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08:57 24 Luglio 2019
U.S. President Donald Trump and North Korean leader Kim Jong Un pose before their meeting during the second U.S.-North Korea summit at the Metropole Hotel in Hanoi, Vietnam February 27, 2019

Gli Usa e il paradosso nucleare

© REUTERS / Leah Millis
Opinioni
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Gian Micalessin
L'escalation nei rapporti tra India e Pakistan (33)
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Vogliono costringere al disarmo atomico la Corea del Nord, ma non riescono a convincere neppure due presunti “alleati” come il Pakistan e l’India pronti a farsi guerra a colpi di testate atomiche.

E' il paradosso di Donald Trump e dell'America, ovvero convincere un nemico come Kim Jong Un a rinunciare al nucleare proprio mentre due presunti "alleati" come India e Pakistan sembrano pronti a distruggersi a colpi di bombe atomiche. Dietro quel paradosso si nasconde la debolezza di un'America ormai incapace di svolgere il proprio ruolo di grande potenza.

Le ondivaghe politiche di Obama erano state l'inizio del collasso. Ora l'assoluta mancanza di strategia della Casa Bianca e il susseguirsi di decisioni puntualmente smentite o ridimensionate da altri settori dell'Amministrazione sembrano sul punto di fare il resto. Quel che succede tra Hanoi e il sub-continente indiano né è la dimostrazione più efficace. Il precipitare della crisi tra India e Pakistan non è casuale. Come molti predecessori Donald Trump si è illuso di poter utilizzare ai propri fini due recalcitranti alleati. Per dimostrare la propria determinazione nel combattere i sostenitori del terrorismo islamico ha tagliato un miliardo di aiuti militari a Islamabad. La decisione, oltre a sollevare le ire del premier Imran Khan, ha regalato ulteriore forza a quei settori dei servizi segreti pakistani impostisi, sin dagli anni 80, come i veri demiurghi dell'estremismo jihadista.

Escalation di tensione tra India e Pakistan
© AFP 2019 / Asif Hassan

La linea della fermezza, intrapresa dalla Casa Bianca, ha incominciato a traballare non appena l'ausilio dell'intelligence pakistana è apparso irrinunciabile per convincere i talebani a negoziare un cessate il fuoco in vista del ritiro dall'Afghanistan. Proprio l'ambiguità americana, sintomo di una pericolosa assenza di strategie di fondo, avrebbe spinto i burattinai del terrore a dare il via libera ai separatisti di fede jihadista responsabili della strage nel Kashmir indiano che ha innescato l'attuale crisi.

Ma anche la reazione indiana, il primo raid aereo sui territori pakistani dalla fine del conflitto nel Kashmir è - in qualche modo - figlia delle incoerenti strategie statunitensi. Lanciando quel raid il premier indiano Narendra Modi, portabandiera del nazionalismo indù, non ha voluto rispondere solo al nemico pakistano, ma anche all'alleato americano. Solo poche settimane prima Trump lo aveva bacchettato accusandolo di non impegnarsi abbastanza sul fronte afghano. Un'accusa che ha irritato non poco il leader nazionalista. Anche perché il tentativo di farlo passare come un semplice vassallo disobbediente gli è piovuto addosso a poche settimane da quel voto di aprile in cui si gioca la rielezione.

E a irritare ancor di più Modi ha contribuito il mancato preavviso riguardo alla decisione americana di abbandonare un conflitto afghano considerato dagli indiani la prima linea dell'espansionismo pakistano nella regione. Decidendo di ignorare qualsiasi appello alla moderazione e approvando una spregiudicata rappresaglia Modi ha insomma voluto ribadire l'assenza di qualsiasi dipendenza da Washington.

La Casa Bianca e l'Amministrazione americana, pur di trattare con due nemici come i talebani e il dittatore nord coreano, hanno dimenticato, invece, qualsiasi precauzione ed attenzione nel rapportarsi con due "alleati" in lotta da oltre 70 anni per la supremazia nel continente indiano. Ma se non riescono a controllare gli "alleati" c'è da chiedersi come s'illudano d'intimorire e costringere a più miti consigli i talebani e la Corea del Nord ovvero i loro due più irriducibili e agguerriti nemici.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tema:
L'escalation nei rapporti tra India e Pakistan (33)

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Barack Obama, Imran Khan, Narendra Modi, Donald Trump, Kim Jong-un, Corea del Nord, Pakistan, India, USA
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