Widgets Magazine
00:44 18 Agosto 2019
German Chancellor Angela Merkel, right, welcomes United States Vice President Mike Pence, left, for a bilateral meeting during the Munich Security Conference in Munich, Germany, Saturday, Feb. 16, 2019

L’urto tra gli Stati Uniti e Germania può aprire nuovi spazi alla Russia

© AP Photo / Matthias Schrader
Opinioni
URL abbreviato
Giulio Virgi
3100

Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco tanto tuonò che piove. Gli interventi del vicepresidente americano Mike Pence e della cancelliera tedesca Angela Merkel hanno infatti evidenziato come forse mai prima la distanza venutasi a creare tra le due sponde dell’Atlantico.

Persino la stampa liberal statunitense ammette adesso che questo stato di cose potrebbe sopravvivere anche alla presidenza Trump. Stati Uniti ed Europa, ma sarebbe meglio scrivere Germania, si dividono su molti dossier. Ma a fare la differenza è soprattutto la crescente volontà di ritagliarsi maggiore autonomia manifestata da quella parte dell'Europa che si riconosce nel Trattato di Aquisgrana.

Gli americani desiderano un'Europa che compri più prodotti "made in Usa" ed esporti meno dei propri nel loro paese. Vogliono inoltre che la Germania in particolare importi più gas a stelle e strisce, riducendo la propria dipendenza energetica da Mosca che il Nord Stream 2 è destinato invece ad accentuare. E minacciano misure ritorsive nel proprio mercato nazionale dell'automobile, che è una componente essenziale della bilancia commerciale tedesca. Malgrado le maggiori imprese del settore siano presenti negli Stati Uniti con proprie fabbriche, si tratta di una minaccia che nessuno a Berlino può prendere sotto gamba, potendo comportare perdite stimabili in parecchi miliardi di euro.

La Merkel ha reagito dimostrando dal palco un'emotività che raramente si era vista in precedenza, pronunciando un discorso in cui non pochi osservatori hanno ritenuto di riconoscere il germoglio di un gaullismo tedesco. Sostanzialmente, accade che l'urto con l'America sta accentuando il processo di rinazionalizzazione della politica estera tedesca, con conseguenze al momento imprevedibili ma potenzialmente importanti sugli equilibri continentali e globali. Tra le possibili direzioni che la Germania potrebbe prendere, una riguarda molto da vicino la Russia, perché Berlino starebbe considerando tra le altre l'ipotesi di procedere ad un disgelo complessivo delle proprie relazioni con Mosca, anche per marcare più nettamente le proprie distanze dall'attuale amministrazione americana.

In realtà, si tratterebbe del ritorno ad una politica che la Germania stava già perseguendo all'inizio di questo decennio, quando sembrava a portata di mano addirittura il raggiungimento di un accordo che avrebbe dato vita ad una vera e propria partnership strategica russo-tedesca, privando la Nato di gran parte del proprio significato. Ci si può chiedere come mai questa politica non sia stata portata al suo naturale compimento. Ha certamente pesato la crisi ucraina e ben prima dei fatti di Euromajdan. Più volte, infatti, i tedeschi avevano manifestato la propria insoddisfazione per il comportamento che Kiev assumeva nei confronti di Mosca ogni qual volta le difficoltà nei rapporti russo-ucraini comportavano interruzioni o irregolarità nelle forniture di gas alla Repubblica Federale. E' in parte anche dalla necessità di rimuovere questo elemento di incertezza, stabilendo a Kiev una specie di protettorato soft dell'Unione Europea, che ha preso vigore il sostegno tedesco al regime change avvenuto in Ucraina nel 2014. Avvicinare gli ucraini all'Ue, si pensava in Germania, avrebbe infatti permesso a Bruxelles e Berlino di gestire direttamente e in termini più favorevoli ogni eventuale futuro contenzioso con Mosca.

L'avvento di ordine politico differente a Kiev ha tuttavia alterato sensibilmente il panorama geopolitico europeo, determinando un marcato deterioramento delle relazioni euro-russe. Sentendosi aggredita, Mosca si è chiusa. Ed è attualmente difficile immaginare un nuovo corso nei rapporti tra la Germania e la Russia che non passi attraverso un chiarimento che concerna l'intera politica tedesca ed europea verso l'Est.

Va inoltre ricordato come, a dispetto delle misure ostili varate dagli Stati Uniti negli ultimi anni ai danni della Russia, non sia affatto da escludere che Trump coltivi ancora il disegno di realizzare una grande riconciliazione con Mosca, magari durante un suo eventuale secondo mandato alla Casa Bianca. Se le cose stessero così, la Federazione Russa potrebbe trovarsi nell'inedita condizione di poter scegliere il proprio partner in Occidente, ciò che rappresenterebbe senz'altro un netto miglioramento della sua posizione attuale, caratterizzata da una contrapposizione "muro contro muro" per certi versi simile a quella dei tempi della Guerra Fredda. Spetterebbe allora al Cremlino valutare tutti i pro e i contro delle alternative sul tavolo.

Nessuna, in realtà, può considerarsi perfetta. Il realismo dell'attuale amministrazione americana, spaventata dal cambio di passo dell'ascesa cinese, si scontra con le sue difficoltà a progredire nel perseguimento di un'agenda non antirussa. Soffre quindi di un problema di credibilità.

Di Berlino, invece, suscitano dubbi tanto la grande importanza annessa dalla Signora Merkel al tema neoconservatore della democratizzazione universale quanto la necessità oggettiva avvertita dai tedeschi di riequilibrare l'eventuale intesa con Mosca riducendo preventivamente la potenza di quest'ultima. Le geografia ha fatto di Russia e Germania due paesi vicini spesso in competizione per la definizione delle rispettive sfere d'influenza. La storia ci insegna però che di fronte ad un nemico comune almeno russi e prussiani furono una volta capaci di allearsi: accadde ai tempi di Napoleone.

Succederà di nuovo? O assisteremo invece ad una riedizione della grande alleanza antitedesca della Seconda guerra mondiale? Per quanto paiano scenari improbabili, a certe condizioni potrebbero anche materializzarsi. La Russia può quindi tornare in gioco, malgrado tutti i tentativi di emarginarla dalla grande politica mondiale.  

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

WSJ: la Germania chiede agli USA di liberarla dalle sanzioni contro la Russia
Tags:
Trattato di Aquisgrana, Nord Stream 2, guerra fredda, Seconda Guerra Mondiale, Mike Pence, Angela Merkel, Ucraina, UE, Russia, USA, Germania
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik