22:44 11 Dicembre 2019
Bambini in Sardegna, Italia

Baby gang, è allarme sociale

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Picchiano, rubano, bullizzano e schiavizzano. È in continuo aumento il preoccupante fenomeno delle baby gang, da Milano a Catania sono sempre più i minorenni che compiono reati, fra le vittime adulti e anche bambini. Quali sono le cause di tale violenza?

Giornalmente la stampa riporta casi di rapine e pestaggi ad opera di baby gang, in tutta Italia aumentano infatti i reati commessi dai ragazzi più piccoli capaci di agire con efferata violenza alla pari degli adulti. Disagi familiari, tensione economica, la rete e i social, l’appartenenza al gruppo…che cosa c’è dietro la ferocia delle baby gang? Che ruolo hanno in questo contesto i genitori?

“Quando manca l’amore in famiglia i ragazzi fuori possono diventare delle belve” è l’opinione espressa in un’intervista a Sputnik Italia da Pietro Zocconali, presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS).

– Sono in aumento le baby gang, minorenni che rubano e picchiano creando terrore fra coetanei. Pietro Zocconali, a cosa è dovuto questo preoccupante fenomeno?

– Già dalle scuole elementari, bambini di 8 - 10 anni riescono a fare dei danni a livello di baby gang. Prima si parlava di tredicenni - quattordicenni, i famosi teenager, adesso invece stiamo sotto la soglia delle scuole medie e a quello delle scuole elementari. Colpa anche dei genitori che ad otto nove anni già comprano loro i cellulari con i quali certamente non fanno le telefonate ai professori ... Con i cellulari non fanno altro che andare sui media, su facebook, ecc.

Tutto questo accadeva una volta a livello locale ed in sordina, come un bambino che prendeva in giro in classe, già succedeva ai tempi miei che ho una certa età. Anche sessant'anni fa già esistevano le baby gang composte da due o tre bambini che prendevano in giro i colleghi che erano "diversi", e chi erano i diversi di una volta? Era il bambino con gli occhiali, oppure era il bambino obeso o quello che aveva problemi in famiglia. Insomma in ogni classe c'era qualcuno che veniva preso di mira dai più irrequieti.

– Oggi com’è cambiata la situazione?

– Questo stesso fenomeno viene amplificato a livello mondiale poiché viene registrato con i filmati, poi messi in rete. I bambini poi vedranno questi filmati su internet e ci sono stati numerosi casi di suicidi di bambini e di bambine che erano talmente presi di mira da colleghi e "amici" che hanno deciso di togliersi la vita. Si sentivano messi in mezzo e si vergognavano di sé stessi per quello che non riuscivano a fare, per il non riuscire ad inserirsi nei gruppi. La colpa è di questi media, ma anche degli insegnanti e dei genitori.

– Ecco, infatti, parliamo del ruolo dei genitori, quali sono le falle nel sistema?

– Sembrerebbe una frase fatta, ma bisogna ammettere che i genitori non sono più quelli di una volta ... La famiglia fino a venti - trent'anni fa era un rifugio che dava sicurezza ai ragazzi. Un papà ed una mamma in casa, soprattutto il fine settimana si stava tutti insieme a casa a guardare la tv, oggi invece c'è lo stritolamento del mondo del lavoro. Premetto che io amo andare nei centri commerciali la domenica mattina, devo però dire che quando tutte queste persone lavorano nei giorni di festa, i ragazzi stanno a casa senza genitori o senza uno dei genitori.

A mio giudizio quello che accade durante la settimana dovrebbe essere da loro riportato ai genitori il fine settimana per fare una sorta di rassegna. I ragazzi poi nel pomeriggio devono fare i compiti, devono andare in palestra e per le loro varie attività. C'è quindi poco tempo per dialogare con i figli. La conseguenza è che la famiglia è sgretolata rispetto alla famiglia di una volta. Non tocchiamo poi il tema dei divorzi e delle separazioni, perché come sappiamo la metà delle famiglie sono scoppiate.

– Secondo lei possono incidere su questo fenomeno i figli dei genitori meno abbienti o i figli di stranieri anche di seconda generazione? Perché alle volte il capo di queste baby gang è proprio di un'altra nazionalità…

– Perché alcuni genitori vanno a lavorare il sabato e la domenica? Ci vanno perché hanno bisogno di soldi. L'impiegato di una volta lavorava dal lunedì mattina fino al primo pomeriggio di venerdì per poi tornare a casa e stare con i figli. Oggi questo non si può più fare perché per arrivare a fine mese si deve lavorare a tutte le ore, sappiamo infatti che ci sono negozi aperti 24 ore sette giorni su sette.

Io da ragazzo andavo a Londra, a Parigi e vedevo la composizione della popolazione: era una popolazione mista, mondiale... Mentre adesso con questa "invasione" che c'è da nord Africa, sud America e Asia anche l'Italia sta diventando un paese multietnico e, purtroppo per loro, la maggior parte della gente che viene in Italia è povera, ha bisogno di lavoro ed è disadattata. È quello che succedeva una volta: i poveri che dalle campagne venivano nelle grandi città e rimanevano nelle periferie dentro le baracche. Adesso sta succedendo a livello mondiale: vengono da altre nazioni e si stabiliscono nelle periferie e nelle baracche.

Vediamo, per esempio, quelli che raccolgono la frutta e gli ortaggi nei campi del meridione, persone sfruttate che muoiono e vengono trattata come schiavi. Come pensiamo che possano vivere i figli di queste persone? Ovviamente vivono male. Perché ci sono le baby gang dell'America Latina a Milano? Perché sono dei disadattati. I bambini che non vengono educati prendono delle vie diverse ...

Vorrei concludere dicendo anche che quando manca l’amore in famiglia i ragazzi fuori possono diventare delle belve.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Violenza, Vittime, vittima, Reati, minorenne, Catania, Milano, bambini, Italia
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