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22:45 16 Ottobre 2019
Legittima difesa, casi e limiti

LEGITTIMA DIFESA: Tutto quello che avresti voluto sapere e non hai mai osato chiedere

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Il Senato approva definitivamente e ora la riforma della legittima difesa diviene legge a tutti gli effetti. Gli articoli 52 e 55 del Codice penale vengono quindi modificati. Cosa cambia concretamente?

Oggi 28 marzo, in terza lettura il Senato approva infine la riforma della legittima difesa con 201 voti favorevoli, soli 38 contrari e 6 astenuti. La riforma è legge dello Stato. Salvini soddisfatto dichiara: “Non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene”. Riproponiamo l’articolo del 4 marzo quando la legge stava per andare in discussione alla Camera e nel quale abbiamo cercato di fornire un breve prontuario al lettore, oggi più che mai attuale, per informarlo su tutti gli aspetti che riguardano questa riforma. Cosa cambia concretamente rispetto a prima? Che differenze ci sono con le legislazioni degli altri Paesi?

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Articolo del 4 marzo

In realtà si tratta di un tema molto delicato. La legge, fortemente voluta dalla Lega e promossa da Salvini, di fatto va ben al di là della tenzone politica spicciola anche se, volenti o nolenti, finirà comunque per venire sfruttata nel contesto della kermesse elettorale delle imminenti elezioni europee. Il diritto alla difesa e il limite dell'eccesso alla difesa, appunto rispettivamente gli articoli 52 e 55 del nostro Codice penale, sono una questione su cui tutte le società di tutte le epoche hanno dovuto ben riflettere e cercare di ben calibrare. In questo articolo ci prefiggiamo uno scopo di puro servizio — evitare considerazioni politiche e cercare di rendere al lettore un quadro il più possibile chiaro sul tema di modo che ognuno possa riflettere con cognizione di causa e capire bene ciò che si discuterà domani alla Camera.

BREVE PARENTESI STORICA
Già il diritto romano prevedeva chiaramente il diritto alla legittima difesa ma distingueva bene tra difesa della vita, dell'integrità personale e del pudore, dalla difesa della proprietà. Quest'ultima non dava luogo alla discriminante, come si dice in linguaggio giuridico, cioè non permetteva di invocare la legittima difesa a meno che la tutela della proprietà non fosse legata anche a quella della persona. In pratica già al tempo dei romani (N.B. il diritto romano non valeva per i non cittadini romani) avevi diritto a difenderti in ogni modo utile per evitare un danno alla tua persona o quella di un tuo vicino ma non potevi, per capirci, uccidere un uomo che cercava di rubarti la biga mentre tu eri alle terme. Questo principio evidenziava il fatto che la vita di un ladro, per quanto potesse apparire misera, già allora si voleva valesse più di una qualsiasi proprietà privata. Durante il Medioevo la situazione cambiò parecchio, il concetto di difesa si fece ben più ampio e selettivo (il diritto veniva applicato a seconda del rango sociale). Nell'epoca moderna si è cercato di tornare ad una interpretazione più restrittiva. Immanuel Kant riassumeva molto efficacemente il concetto: la difesa privata è un'azione ingiusta ma non punibile perchè la necessità non ha legge. Il primo codice penale dell'Italia unita (1889) regolava la legittima difesa all'art.49, in modo del tutto simile a come lo regolava il diritto romano due millenni prima: diritto alla difesa della vita, integrità personale e pudore ma NON diritto all'uso della forza per la difesa dei beni.

NORMATIVA ATTUALE *(prima del 28 marzo)
Ma qual'è la normativa attuale e vigente? Gli articoli sono due, appunto quelli soggetti a discussione nelle prossime ore.

Art. 52 "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa" [comma 1]

Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità:
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione [comma 2]

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale" [comma 3]

 Art 55 "Quando, nel commettere alcuno dei fatti (ref.art.52) si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall'ordine dell'Autorità ovvero imposti dalla necessità, si applicano le disposizioni concernenti i delitti colposi, se il fatto è previsto dalla legge come delitto colposo".

Cosa significa in parole povere? Significa che se qualcuno entra a casa tua di notte, ti spaventi, temi per l'incolumità della tua famiglia, detieni regolarmente un'arma e gli spari, puoi invocare la legittima difesa. Se invece ti sei accorto che qualcuno è entrato dentro casa tua ma tu sei in giardino, sai che la casa è vuota, il massimo del danno che possano fare i ladri è rubarti l'argenteria, tu non puoi entrare dentro casa per sparargli, devi chiamare le forze dell'ordine e mantenere la calma. Se sei assicurato è anche meglio.

MODIFICHE IN DISCUSSIONE *(approvate il 28 marzo)
La legge, vista così, sembrerebbe già abbastanza completa. Perchè allora modificarla? In realtà alcuni studiosi del diritto affermano che le proposte in discussione alla Camera e già approvate al Senato non siano affatto stravolgenti. L'avv. Alessandro Paoletti sul portale giuridico online per i professionisti del diritto afferma (citato) la seguente: "Per come risulta ad oggi scritto, questo DDL sulla legittima difesa non sembra capace di introdurre stravolgimenti nella disciplina dell'istituto in parola. Anzi, tutt'altro. A dispetto degli slogan (sicuramente d'effetto) che stanno accompagnando l'iter parlamentare della proposta legislativa in commento, quale quello secondo cui la difesa deve essere sempre legittima, la causa di giustificazione prevista dall'art. 52 c.p. parrebbe poter conservare — qualora il testo di legge finale rimanesse lo stesso del DDL che è stato licenziato dal Senato lo scorso 24 ottobre — tutti quegli "anticorpi" ermeneutici funzionali a scongiurare eventuali derive applicative dell'istituto".

In effetti, da una parte è vero che, quando anche questa modifica al nostro diritto penale venisse definitivamente approvata, non sarà comunque consentito alcun ‘far west', ma è pur vero che il diritto alla difesa verrebbe quantomeno rimarcato mentre l'eccesso ulteriormente circoscritto. Ma giudicate voi stessi. Queste sono le modifiche principali approvate già dal Senato e che ora tocca alla Camera valutare:

Modifiche all'art.52

1. Al secondo comma (N.B. il primo comma rimane invariato), dopo la parola "sussiste" viene aggiunta la parola "sempre".
2. Nuovo comma [comma 4]: "Agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone"

Modifiche all'art.55

1. Viene aggiunto il comma: "… la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito… in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto".

Oltre alle modifiche di questi due articoli cardine vengono proposte una serie di altre modifiche ad articoli ‘minori' (165, 614, 624, 628) e all'articolo 2044 del codice civile che potremmo riassumere in questo modo: sospensione condizionale della pena per chi ha commesso un furto solo dopo pagamento dell'intero importo dovuto di risarcimento alla persona offesa, pene più severe per violazione di domicilio, furto e rapina, esclusione della responsabilità civile per chi si è legittimamente difeso (di modo che chi assolto in sede penale non possa poi essere processato in sede civile — come nel caso del tabaccaio assolto in sede penale e ora costretto ad un processo civile) e questioni riguardanti il patrocinio gratuito e la priorità nei processi. Tutte questioni importanti ma minori. I concetti fondamentali sono quelli evidenziati nei primi tre punti — sussiste SEMPRE il rapporto di proporzione — respingere un'intrusione rientra nella legittima difesa — il grave turbamento causato dal pericolo giustifica. Si tratterebbe quindi di un rafforzamento della legittima difesa ma sia chiaro che rimane il fatto che, per capirci, non c'è nessun vero stravolgimenti (e ognuno deciderà da sé se aggiungere "e meno male") rispetto al diritto ed i limiti allo stesso già individuati dagli avi romani — non esiste legittima difesa per difendere la proprietà, esiste il diritto a difendere sé stessi e i propri cari da un pericolo. Non puoi sparare alla schiena ad un ladro disarmato che scappa, non puoi picchiare ad un ragazzo che stava cercando di rubarti l'autoradio nella macchina che avevi parcheggiato sotto casa. Certo, molti casi che prima potevano essere interpretati in un modo, con questa legge potrebbero essere interpretati in un altro ma si tratta di soli casi limite. Esempio — il ladro di notte entra dentro casa ma tu sei al piano di sopra e i due piani sono separati da una porta chiusa a chiave. Chiami le forze dell'ordine oppure scendi tu armato al piano di sotto prima che il ladro provi a salire su lui?

CONFRONTO CON GLI ALTRI PAESI EUROPEI
Ma passiamo al confronto con il diritto altrui e lasciamo i casi limite agli avvocati e giudici che se ne dovranno occupare. Come funziona negli altri Paesi? Vediamo se ci sono differenze sostanziali oppure no.

FRANCIA:
In Francia la disciplina penale è contenuta negli articoli 122-5 e 122-6. Il primo dice: "Non risponde penalmente la persona che, a fronte di un attacco ingiustificato contro di sé o un'altra persona, compie, nello stesso momento, un atto imposto dalla necessità della legittima difesa per sé stesso o un'altra persona, salvo che vi sia sproporzione tra i mezzi impiegati per la difesa e la gravità dell'attacco".

Identico al nostro apparentemente. In realtà c'è anche un secondo comma che parla esplicitamente di difesa patrimoniale: "Non risponde penalmente la persona che, per interrompere l'esecuzione di un crimine o di un delitto contro un bene, commette un atto di difesa, diverso da un omicidio volontario, allorché questo atto sia strettamente necessario allo scopo perseguito, fin quando i mezzi sono proporzionati alla gravità dell'infrazione". L'art. 122-6 aggiunge: "Si presume che abbia agito in stato di legittima difesa colui il quale ha commesso l'atto: 1° per respingere, di notte, l'ingresso con effrazione, violenza o inganno in un luogo abitato; 2° per difendersi dagli autori di furto o saccheggio eseguiti con violenza"

GERMANIA:
Anche qui gli articoli del codice penale sono due (32 e 33 dello Strafgesetzbuch) che, fondamentalmente, sono molto simili ai nostri che abbiamo già (non vi è un comma specifico per la difesa dei beni). Questo Paese ha però anche un ulteriore articolo (213) per valutare specificatamente i casi di omicidio meno gravi che, al di là della legittima difesa, prevede una pena detentiva da uno a dieci anni "qualora l'omicida sia stato senza sua colpa eccitato all'ira da parte dell'uomo ucciso, per un maltrattamento o una grave offesa arrecata a lui o a un congiunto, e a causa di ciò sia stato immediatamente trascinato alla commissione del fatto".

SPAGNA:
Qui in un articolo (Art. 20)solo comprese più cause che esimono dalla responsabilità penale — incapacità di intendere e volere, legittima difesa (comma 4), lo stato di necessità, il timore insuperabile, l'adempimento del dovere e l'esercizio di un diritto. In particolare il comma 4 dice che è esentato da responsabilità penale colui che: "Chi agisce in difesa della persona o di diritti propri o altrui, sempre che ricorrano i seguenti requisiti: Primo. Aggressione ingiusta. Quando si difendono dei beni, si considera aggressione ingiusta l'attacco ai medesimi che costituisce delitto e li espone a un pericolo grave e imminente di perdita o distruzione. In caso di difesa della dimora o delle sue dipendenze si considera aggressione ingiusta l'indebita introduzione in esse. Secondo. Ragionevole necessità del mezzo impiegato per impedirla o respingerla. Terzo. Mancanza di adeguata provocazione da parte dell'aggredito".

PAESI DI DIRITTO ANGLOSASSONE:
Regno Unito, USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda utilizzano il sistema giuridico chiamato common law, cioè un modello basato sui precedenti giurisprudenziali più che su codici come invece facciamo noi nei sistemi chiamati di civil law, derivanti dal diritto romano. In questi Paesi è la giurisprudenza stessa a fare il diritto. Le normative intervengono diciamo ‘a margine' per consolidare in fattispecie normativa quello che la giurisprudenza mano mano sentenzia. In questi Paesi quindi il ruolo dei giudici è più importante ma anche qui non mancano tentativi di codificazione. Nel 1967 in GB il ‘Criminal Law Act' ha per esempio previsto che: "…una persona può utilizzare una determinata forza qualora sia ragionevole nelle circostanze del caso a prevenire il reato", nel 2008 con il Criminal Justice and

Immigration Act, nel 2012 con il Legal Aid, Sentencing and Punishment of the Offenders Act e nel 2013 con il Crime and Courts Act si è cercato rispettivamente di specificare meglio i termini che si intendono per ‘ragionevolezza della forza, l'eccesso di difesa nei casi di fuga e desistenza dell'aggressore, e la difesa del luogo di residenza. I margini di interpretazione per i giudici di diritto anglosassone rimangono comunque molto più ampi rispetto a quelli dei giudici di diritto continentale romano.

RUSSIA
In Russia vige il sistema civil law come da noi e gli altri Paesi europei continentali e la legittima difesa è regolamentata interamente dall'art. 37 del Codice penale il cui comma principale recita: "Non commette crimine chi causa danno ad un aggressore in condizione di necessità di difesa, ovvero per proteggere sé stesso, altre persone, diritti riconosciuti dalla legge, interessi della società. I danni causati dalla difesa necessaria non sono soggetti a compensazione in una procedura civile". Completano la disciplina altri due comma che parlano appunto di ‘proporzionalità', ‘pericolo imminente' e ‘pericolo percepito' in modo molto simile a quello affrontato da tutti gli altri Paesi europei.

Una ultima osservazione va aggiunta a questa trattazione comunque parziale — in tutti i Paesi del mondo il problema di una corretta giustizia non è solo nella formulazione in sé del diritto sulla carta ma anche nell'applicazione del diritto ai casi concreti. "Summum ius, summa iniuria" dicevano i nostri antichi — "il massimo del diritto è il massimo dell'ingiustizia".  Già allora era chiaro che, comunque, quale che sia la norma e per quanto equilibrata questa possa apparire, una applicazione acritica, tale da non tener conto delle circostanze, dell'applicabilità al singolo caso e delle finalità reali a cui la norma scritta stessa in realtà tende — ne ucciderebbe lo spirito e porterebbe ad ancora più ingiustizie di quante se ne sarebbero volute prevenire.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Legittima difesa, Legge, Giustizia, legge, Camera dei deputati, Italia
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