06:27 16 Dicembre 2019
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L’oro detenuto da Bankitalia di chi è?

© Sputnik . Pavel Lisitsyn
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È tornato sotto i riflettori l’oro della Banca d’Italia. Ad aprire il dibattito è stata la proposta di legge depositata dal deputato della Lega Claudio Borghi con l’obiettivo di fare chiarezza sulle riserve auree italiane e mettere nero su bianco che l’oro di Bankitalia sia proprietà dello Stato Italiano.

Detenuto da Bankitalia, ma in gran parte anche negli Stati Uniti e in Inghilterra, l'oro italiano appartiene di fatto allo Stato Italiano? Ad entrare nel merito è stato il deputato leghista Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio di Montecitorio. Effettivamente, l'oro sarebbe detenuto e gestito, ma non posseduto dalla Banca d'Italia, che sottostà alla Banca Centrale Europea.

Marco Zanni, europarlamentare del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF)
© Foto : fornita da Marco Zanni
Marco Zanni, europarlamentare del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF)

A chiedere di fare chiarezza alla BCE sulla proprietà delle riserve auree degli Stati membri attraverso un'interrogazione sono stati anche gli europarlamentari Marco Valli del Movimento 5 stelle e Marco Zanni della Lega, quest'ultimo raggiunto per un'intervista da Sputnik Italia.

— Marco Zanni, ci potrebbe parlare dell'interrogazione da lei presentata in merito alle riserve auree italiane?

— È un tema abbastanza dibattuto ultimamente su cui serve chiarezza. La mia interrogazione è parte di un lavoro di squadra anche con i colleghi a Roma e con Claudio Borghi. A Roma stanno per presentare una proposta di legge per ribadire che l'oro detenuto da Bankitalia non sia proprietà né della Banca né della Banca Centrale Europea, ma sia proprietà dello Stato Italiano. Con questa interrogazione chiedo che la BCE ribadisca, come scritto nei trattati, che queste riserve auree vengono detenute e non possedute dal sistema europeo di banche centrali e quindi né dalla BCE né da Bankitalia.

Quindi lo scopo è quello di fare chiarezza su un tema dove chiarezza non c'è, un tema molto importante perché parliamo per Bankitalia di circa 2400 tonnellate ad oggi, per un controvalore di novanta/cento miliardi di euro. Una somma rilevante che è bene rimanga nelle disponibilità dello Stato e dei cittadini italiani e non di banche, le quali hanno un azionariato di fatto privato anche se perseguono un interesse pubblico.

— Quindi di fatto non è chiaro chi e come possa disporre di tali riserve…

— Esatto! Non c'è chiarezza, non c'è una legge o delle regole dettagliate che stabiliscano quali siano le prerogative di chi detiene quest'oro. Ricordiamo anche che gran parte di quest'oro non è detenuto fisicamente nei forzieri di Bankitalia, ma sta all'estero. La maggior parte si trova negli Stati Uniti, un po' sta nei caveau della Bank of England nel Regno Unito. Dopo tanti anni effettivamente abbiamo la sicurezza che quell'oro sia lì, però anche su questo non c'è tanta trasparenza. La stessa Bankitalia riceve ogni anno da questi detentori del suo oro un certificato secondo cui l'oro è lì e che ce n'è tanto quanto pattuito, però non c'è neanche la possibilità di una visita ispettiva, per verificare ad esempio che questo sia vero.

— E' chiaro quindi che non ci sia nulla di chiaro…

— Sì anche perché c'è l'esempio del Venezuela che ha richiesto il rimpatrio di una piccola quantità di riserve auree e sta incontrando difficoltà perché il Paese detentore sta adducendo vari motivi per evitare di rimandare l'oro. Quindi un altro tema sarà secondo me, dopo aver stabilito la proprietà, proprio quello del rimpatrio per poter controllare direttamente le nostre riserve auree.

— Qual è il vostro obiettivo principale?

— Che ci sia una legge chiara la quale stabilisca che queste riserve auree sono solamente detenute, quindi in custodia, presso Bankitalia, ma che la proprietà e tutti i diritti relativi alla proprietà siano dello Stato italiano e quindi dei cittadini. Oggi non c'è una legge che chiarisca questo.

— Ma in prospettiva pensate che possano essere usate?

— Per ora non c'è la volontà di utilizzarle, come molti giornali hanno speculato dicendo che questa è una mossa del governo per mettere le mani sui soldi di Bankitalia, perché con questi soldi si finanzierebbe il Reddito di Cittadinanza ecc. Sono tutte proposte fantasiose, tant'è che nella proposta di legge di Borghi non si parla di proprietà del governo ma dello Stato Italiano.

— Possiamo dire che questa interrogazione, così come la proposta di legge di Borghi, sono un messaggio verso l'Unione Europea dove c'è disparità in materia economica fra i diversi stati membri? Come vede i rapporti economici tra l'UE e l'Italia?

— Sono rapporti malati, questo governo è stato criticato per una manovra che voleva immettere un po' più di risorse nell'economia con un po' più di deficit e si è combattuta una guerra contro questo governo per questa ragione, dicendo che l'Italia non rispettava le regole e mettendo addirittura in pericolo la stabilità dell'eurozona. È evidente una disparità di trattamento tra il nostro Paese ed altri… Spesso si cita il caso della Spagna come esempio di Paese che ha rispettato le regole e per questo è tornato alla crescita. Se poi vediamo i dati sul deficit-Pil della Spagna negli ultimi 6 — 7 anni non è mai stata solo al di sotto il 3%, ma addirittura le è stato permesso di fare il 5, il 7 o addirittura il 9 %; la stessa cosa vale per la Francia che ancora ad oggi a causa dei gilet gialli ha ricevuto una concessione di sforare il 3%.

È ovvio che questo sistema crea figli e figliocci, non solo non funziona ma non è assolutamente democratico e dimostra come la Commissione Europea utilizzi queste regole non come uno strumento di stabilità ma come uno strumento politico. Uno strumento utilizzato molto spesso per attaccare governi non graditi o non allineati a Bruxelles.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
oro, Intervista, Bankitalia, Italia
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