Widgets Magazine
20:11 22 Agosto 2019
I “foreign fighters” che attualmente combattono nelle fila dello Stato Islamico provengono complessivamente da oltre 100 nazioni diverse,

Foreign fighters? Magari fosse solo quello il problema!

© AP Photo /
Opinioni
URL abbreviato
Alessio Trovato
1131

“Riprendetevi i foreign fighters originari dei vostri Paesi o saremo costretti a liberarli” – più o meno questo il discorso di Trump. Adesso che il Califfato sta per crollare definitivamente e i curdi non sanno come processare i prigionieri provenienti dall’Europa, ecco la patata bollente che nessuno vuole. Ma magari fosse solo questo il problema.

Donald J. Trump nel tweet n° 3 (di 13) della domenica, ha parlato chiaro. GB, Francia, Germania e gli altri (noi siamo nella categoria ‘altri') devono ripigliarsi i foreign fighters catturati dai curdi e provenienti dai loro Paesi. Si tratta di almeno 800 combattenti imprigionati e relative famiglie (circa 700 mogli e 1.500 bambini alloggiate nei campi profughi). Abdulkarim Omar, portavoce delle forze curde, ha dichiarato che non c'è nessuna intenzione di liberarli ma in caso di attacco potrebbero fuggire e si tratta di una sorta di bomba ad orologeria.

Da qui l'avvertimento di Big Donald. La Lega, tramite il vicepresidente della Commissione Esteri della Cameran Paolo Grimoldi, ha già fatto sapere che ‘no, grazie, non ci servono' (citato letteralmente: "L'Italia non muoverà un dito…"). Umanamente comprensibile ma non correttissimo come ragionamento, per lo meno non coerente — per Battisti hanno smosso mari e monti per riaverlo e punirlo, i terroristi islamici invece possono anche restarsene dove sono e magari scappare come paventano Abdulkarim e Trump? Comunque anche gli altri alleati europei non sono sembrati particolarmente entusiasti, bisogna ammettere. Anche perchè esiste un problema ‘tecnico' non di poco conto — è vero che la legge italiana, e quelle degli altri Stati europei similmente, prevede che i reati commessi dal proprio cittadino, pur commessi all'estero, se punibili con pene superiori ai tre anni di detenzione, possano essere giudicati in Patria (Codice Penale, Titolo 1, art. 9), ma è anche vero che COME li giudichi in Patria? Il processo tecnicamente come lo fai? Prigionieri di guerra, presi in blocco, testimoni sono solo i curdi che li hanno catturati e non verranno sicuramente in trasferta al foro di Milano o Roma a testimoniare, altro a cui pensare, ma sopratutto — il concetto di responsabilità collettiva in Occidente non esiste (art. 27 della Costituzione italiana: la responsabilità penale è personale). Cioè tutti sanno cosa fa l'ISIS in generale ma il processo in Occidente e le responsabilità sono individuali. Come li condanni?

Questi 800 per altro non sono altro che una goccia nel mare — il centro internazionale di studi sulla radicalizzazione ne ha contanti quasi 6mila di foreign fighters europei che hanno sposato la causa dell'Isis. Di questi più di 1 700 sono tornati. Erano partiti per lo più da Gran Bretagna, Francia, Germania ma anche qualcuno dall'Italia. Che fine hanno fatto? Quanti ce ne sono ancora oltre quelli già computati? Genitori, mogli, fratelli, figli che ruolo hanno? Non sappiamo nulla. Non solo non sappiamo nulla, ce ne freghiamo anche. E sì, questo è il problema più serio, finora ce ne siamo fregati proprio, anzi, si può dire che di fatto li abbiamo allevati noi stessi!

Tutti i giorni a raccontare di quanto fosse cattivo Assad e buoni i ribelli che combattevano per la pace e la libertà, tutti i giorni a riprendere per oro colato la ‘fonte' dell'Osservatorio Siriano sui Diritti Umani (da Londra) secondo il quale Aleppo aveva tremila ospedali tutti bombardati dai russi, Saviano che fa le scenate in prima serata da Fazio, gli White Helmets che vincono pure l'Oscar e stuole di dissidenti siriani invitati persino nelle scuole a raccontare, con gli stessi filmini pluripremiati, le terribili, immonde ‘verità' del turpe regime siriano. Mettici poi dall'altra parte gli americani che certo, loro dicono pure di bombardare in maniera ‘intelligente' e per la ‘democrazia' però non è che i musulmani occidentali se le siano bevute proprio tutte. Insomma, intanto che cerchiamo disperatamente le prove del complotto islamico sui siti internet, non ci rendiamo conto che l'integralismo ce lo stiamo fabbricando noi stessi in casa. L'intero Medio Oriente non è oramai altro che una immensa proxy war, una guerra per procura tra schieramenti.

Certo, la Russia ha un po' la scusa di non averla iniziata, non essersele andate in cerca per prima, ma facciamocela finita anche di sentirci ognuno sempre dalla parte di quello buono. La guerra è guerra e le bombe sono bombe, indipendentemente da quali possano essere ragioni o torti è un fatto che i popoli musulmani stiano soffrendo — lutti, violenza, sopraffazione, fame provocano odio, l'odio è il padre di tutti gli integralismi, l'integralismo provoca altri lutti, violenza, sopraffazione e fame. E quindi ancora odio. Il circolo è vizioso e continuo. Non lo fermi tanto facilmente.

Tantopiù l'occidente userà il mondo islamico per le sue proxy war (e per occidente consideriamo sia USA, che Europa che Russia), tantopiù il mondo islamico tenderà ad integralizzarsi piuttosto che integrarsi. Perchè non sono solo gli atti terroristici e la violenza diretta a distruggere le società, sono anche la diffidenza reciproca tra i popoli che compongono tali società. Ti fidi ancora del tuo vicino musulmano? Il tuo vicino musulmano si fida ancora di te? Cinismo in politica estera e lassismo in quella interna, provocare rabbia da una parte e dall'altra non imporre regole a contenimento, aggredire all'esterno e non difendere all'interno. Propagandarci odio reciproco. Questo abbiamo fatto finora. E' una sequenza da invertire. Questa dovrebbe essere la vera missione sia della politica che dell'informazione, per lo meno quella parte dell'informazione che si occupa di produrre opinione. Ripartire da una parte dal dialogo e dall'altra dalle regole, ma senza tanta retorica. Senza le solite balle.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Prigionieri di guerra, Guerra, Mondo, Iraq, Siria, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik