22:30 16 Giugno 2019
Emmanuel Macron in Burkina Faso

Italia-Francia, il duello prosegue

© AFP 2019 / ludovic MARIN / AFP
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Giulio Virgi
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Il duello tra Italia e Francia prosegue, com’era lecito attendersi, date le numerose incompatibilità esistenti tra gli interessi nazionali dei due paesi.

Come si prevedeva su queste colonne pochi giorni fa, l'Eliseo ha cercato di stemperare le tensioni appellandosi direttamente al Quirinale, facendo assegnamento sulle solide credenziali europeiste del Presidente Sergio Mattarella e cercando di volgere a proprio favore le preoccupazioni del Capo dello Stato italiano per il corso assunto dagli avvenimenti.

Il presidente francese Emmanuel Macron
© AP Photo / Charles Platiau
Pare che la conversazione con Emmanuel Macron sia stata soddisfacente, ma almeno al momento in cui questo articolo veniva scritto ancora non si avevano notizie sulla data di ritorno in sede dell'ambasciatore francese a Roma. Non sembra quindi che ci sia alcuna intenzione, per adesso, di alleggerire la pressione diplomatica sull'Italia.

Inoltre, i francesi hanno continuato a tenere un atteggiamento aggressivo in diversi teatri di grande importanza per l'Italia, circostanza di cui si sono avvertiti gli effetti in diversi ambiti, in primo luogo in Europa e in Libia.

Sul versante europeo, le novità intervenute sono due.

La prima si è prodotta al di fuori della cornice comunitaria ed ha a che fare con l'allargamento alla Spagna della cooperazione rafforzata creata da Parigi e Berlino con il Trattato di Aquisgrana. Madrid avrebbe ricevuto un vero e proprio invito ad aderirvi. Starebbe quindi prendendo quota una specie di G3, che isolerebbe ulteriormente l'Italia, indebolendone la posizione. La Spagna è fortemente legata anche alla Germania, che in effetti avrebbe fatto l'offerta agli spagnoli, ma la prossimità geografica e culturale della Francia alla penisola iberica non è un dato trascurabile. E d'altra parte su molti dossier d'interesse italiano la Spagna ha assunto posizioni decisamente ostili a quelle di Roma. Tra quelli più sensibili ci sono quelli relativi agli approdi dei flussi migratori in uscita dal Nord Africa — gli spagnoli stanno sperimentando un incremento degli arrivi degli irregolari da quando l'Italia ha chiuso i porti — e la partita concernente la crescita dell'importanza annessa dall'Alleanza Atlantica al Mediterraneo, in cui Roma e Madrid si trovano stranamente agli antipodi. Mentre l'Italia vuole attenzione e strutture Nato nell'area di suo maggior interesse, il Fianco Sud, appoggiata in questo per reciprocità dai Baltici, la Spagna vi si oppone.

La seconda invece ha avuto per teatro il Parlamento Europeo, al quale il 12 febbraio si è rivolto con un suo discorso il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, trovando l'Aula praticamente deserta. Ciò che tuttavia ha maggiormente impressionato è stata la pesante invettiva rivoltagli contro da Guy Verhofstadt, belga e capogruppo dell'Alde, il gruppo dei liberali europei. Per quanto Verhofstadt sia fiammingo e in passato abbia addirittura proposto, seppure senza successo, l'ingresso nell'Alde dei Cinque Stelle, quando però questi erano vicini ad En Marche anziché ai Gilet Gialli, ben difficilmente un politico belga dall'alto profilo europeo può permettersi di rimanere neutrale in un contenzioso che coinvolge la Francia. Prendendo la parola contro Conte nel modo in cui ha fatto a Strasburgo, Verhofstadt si è oggettivamente reso interprete degli interessi francesi.

Il disegno di Parigi e dei suoi amici è abbastanza chiaro: stendere intorno a Roma un cordone sanitario trattando nel frattempo con l'ala del sistema politico italiano più sensibile alle posizioni della Francia, grosso modo rappresentata dal Pd e dai suoi alleati.

In Libia, invece, si è avuta notizia dei grandi successi riportati in Fezzan dal maresciallo Haftar, uomo forte della Cirenaica, che avrebbe prima sottratto il giacimento petrolifero di Sharara alle milizie tebù e tuareg e poi indotto il proconsole di Serraj nell'area, il generale Ali Kunah, a ripiegare verso Nord. Ulteriori accordi avrebbero permesso di raggiungere un compromesso anche con la 30a Brigata delle Guardie addette alla protezione delle istallazioni petrolifere. Soprattutto, gli uomini di Haftar sono giunti in Fezzan con tanti soldi, probabilmente più di quelli a suo tempo utilizzati dall'allora Ministro Minniti per conto del governo italiano, beneficiando inoltre dell'appoggio dell'aviazione di Parigi.

La preoccupazione per questi sviluppi in atto in Libia è stata tale che Roma ha immediatamente inviato in teatro Giovanni Caravelli, numero 2 dell'Aise, ovvero il servizio estero della Repubblica Italiana.

Roma è quindi in difficoltà, non solo perché dopo Aquisgrana non può più neanche immaginare di giocare la carta tedesca contro Parigi, ma anche perché ci sono troppi dossier da coprire e vulnerabilità da proteggere in rapporto alle risorse disponibili. L'Italia avrà certamente bisogno di sostegni. E' probabile che guarderà in prima battuta agli Stati Uniti. Ma a Roma non è stato dimenticato l'aiuto ricevuto dalla Russia in occasione dell'organizzazione della Conferenza di Palermo sulla Libia.

Investimenti politici sull'Italia in questo momento potrebbero quindi rendere elevati dividendi. Forse non è un caso che sia ormai prevista per la prima metà di quest'anno una nuova visita del Presidente Putin in Italia. Per le stesse ragioni, andrà monitorato con attenzione anche il viaggio di Xi Jinping, che dovrebbe giungere a Roma in marzo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
politica, crisi, Sergio Mattarella, Emmanuel Macron, Libia, Spagna, Francia, Italia
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