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10:22 22 Settembre 2019
Le esercitazioni della Nato Dynamic Manta 2017

In Sicilia si gioca di nuovo alla Guerra

© REUTERS / Antonio Parrinello
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Proprio nel momento di massima tensione tra USA e Russia, per la sospensione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, che farebbe ripiombare l'Europa in una crisi degli Euromissili 2.0, l'Alleanza Atlantica simula una battaglia navale al largo delle coste catanesi. Di nuovo si utilizza la Sicilia come punto strategico dell'espansione ad est della Nato.

Nel quasi totale silenzio dei media, dal 26 febbraio - e sino all'8 marzo - la flotta militare della NATO è dispiegata nel mar Ionio per l'esercitazione Dynamic Manta 2019 (DYMA 19). I paesi coinvolti sono in tutto dieci: cinque appartenenti all'area mediterranea (Italia, Spagna, Francia, Grecia e Turchia) e 5 alla fascia atlantica (Germania, Olanda, Inghilterra, Canada e naturalmente Usa), per un totale di 22 unità di cui 5 sottomarini, 9 navi da guerra, 8 veivoli da pattugliamento, di cui 6 aerei e 2 elicotteri, e 3000 uomini.
La mappa della Dynamic Manta 2019
Dynamic Manta 2019

Il supporto logistico alle unità marittime è fornito dalla base della Marina Militare di Augusta e dal porto di Catania, mentre il supporto alle unità aeree dipende dalla base aerea di Sigonella, già capitale dei droni, e dalla stazione degli elicotteri di Catania Fontanarossa, contigua all'aeroporto civile del capoluogo etneo, sotto il controllo del NATO Maritime Air Command (COMMARAIRNATO).

La mappa della Dynamic Manta 2019
La mappa della Dynamic Manta 2019

Nell'esercitazione è coinvolto anche un sottomarino a propulsione nucleare, il HMS Ambush (S120), sommergibile della classe “Astute” della Marina britannica che imbarca due reattori nucleari PWR prodotti dalla Roll Royce. Secondo un report del Defence Nuclear Safety Regulator, l'ente del ministero della difesa del Regno Unito, competente per il controllo dei dispositivi nucleari in dotazione delle forze armate, i due reattori sarebbero "potenzialmente vulnerabili in caso di guasto strutturale primario", un pericolo dunque non solo per la sicurezza dell'equipaggio, ma anche per quella della popolazione civile e dell'ambiente.

Dynamic Manta 2019
Dynamic Manta 2019

Se lo scopo militare delle manovre è quello di addestrare le unità alla guerra sottomarina (Anti Submarine Warface) e di superficie (Anti Surface Training) in situazioni di "minaccia multipla", ovvero proveniente da ambienti differenti, la finalità geostrategica è quella di scoraggiare militare l'attività russa nell'area mediterranea. Contemporaneamente alla DYMA 19, infatti, nel Mar Nero sono dispiegate le navi del gruppo navale Standing NATO Mine Counterpart Group 2 per l'operazione Poseidon 2019, esercitazioni internazionali congiunte di pattugliamento navale e sminamento organizzate da Romania e Bulgaria, a cui prendono parte, oltre alle unità dei due paesi dell'est, anche l'ammiraglia della marina militare tedesca "FGS Werra" e i dragamine turchi. Inoltre droni spia lanciati da Sigonella sorvolano quotidianamente Donbass, Crimea e Baltico. Recentemente sono stati avvistati droni decollati proprio dalla base di Sigonella, lungo la costa del Mar Nero, la Crimea e il territorio di Kaliningrad.

 "La Russia è un concorrente della Nato e l'Alleanza atlantica intende garantire la sicurezza ai suoi paesi membri da qualunque minaccia che provenga da sotto il mare" ha dichiarato all'Agenzia Nova il il contrammiraglio Andrew C. Lennon, comandante della flotta sottomarini Nato. L'esercitazione, secondo il comandante statunitense, avrebbe una valenza difensiva, quella di preparare gli stati del Patto Atlantico alla "crescente attività della Russia nelle acque del Mediterraneo", che gli Stati Uniti vedono "come ritorno alla sfida tra grandi potenze".

Tuttavia questa sfida non va vista come un ritorno alla Guerra Fredda, sostiene sibillinamente: i rapidi cambiamenti in materia di sicurezza apriranno scenari inediti per il futuro. Una dichiarazione che non promette nulla di buono, nella prospettiva di un ritiro delle due superpotenze dal Trattato INF, di una dottrina nucleare – la Nuclear Posture Review – basata sul principio del first strike e che prevede l'utilizzo chirurgigo di "miniatomiche", dell'istallazione nella base di Sigonella di sistemi antimissile utilizzabili per attacchi preventivi. La progressiva automatizzazione delle armi, come ad esempio i droni di Sigonella, base USA, non NATO, permettono agli Stati Uniti di raggiungere il maggiore obiettivo militare con il minor rischio possibile. Non esiste una reciprocità fra le due potenze, poiché la Russia non ha basi in Messico o Canada da cui puntare missili sulle città USA o inviare droni spia.

La Sicilia diventa dunque un nodo strategico nei piani di espansione dell'influenza statunitense nell'area mediterranea e dell'est Europa. Dalla Sicilia possono essere condotte operazioni militari, non solo di difesa ma anche di attacco. Questo, naturalmente, fa dell'isola un obiettivo strategico di una eventuale rappresaglia, durante una guerra di posizione in cui a rischiare sono solo i cittadini siciliani.

Ma cosa pensano i siciliani del ruolo geostrategico della loro terra?

C'è da dire che a causa del silenzio che solitamente ricopre queste circostanze, molti siciliani sono ignari della propria condizione di scudo umano d'Europa. Altri, più fatalisticamente, si sono rassegnati nella convinzione che nulla potrà cambiare. Ma, per quanto l'attenzione dei media non si sia concentrata su questi fatti, la DYMA 19 non è passata in sordina e sono in molti a trovare intollerabile che un sottomarino nucleare britannico si trovi a pochi km dalle nostre coste, mettendo a repentaglio la salute e la sicurezza del territorio.

Antonio Mazzeo, giornalista e scrittore, esperto di questioni militari, dichiara duramente a Sputnik Italia:

 "Basterebbero le ragioni espresse dalla NATO per giustificare l'esercitazione (rafforzamento delle CAPACITÀ DI GUERRA ai sottomarini e alle unità di superficie, consolidamento della partenership, ecc.) per comprendere che è in atto all'ennesima prova di forza contro i "nemici" internazionali degli USA. Inoltre si sperimentano anche stavolta nuovi sistemi d'arma e così diventa anche un'occasione per aggiornare il complesso militare industriale dei paesi allaeti. Senza contare poi il rischio nucleare per le popolazioni delle regioni che si affacciano sul mar Ionio".

Un'altra giornalista, Daniela Giuffrida ci scrive:

 "L'esercitazione al largo delle nostre coste non è altro che l'ennesima dimostrazione di come il nostro sia un paese sempre pronto ad entrare in guerra in barba all'art. 11 della nostra Costituzione. Prove di guerra, dunque, mai esauritesi nel tempo. Bisogna prendere atto di questo. Mio nonno diceva che abbiamo perso la guerra e quindi dobbiamo subire le volontà dei nostri padroni di casa! Ma è davvero così? Siamo certi che queste "volontà" non vadano a ledere i diritti di nessuno nel muoversi con tanta spregiudicatezza in un mare non più "nostrum" ma in mano a potenze legate agli USA da una specie di patto di sangue?".

Guglielmo Panebianco, attivista, afferma:

"Un "Dynamic Mantra" a replica annuale, conferma l'assoluta complicità servile del governo italiano nei confronti del complesso bellico industriale, e sempre più chiarisce il ruolo strategico che l'isola detiene da millenni."

Luca Cangemi, professore e scrittore catanese, scrive a Sputnik:

"L'esercitazione denominata "Dynamic Manta" rappresenta l'ennesimo esempio dell'aggressività della NATO nel Mediterraneo. La vicenda del sommergibile britannico a propulsione nucleare, pone inquietanti interrogativi sui gravi rischi a cui vengono esposti i cittadini e l'ecosistema".

Infine il Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos adotta l'appello lanciato dal Comitato "No Muos No Sigonella" e dall'associazione Peacelink, ai ministri Toninelli, Trenta e Costa affiché vengano "chiusi i porti alle navi da guerra e non alle navi umanitarie" e chiedono "trasparenza sugli accordi in passato stipulati dal Governo italiano, in ambito Nato ed extra-Nato, per regolare l’accesso e la sosta in acque e porti nazionali di unità navali militari straniere a propulsione nucleare, dotate di armi atomiche o trasportanti materiali radioattivi".

Chiedono inoltre di "conoscere l’interesse e i costi economici della partecipazione italiana all’esercitazione Nato Dynamic Manta, le cui manovre e finalità appaiono in violazione del diritto internazionale, e in particolare dell’obbligo di utilizzo pacifico dell’alto mare e del divieto di svolgervi attività militari ostili nei confronti di altre Nazioni."

Si definiscono inoltre allarmati dalle parole usate dal comandante Lennon che parla di un "ritorno ai livelli di dispiegamento dell’era della Guerra fredda” riferendosi in particolare alla Russia quale “concorrente della Nato e dell’Alleanza Altlantica”.

Parole che rievocano ai siciliani l'incubo dell'olocausto nucleare che gli euromissili posizionati a comiso costituirono negli anni '80.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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