con calma si troverebbero tante soluzioni a tanti problemi ma per i popoli, non certo per le élites.

Teoria dell’ARMA MORALE

La scusa dei diritti non funziona già più come una volta, s’è visto in Venezuela. Per quanto il mainstream si sforzi, non si riesce più a convincere a bombardare come una volta con la mera motivazione umanitaria. Un po’ perchè oramai in molti hanno iniziato a capire il gioco, sopratutto quando si tratta di Paesi ‘casualmente’ gonfi di petrolio da scoppiare, un po’ anche perchè, diciamocelo, ma se anche certi diritti venissero violati, se anche venisse dimostrato, a chi interessa veramente quello che avviene altrove? La paura di un utilizzo non ‘allineato’ delle risorse che possa nuocere anche al proprio ambiente potrebbe sostituire in maniera geniale la vecchia oramai obsoleta arma dei ‘diritti umani’. Si potrebbe bombardare non per far finta di portare la ‘democrazia’ ma per far finta di risanare l’ecosistema di tutti. Salvare il Pianeta – il nuovo slogan che permetterebbe di aggredire qualunque concorrente scomodo perchè ‘inquina’ proprio mentre sei il primo ad inquinare e proprio come finora si è sempre aggredito in nome dei diritti umani nel momento stesso in cui si era i primi a volerne violare.

Teoria della DEVIAZIONE o del ‘GATEKEEPING’

Come dicevano è dalla prima rivoluzione industriale che l’uomo si pone il problema e da quasi 50 anni che è stata formulata la teoria della decrescita. Perchè l’eroe di tutto questo ‘movimento’ ecologista non è un filosofo o un economista che propone soluzioni analitiche? Semplice, lo dice la parola stessa – DECRESCITA. Le soluzioni proposte dai vari Gorz o Latouche prevedono lacrime e sangue per il grande capitale, ovvio che i rappresentanti del potere siano disposti a fare di tutto pur di non mettere in mano a questi la questione ecologica che pure esiste. Di tutto, persino farsi apparentemente sputare in faccia da una ragazzina, qualsiasi cosa, anche il Nobel, purchè non lo vincano quegli altri e la protesta la guidino loro.

Ecco qua, questa era solo una breve carrellata, ce ne sono anche altre. Il paradosso di tutto questo è che se anche non ci fosse nulla sotto la cosa non sarebbe meno grave. Pensate – una intera generazione che si mette in testa che se invece di andare a scuola ti metti a fare sciopero mesi interi, siccome hai ragione, poi i grandi della Terra si mettono in fila a baciarti le scarpe. Una generazione intera rovinata.

Di tutta questa storia cosa rimane alla fine? Rimane una povera ragazzina con sindromi comportamentali ripetitive e stereotipate con spettro di interessi estremamente ristretto e compromissione delle interazioni sociali che invece di aiutarla a comunicare con gli altri ragazzi della sua età e trovare comprensione e amore vero, viene lanciata in un carrozzone mediatico per gli interessi di chi ha fiutato un qualche misterioso affare del quale lei non sarà mai consapevole come probabilmente non saremo mai neppure noi. Una ragazzina di 16 anni cui vorrebbero dare un Nobel e alla quale io, personalmente, auguro piuttosto di trovare oggi nient’altro che sincera amicizia, domani un bravo ragazzo e un giorno crescere dei figli in un mondo veramente pulito e lontano da stupidi riflettori.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tema:
Opinioni, punti di vista, approfondimenti (52)

Correlati:

Scienziati svelano un riscaldamento globale durato 100.000 anni
Gli USA saranno la principale "vittima" del riscaldamento globale
Investire nella ricerca contro tutto ciò che è inquinante suona bello ma è stupido?