Widgets Magazine
12:43 19 Agosto 2019
Cambiamenti climatici

Investire nella ricerca contro tutto ciò che è inquinante suona bello ma è stupido?

© flickr.com/ Nattu
Opinioni
URL abbreviato
Mario Sommossa
782

Investire nella ricerca contro tutto ciò che è inquinante climatici suona bello ma è stupido e inutile. Oppure no?

Chissà contro chi avranno manifestato i dinosauri per combattere il cambiamento climatico che li ha sterminati. E chissà con chi se la sarà presa Noè, costretto a costruire in fretta e furia la sua Arca per salvare un po’ di esseri viventi minacciati dal diluvio che stava sommergendo il globo.

Anche i milanesi, che nel secolo XV furono costretti a indossare i cappotti perfino in agosto per ripararsi dalla “piccola glaciazione”, certamente avrebbero avuto qualcosa da dire contro qualcuno. Ma contro chi? Mistero!

Beh, di certo non poté lamentarsi Annibale per il fatto che i passi alpini attraverso cui arrivò in Italia non erano sommersi dalla neve. Se avesse dovuto affrontare le temperature di alta montagna cui siamo stati abituati noi, nemmeno gli elefanti sarebbero riusciti ad arrivare a valle. Vi immaginate come sprofonderebbero nella neve dei pachidermi con quel peso se facessimo loro passare il colle delle Traversette (circa 3000 metri, Monviso) verso la fine di un nostro ottobre? D’altronde, è risaputo che gli anni in cui prosperò Roma erano mediamente un po’ più caldi di quanto lo siano quelli nella nostra epoca e quindi per Annibale fu un po’ più facile che per noi.

Oggi, per i nostri giovani, è più semplice identificare a chi dare la colpa del cambiamento climatico (probabilmente) in corso: tanti scienziati (o pseudo-tali) hanno affermato con assoluta certezza (davvero?) che la ragione del riscaldamento del globo è dovuta ai gas serra e alla CO2. Non c’è alcun dubbio. E i politici di quattro continenti lo confermano a gran voce ogni giorno. Perché i ragazzi dovrebbero dubitarne?

Ecco quindi la mitizzazione della piccola svedese Greta, ecco le migliaia di studenti, dalle elementari ai licei, sfilare sulle piazze di tutto il mondo chiedendo ai Governi di provvedere. Ecco finalmente identificati i colpevoli di trombe d’aria ed alluvioni, siccità e tempeste come mai se ne erano viste. Fortunatamente, da Kioto in poi, si è deciso di fare qualcosa ma, giustamente, per i nostri virgulti incoraggiati da tutti non basta. Il can can dei media è univoco: è il genere umano che sta causando la variazione epocale delle temperature e si devono fermare le industrie, non usare più carbone, gas e petrolio. È la scienza che lo dice e dobbiamo crederci!

È bello vedere i ragazzi partecipare alle manifestazioni e sapere che gli adolescenti si impegnano per qualcosa in cui credono è cosa certamente positiva. È altrettanto bene costatare che lo stiano facendo per un lodevole senso di partecipazione sociale, quindi politica. Non dobbiamo nemmeno sottovalutare che, per ogni giovane che cresce, è necessario trovare una propria identità, anche contrapponendosi a chi è nato prima e ancora occupa posizioni sociali che al più presto spetteranno a loro. È consolante, in altre parole, vedere finalmente così tanti giovani nutriti di convinzioni e di entusiasmi e non importa che per qualcuno di loro sia stato soltanto un modo per evitare qualche ora di scuola.

Ciò che, tuttavia, è molto meno edificante è che anche politici di primo piano fingano di mostrarsi convinti che le ragioni di queste manifestazioni abbiano un senso vero. Qualcuno, nella gara a chi è più demagogo, ha perfino lanciata l’idea che la battagliera Greta sia insignita del Premio Nobel per la Pace. 

Purtroppo, in tutto questo esiste un equivoco di fondo e anche valevoli giornalisti continuano a confondere le cose facendo di tutta l’erba un fascio.

Una cosa è la doverosa lotta contro l’inquinamento dell’aria e delle acque e il favore verso un maggiore utilizzo di risorse rinnovabili, un’altra è credere veramente che l’industrializzazione sia la causa unica, o principale, del cambiamento climatico che ci sembra in corso. Dico “ci sembra” perché cambiamenti di questo genere trovano la loro conferma solo dopo osservazioni di molti decenni e non di pochi anni.

Comunque, non è la prima volta che le masse si infatuino con parole d’ordine che nessuno osa più contestare pena l’esclusione dalla vita sociale o dalla carriera lavorativa. È capitato frequentemente alle moltitudini do diventare vittime inconsapevoli di “verità” spacciate come assolute da qualcuno ne ricava dei benefici. Il mondo è pieno di “leggende metropolitane” o di “religioni” create per gli scopi più variegati e, come una catena di S. Antonio, esse si autoalimentano, crescono fino ad ingigantirsi e poi nessuno, o quasi, ha più il coraggio di metterle in discussione. Lo si fa anche in buona fede, ma, più spesso, le si sposa come vere perché il non farlo è una strada difficile, e magari pericolosa. Che un cambiamento climatico possa derivare dall’azione dell’uomo può essere, molto probabilmente, una di queste leggende metropolitane ammantata di “verità” scientifica. Peccato che gli stessi “scienziati” che la sostengono così convintamente non riescano a spiegare allo stesso modo tutti i cambiamenti importanti delle temperature che hanno accompagnato il nostro pianeta da quando esiste.

Anche quando qualcuno ricorda che drastiche mutazioni del clima sono avvenute ben prima della rivoluzione industriale, i nuovi portatori di “verità non vogliono fare collegamenti tra le cause di allora e quel che accade oggi. Eppure, se per il passato le origini erano state trovate nello spostamento dell’asse terrestre e nell’evoluzione delle macchie solari, perché quei fenomeni oggi non sono più considerati? Forse perché per qualche scienziato non è sufficientemente “nobile” o pagante in termini di notorietà (o di conformismo) trovare cause contro cui non si può fare nulla?

Si badi bene, non sto affermando che, nel caso dei possibili cambiamenti climatici epocali, noi non si debba far nulla. Sto semplicemente sostenendo che le decisioni da prendere riguardano il come il genere umano debba trovare modi per adattarsi a qualcosa che sta al di sopra delle nostre forze e che, comunque vada, se deve capitare capiterà.

Ritengo anche che il vero problema dove i Governi e gli uomini tutti possono e devono intervenire sta nella necessità di favorire il controllo delle nascite nei continenti che si vanno sovrappopolando. Prendiamo l’Africa, per esempio: cinquant’anni fa vi abitavano circa 700 milioni di individui, oggi sono un miliardo e duecento milioni, nel 2050 si stimano diventare due miliardi. Non si mette così a rischio la sopravvivenza del pianeta? E cosa dire dell’inquinamento aereo e terrestre che aumenta di giorno in giorno? È giusto che si debba investire enormemente nella ricerca di fonti di energia che siano rinnovabili ma, anche in queste iniziative è bene dirci le cose come stanno e non tacerci gli aspetti più sgraditi. Dobbiamo avere il coraggio di dirci che il nucleare a fissione e il fotovoltaico che conosciamo oggi (tra l’altro costoso e inefficiente) non sono una soluzione. Sembrano due fonti ecologiche ma è un’illusione: ci ricordiamo che le scorie dei reattori rimangono radioattive nell’ambiente per centinaia di anni? Ci siamo chiesti che faremo degli impianti fotovoltaici una volta dismessi?

Ecco, investire nella ricerca contro tutto ciò che è inquinante è una battaglia che ha un senso intraprendere. Continuare a sparlare su cambiamenti climatici suona bello ma è stupido e inutile.

Se tutti i nostri ragazzi, anziché’ sfilare ed esporre cartelli sulle piazze, fossero andati a raccogliere tutta la plastica dispersa nell’ambiente, il loro contributo al futuro del mondo e al loro stesso futuro sarebbe stato ben più utile a tutti. Forse meno visibile, ma certo più proficuo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Gli orsi bianchi aiutano i ricercatori a studiare il clima artico
Gilet gialli, Trump: sono conferma che l’uscita degli USA da accordo sul clima è giusta
Studentessa svedese nominata per il Nobel per la pace
Tags:
scienza, Futuro, clima, Cambiamenti climatici
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik