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03:14 25 Agosto 2019
L'ambasciatore statunitense in NATO Kay Bailey Hutchison, il ministro degli Esteri macedone Nikola Dimitrov e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg alla firma del protocollo di adesione della Macedonia alla NATO, Bruxelles, Belgio.

La Macedonia nella NATO, nuova sfida a Mosca

© REUTERS / Francois Lenoir/Pool
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Eliseo Bertolasi
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Il 6 febbraio 2019 presso la sede della NATO a Bruxelles, i rappresentanti permanenti dei 29 membri dell’Alleanza hanno firmato il protocollo d’adesione per la Repubblica della Macedonia del Nord (secondo la recente denominazione).

Dopo la firma del protocollo, Skopje può partecipare alle attività della NATO come invitato. Il processo d'adesione si sposta ora nelle capitali dei 29 alleati, dove il protocollo sarà ratificato secondo le procedure nazionali. Il paese diventerà un membro della NATO non appena tutti gli alleati avranno completato questa procedura.

Rimane però da capire l'effetto di tale adesione nei confronti di Mosca, che assiste a una costante e capillare penetrazione della NATO in tutta la regione balcanica.

Per un approfondimento, Sputnik Italia si è rivolto ad un esperto in materia il professor Stefano Pilotto docente al MIB School of Management di Trieste. 

Il professor Stefano Pilotto docente al MIB School of Management di Trieste
© Sputnik . Eliseo Bertolasi
Il professor Stefano Pilotto docente al MIB School of Management di Trieste
— Il primo ministro della Macedonia, Zoran Zaev, alla radio montenegrina Antena M, nel novembre 2017 ha riferito che il suo paese era pronto a una "dura reazione" della Russia, nel momento, per Skopje di unirsi alla NATO. A Mosca, il processo di adesione della Macedonia alla NATO è definito "imposto dall'esterno". Crede che Mosca reagirà "duramente" all'entrata della Macedonia?

— Credo che la reazione della Russia alla prospettiva di un'adesione dell'Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia (o Repubblica della Macedonia del Nord) alla NATO sarà caratterizzata da una certa fermezza. Ancora non è semplice immaginare quali siano le modalità di questa fermezza, ma non è pensabile che Mosca assista inerte ad una progressiva espansione della NATO verso le sue frontiere, tanto più che tale espansione non sembra giustificata da reali motivi di sicurezza.

— Secondo un sondaggio del settembre 2018, dell'Istituto IFIMES (Lubiana), oltre il 67% dei cittadini del paese sarebbe favorevole all'adesione all'UE e alla NATO, anche se ciò è collegato all'attuazione dell'accordo tra Atene e Skopje per rinominare il paese. Allo stesso tempo, però, il referendum consultivo nel quale i macedoni dovevano approvare questo accordo è sprofondato a causa della bassa affluenza, che non ha impedito alle autorità di dichiarare ugualmente la vittoria e di decidere per il nome a livello parlamentare. Secondo Lei, i cittadini della Macedonia davvero vedono il loro futuro nella NATO, sebbene scontenti dal modo in cui questa adesione è stata raggiunta? O, forse i sondaggi d'opinione vengono condotti in modo tale che i loro risultati giustifichino le intenzioni dell'Alleanza? La NATO è estremamente interessata alla Macedonia, perché?

— La popolazione della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia (è ancora il nome del paese in seno all'Organizzazione delle Nazioni Unite) è profondamente divisa fra elementi di ceppo cristiano-slavo ed elementi di ceppo musulmano-albanese. La componente musulmano-albanese ha conosciuto un progresso politico e sociale con gli Accordi di Ocrida del 2001. Gli interessi di tale parte della popolazione corrispondono a indebolire la fratellanza slava esistente fra la Russia e una buona componente della popolazione cristiano-slava. La componente musulmano albanese, pertanto, punta soprattutto, a mio avviso, a sostenere l'entrata del paese nella NATO. La parte della popolazione cristiano-slava è dibattuta fra i vantaggi economici e pecuniari che l'adesione alla NATO comporterebbe e la necessaria solidarietà con Russia e Serbia. I dati legati ai sondaggi sono sempre vaghi e costituiscono un elemento di pressione sull'opinione pubblica. I sondaggi non sono mai neutrali, vengono condotti ad arte in funzione dei risultati che si desiderano raggiungere. Il IFIMES è un'istituzione di parte e non mi sembra attendibile. Credo che un referendum sull'adesione del paese alla NATO possa dare risultati imprevedibili. La NATO è interessata alla Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia per completare il cerchio e isolare Serbia e Bosnia-Erzegovina all'interno dello spazio NATO.

— L'esperto russo Maxim Samorukov del Carnegie Moscow Center ha osservato che "l'adesione della Macedonia alla NATO non rafforza l'alleanza — al contrario, le causerà solo ulteriori problemi". Si può supporre che questi problemi siano legati alla povertà, all'instabilità sociale e al sottosviluppo infrastrutturale della Macedonia. Lei professore, in quanto esponente di un paese membro della NATO, pensa che la Macedonia diventerà un peso per l'Alleanza?

— Credo che gli oneri eventuali per la NATO vengano rapidamente compensati dai vantaggi strategici che l'eventuale adesione del paese possa comportare per la NATO stessa e per gli Stati Uniti. Si può forse trascurare il vantaggio per gli USA di creare una nuova base militare a Kumanovo o nei dintorni, come appoggio alla enorme base di Camp Bondsteel nella vicina provincia di Kosovo e Metohia? L'incentivo di nuovi investimenti finanziati principalmente dai dollari di Washington costituisce un potente elemento di persuasione per una parte della popolazione della Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia.

— La comunità degli esperti macedoni afferma che l'appartenenza alla NATO garantirà l'integrità territoriale del paese. Questa opinione è condivisa, ad esempio, da Ylber Sela dell'Università del Sud-est europeo. Tuttavia, nel paese si osserva un rafforzamento del "fattore albanese" (l'albanese è stato recentemente riconosciuto come seconda lingua ufficiale), inoltre l'opposizione accusa Zaev di continue concessioni ai partiti albanesi locali e a Tirana, che ha partecipato attivamente agli accordi tra il partito di Zaev e i partiti albanesi della Macedonia. Professore, ritiene che in Macedonia esista un potenziale per conflitti interetnici, o conflitti territoriali con i suoi vicini (prima di tutto l'Albania)? In tal caso, potrà la NATO impedire questo scenario?

— La Ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia è lacerata dal contrasto interetnico fra componente cristiano-slava e componente musulmano-albanese. La politica filoalbanese dell'attuale governo è resa necessaria dai numeri: per avere una coalizione di maggioranza si deve concedere qualcosa alla parte albanese, forse addirittura troppo. Quali metamorfosi produce la brama del potere! L'adesione alla NATO potrebbe favorire una maggiore coesione in seno al paese, ma tale giustificazione non è convincente, in relazione all'anima della maggioranza del paese, che è slava e antiamericana. Il dilemma per molte popolazioni dei Balcani è il seguente: occorre rinunciare alla propria anima per i soldi dell'Occidente? Sempre più sembra chiaro che la NATO è lo strumento privilegiato della politica estera degli Stati Uniti d'America ed il dollaro è lo strumento "pacifico" e "democratico" attraverso il quale tale politica estera si sviluppa nel mondo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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NATO, Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, Russia, Balcani, Macedonia
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