21:49 15 Dicembre 2019
Matteo Renzi

La Repubblica si autonomina organo del "nuovo PD"

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All'insegna, implicita ed esplicita, di una futuro governo 5Stelle-PD il giornale di De Benedetti e del centro-sinistra si è immediatamente schierato al seguito di Nicola Zingaretti, indiscusso vincitore della primaria per la segreteria del Partito Democratico.

Sull'ipotesi (che per ora è solo un desiderio, per quanto impellente), che a breve — meglio prima che dopo —  l'attuale governo giallo-verde sarà costretto a lasciare il potere per essere sostituito, appunto da una coalizione tra grillini (quelli che rimarranno) e il partito "rinnovato" all'istante da Nicola Zingaretti.

La simpatia per i 5 Stelle è nulla, come si evince dalla slavina di titoli del quotidiano, e va invece tutta al PD. Che viene già presentato e elogiato come, finalmente, "più di sinistra e istruito". In altra pagina dello stesso giornale, viene citato un euforico Enrico Letta mentre si toglie dalla scarpa il famoso sassolino ("Enrico, stai sereno" tiratogli in testa da Matteo Renzi prima di cacciarlo via dal governo) con l'esclamazione: "Riprendo la tessera del PD, mai più partito dell'antipatia". Che è come dire che, Renzi era l'antipatia fatta persona e che il problema del PD era solamente questo.

In testa a tutti i titoli la "carta" di  Nicola Zingaretti, rivolta ai 5 Stelle: "rifiutare mezze misure e giochi di palazzo". Un programma rivoluzionario, soprattutto molto chiaro, che vede il PD alla guida del nuovo, futuro governo del paese con l'ambizione di prendere misure evidentemente "intere", fuori dai giochi di palazzo che caratterizzerebbero l'attuale governo. Insomma a ruoli rovesciati, la vecchia casta si toglie miracolosamente la vecchia pelle e insegna ai giovanotti del M5S come si deve parlare al popolo.

Il problema — uno dei tanti — è che il PD è ancora dietro il M5S per quanto concerne la forza elettorale. Ma Repubblica pensa evidentemente che è solo questione di tempo. Per intanto Zingaretti esulta: "i sondaggi ci danno già sopra il 19%, a due soli punti dai 5 Stelle". Manca solo un soffio. Basta cominciare il dialogo, ma "senza scherzi", e vedrete che lo scherzo lo faremo noi ai 5Stelle portandogli via i due punti e la premiership.

E non finisce qui. In un solo numero del giornale,  il primo dopo la sperata vittoria di Zingaretti, si registrano altri due ditirambi. Un artitolo dedicato alle "vite parallele dei fratelli Montalbano", con il richiamo ai ricordi di leader storici e intellettuali del comunismo come Giancarlo Pajetta, il Che (Guevara) e il regista Ronconi, essendo evidente che i due fratelli Montalbano (il commissario di Camilleri che impazza sui teleschermi) sono Nicola a Luca. Che non si vede cosa c'entri Nicola con il commissario Montalbano se non per il fatto di essere fratello di Luca, che impersona il commissario Montalbano.

E non è ancora finita. Un altro articolo (e titolo) di Repubblica ricorda che c'è stato un "plebiscito per il PS nella terra di Montalbano", con l'88,8% a Zingaretti Nicola,  probabilmente in quanto fratello di Zingaretti Luca. Col che si capisce meglio cosa intende Repubblica per "infotainment" (informazione più intrattenimento).

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
politica, Elezioni primarie, M5S, PD, Nicola Zingaretti, Italia
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