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00:21 21 Settembre 2019
La Piazza del Duomo a Milano

L’Italia si affaccia all’Eurasia, strategie politiche e nuove opportunità

© AFP 2019 / GIUSEPPE CACACE
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Il 19 febbraio, presso la sala ufficiale del Parlamento Europeo a Milano, si è svolto il convegno “Italia protagonista in Europa e nel mondo. Strategie geopolitiche fra Eurasia e Mediterraneo”, una giornata di studio, dibattito, approfondimento geopolitico ed economico sul futuro ruolo internazionale dell’Italia in Europa e nel mondo.

Promotrice dell'evento l'associazione culturale SINERGIE (Centro europeo di studi, analisi, formazione e consulenza) presieduta dal Professore Gianfranco Benedetto (Docente di Relazioni Internazionali presso l'Università LIUC di Castellanza,) e dal generale in congedo Francesco Cosimato.

Tra i ospiti: l'eurodeputato della Lega Angelo Ciocca, Alan Christian Rizzi sottosegretario con delega ai Rapporti Internazionali alla Regione Lombardia, Gianluca Savoini presidente dell'Associazione "Lombardia-Russia", Stefano Di Martino (già vice presidente del consiglio comunale di Milano) esperto di Cina.

Alan Christian Rizzi, numeri alla mano, ha indicato le potenzialità dell'Italia e soprattutto della regione Lombardia in Europa e nel resto del mondo. Oggi le cifre che riguardano la Lombardia in termini d'interscambio economico sfiorano i 250 miliardi di euro; la maggior parte di questo valore è prodotto da rapporti commerciali all'interno della Unione Europea: 43 miliardi di euro derivano dall'interscambio con la Germania, qualcosa di meno dall'interscambio con la Francia. Nonostante ciò, tenendo conto delle enormi potenzialità dell'Unione Economica Eurasiatica non possono essere tralasciate le potenzialità dei rapporti commerciali con la Russia, che prima del 2015 ponevano l'interscambio tra Lombardia e Russia sui 5 miliardi di euro. Con l'introduzione delle sanzioni ovviamente c'è stata una flessione da 4, a 3, a 3,1 miliardi, tuttavia già dal primo semestre 2018 si assiste a un recupero positivo di quasi due miliardi di euro. Come ha ulteriormente sottolineato Rizzi, lo spazio economico politico eurasiatico è sicuramente strategico, non solo per la Lombardia, ma per tutta l'Italia anche perché oltre alla Russia l'Eurasia include anche la Cina. Tutto è però legato alle politiche dell'Unione Europea, nonostante il recupero dell'ultimo periodo le perdite sono certamente legata alle sanzioni verso la Russia.
Alan Christian Rizzi, Gianluca Savoini, Lali Panchulidze
© Sputnik . Eliseo Bertolasi
Alan Christian Rizzi, Gianluca Savoini, Lali Panchulidze

Gianluca Savoini, a Sputnik Italia, è tornato a parlare dell'incresciosa questione delle sanzioni:

"L'Italia ha una grande importanza geopolitica rispetto all'Europa e all'Eurasia. Continuare con le sanzioni contro la Russia non solo è controproducente, ma è una follia. Ogni giorno perdiamo 7 milioni di euro per continuare una politica sanzionatoria che non porta a nessun risultato. Bisognerebbe capire a cosa sono serviti quasi 5 anni di sanzioni alla Russia rispetto, invece, a quello che sarebbe stato il loro obiettivo, ovvero sistemare la questione dell'Ucraina e della Crimea. Nessuna delle due questioni è stata sistemata; ciò dimostra che non servono, se non nella misura del loro vero obiettivo: dividere l'Europa dalla Russia a livello commerciale strategico, geopolitico.. anche a livello di buone relazioni".

— Quale sarebbe secondo te il loro obiettivo?

"Sostanzialmente due obiettivi da parte dei globalisti, dei mondialisti e di coloro che hanno scelto questa impostazione. Prima di tutto sostituire il mercato energetico russo con quello di altri paesi. Se la Russia comincia ad aver problemi ad esportare il proprio gas verso l'Europa, è evidente che se l'Europa non vorrà rimanere al freddo d'inverno dovrà comperarlo da qualche altra parte. Guarda caso, c'è già pronto il gas liquefatto americano. In secondo luogo ridefinire il rapporto geopolitico e strategico con la Russia. Qualcuno vuole riportare indietro l'orologio della storia al tempo della "Guerra Fredda", perché sa bene che se ci fosse una saldatura tra la tecnologia e l'industria europea con le grandi risorse energetiche russe si creerebbe quel continente Eurasia che sarebbe il "dominus" a livello planetario. Questo ovviamente va contro l'occidente globalista, non più solo americano, che vuole mantenere i suoi interessi di mercato sull'Europa e continuare a vedere l'Europa stessa come una "sua terra", in maniere assoluta dove nulla dovrà mai cambiare. Eppure la Germania si è riunificata ed è caduta l'Unione Sovietica. Pare che questo ordine mondiale creato sulle macerie del Muro di Berlino debba rimanere immutabile, pena: le sanzioni, il rischio di nuove guerre, i tentativi di creare un clima negativo nei rapporti tra Federazione Russa ed Europa, quindi anche con l'Italia, tradizionalmente e storicamente legate, almeno negli ultimi mille anni, come parte dello stesso continente".

— Prima o poi si arriverà al superamento delle sanzioni?

Dmitry Medvedev
© Sputnik . Ekaterina Shtukina
"Certo, inevitabilmente. Confido molto nel risultato delle prossime elezioni europee del 26 maggio, anche se, nonostante la convinzione diffusa che il gruppo cosiddetto "sovranista-identitario" sarà il più forte, credo che tale gruppo otterrà un grandissimo risultato senza però diventare il gruppo maggioritario, ci sarà sempre il PPE. Tuttavia, il successo del gruppo "sovranista" rappresenterà la novità che scombinerà gli equilibri del Parlamento Europeo. A questo punto ci sarà un atteggiamento diverso che porterà al superamento delle tensioni con la Russia. Sappiamo che tutti i partiti "sovranisti" europei, tranne quelli dei paesi confinati con la Russia, come i polacchi, che hanno un brutto ricordo dell'URSS, sono tutti favorevoli a un rapporto di buon vicinato con la Russia. Difendere i buoni rapporti con la Russia non significa obbligatoriamente essere pro-Russia, ma essere a favore del proprio Paese. Se noi difendiamo gli interessi italiani in Russia eliminando le sanzioni faremo innanzitutto gli interessi dell'Italia".

— E sul progetto eurasiatico, il cosiddetto spazio comune "Lisbona-Vladivostok" ci sono prospettive se non nell'immediato almeno nel futuro?'

"Si certo dipenderà da come la Russia riuscirà a gestire i suoi rapporti a Est e a Ovest. A Ovest e non per colpa della Russia si sono raffreddati, a Est invece verso la Cina vanno bene e si stanno rinforzando molto. Il sogno di uno spazio comune da Lisbona a Vladivostok sarà più di un semplice sogno, ma una realtà che porterà benefici sia all'Est che all'Ovest di tutta l'Eurasia. Sono ottimista".

Lali Panchulidze, georgiana, tra i relatori, ha sottolineato come la Georgia, per la sua posizione nella regione caucasica rappresenti una sintesi "unica" di cultura orientale e cultura occidentale:

"La storia mostra una grande tradizione eurasiatica della Georgia negli scambi culturali tra L'Europa e l'Asia. Il giovane conquistatore Alessandro Magno, le potenti legioni romani, come successivamente i mercanti veneziani, passarono tutti sulla terra georgiana. Prima di loro i greci venivano a prendere il vino e i metalli preziosi nella nostra Terra del Vello d'Oro. Anche la simbolica aquila imperiale bicipite ortodossa bizantina è volata sul Caucaso prima di fermarsi a Mosca, la "Terza Roma". 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Sanzioni, Eurasia, Italia, Russia
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