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13:56 24 Agosto 2019
Il VII seminario italo russo L'arte dell'Innovazione

Longhetti, Mapei: "Produrre in Russia per esportare all’estero. Ma serve il rublo stabile"

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Evgeny Utkin
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Il 14 febbraio a Milano si è tenuto il VII seminario italo russo "L'arte dell'Innovazione"* a cui tra gli altri imprenditori italiani ha partecipato anche Luciano Longhetti, Direttore generale di ZAO Mapei e Direttore della Pianificazione Strategica di Mapei S.p.A., società operativa nel settore della produzione di materiali chimici per l'edilizia.

Presso il palazzo in cui Alexandr Suvorov nel 1799 schiacciò Napoleone e alloggiò durante la campagna di Lombardia e Piemonte, Longhetti racconta dei suoi successi e di come in 20 anni Mapei in Russia sia passata da essere un'impresa di 4 persone raccolte in una stanzetta a Mosca sino ad espandersi a più di 200 persone con 3 grandi stabilimenti in Russia.

Luciano Longhetti ha parlato a Sputnik Italia sull'andamento della grande azienda in Russia:

— Dal 2014 al 2019, in tempi di sanzioni contro la Russia, è cambiato qualcosa per la sua compagnia?

Luciano Longhetti
© Foto : fornita da Evgeny Utkin
Luciano Longhetti
— Si, certamente. Qualcosa è cambiato nel senso che stiamo cercando di diventare sempre più locali. Abbiamo tre stabilimenti in Russia e in questo paese produciamo circa 70 prodotti, mentre tutto il gruppo nell'insieme ne produce 500. Stiamo cercando di aumentare la produzione locale, ma ammetto che non è facile. Siamo dei formulatori, prendiamo vari prodotti chimici. A noi servirebbe ad esempio che la Russia avesse un'industria petrolchimica più sviluppata, che producesse non solo petrolio, ma più prodotti tecnologici come i polimeri, ma li dobbiamo importare dalla Germania. Noi cerchiamo di produrre il più possibile in Russia, però un'altra cosa difficile da gestire sono le fluttuazioni del cambio rublo-dollaro e rublo-euro. Non importa più di tanto se il cambio è alto o basso, basta che sia stabile. In questo momento lo è, e ciò dà un vantaggio all'esportazione. Certifichiamo quindi i prodotti russi con marchio CEE per poter esportare parte della nostra produzione in Europa e in particolare in Finlandia.

— Quindi siete passati anche voi dal "made in Italy" al "made with Italy", e ora state entrando nella terza fase, ovvero produrre in Russia con l'Italia ed esportare all'estero?

— Esattamente, in particolare verso la Finlandia e le Repubbliche Baltiche.

— Fare certificare con marchio CEE è più difficile in Russia? 

— No, non direi. Abbiamo trovato, ad esempio, una società che fa certificazioni a Vilnius che è già venuta fare un audit delle fabbriche. Certo che bisogna avere tutte le materie prime elencate nel REACH…

— E per quanto riguarda l'ex Unione Sovietica?

— Nel mondo ex sovietico, come la Bielorussia e l'Armenia, siamo presenti da molto tempo. Stiamo cercando ora di affrontare il Kazakistan anche se è complicato, lontano, difficile.

Un uomo cinese nel padiglione italiano all'EXPO 2010
© Sputnik . Валерий Мельников
— In Cina come si evolve la situazione?

— In Cina abbiamo le nostre fabbriche cinesi, e probabilmente l'estrema Siberia, come Vladivostok, da un punto di vista logistico è più facilmente rifornibile dal nostro impianto di Vancouver che da quello di Mosca. Però a Vladivostok abbiamo avuto solo un contratto, altrimenti noi ci fermiamo nella vicina Siberia. Stiamo lavorando anche nell'area di Murmansk.

— Insomma, siete forti sulla Russia e vi state impegnando sempre di più. Non avete ripercussioni lavorando anche in America?

— In effetti abbiamo paura di questo. In America abbiamo 18 stabilimenti. Lavoravamo con Rusal (colosso di alluminio di Oleg Deripaska, ndr) ma abbiamo dovuto interrompere i rapporti, perché era stata inserita nella black list americana. Ora l'hanno tolta e quindi abbiamo ricominciato a comprare alluminio da Rusal. Purtroppo dobbiamo barcamenarci. Un altro paese che per noi sarebbe molto interessante è l'Iran, ma lì purtroppo non facciamo niente a causa delle sanzioni. Quando negli affari entra la politica…

— Come trova la Russia, è simile all'Europa o all'Asia?

— Per me la Russia è Europa. Pensi alla letteratura e alla musica russa che ha contribuito alla cultura europea. Da ricordare, poi, episodi storici importanti: la seconda guerra mondiale l'hanno vinta i russi.

*Il VII seminario italo russo a Milano è stato organizzato da Conoscere Eurasia, Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, Roscongress, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Relazioni Italia-Russia, produzione chimica, chimica, edilizia, Mapei S.p.A, Luciano Longhetti, Italia
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