09:51 23 Aprile 2019
Roma, Piazza Vidoni, manifestazione unitaria a sostegno del legittimo presidente del Venezuela Nicolas Maduro

Roma scende in Piazza contro il golpe a Venezuela (VIDEO)

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Marina Tantushyan
La crisi politica in Venezuela (324)
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In occasione del dibattito al Senato sul Venezuela, a Roma, a Piazza Vidoni, è stata convocata una manifestazione unitaria a sostegno del legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro, e “contro i venti di guerra fomentati dagli Stati Uniti attraverso il loro fantoccio Guaidò”.

Per maggiori dettagli Sputnik Italia si è rivolto ad uno degli organizzatori di questa sit-in Marinella Correggia, attivista No War e giornalista del Manifesto.

— Marinella, che tipo di appello vuole lanciare la vostra manifestazione?

— La protesta di oggi nei pressi nel Senato vede riunite in modo unitario diverse organizzazioni sociali, attive nella solidarietà e contro la guerra. Chiediamo all'Italia e all'Europa di smettere di essere succube degli Stati Uniti, che in Venezuela minacciano invasioni, applicano sanzioni e teleguidano colpi di Stato. L'Europa per non accordarsi agli Stati uniti deve disconoscere (che è qualcosa di più che non riconoscere) l'autoproclamato Juan Guaidò, un golpista marionetta teleguidato da Washington, sconosciuto fino a poco fa nel suo stesso paese. Diciamo che si distinse nel 2017, con le proteste violente chiamate guarimbas, e come si distinse? Il suo gruppo, piuttosto violento, chiamato Voluntad popular, mostrava il sedere nudo ai poliziotti e lanciava loro le bombe di escrementi. Si può mettere un paese in mano a un essere simile?

Per noi di Rete No War, che siamo fra i promotori, la stessa posizione dell'Italia — che pure non ha riconosciuto Guaidò — è piuttosto debole perché stabilisce una equidistanza "neutrale" fra un golpista di estrema destra (nemmeno rappresentante dell'opposizione moderata), Guaidò, e Nicolas Maduro che invece è il presidente rieletto nel 2018, il suo governo siede all'Onu ed è riconosciuto dalla grande maggioranza dei paesi del mondo, ma non dalle solite potenze europee né dall'Italia. Riteniamo assurdo che per un negoziato che eviti il peggio, l'Occidente e i suoi alleati in America Latina (il "gruppo di Lima", pieno di governi dalla democraticità molto discutibile) ponga la precondizione di rifare le elezioni presidenziali.Vogliamo ricordare le altre volte in cui l'Occidente ha riconosciuto "governi di transizione" (antagonisti all'Onu) che poi si sono rivelati nient'altro che gruppi di terroristi foraggiati da paesi della Nato e del Golfo? La Libia e la Siria dal 2011 non ci dicono niente? Adesso i paesi Nato/Golfo che, riuniti con nomi assurdi come "Amici della Siria" o "Amici della Libia" fomentarono le guerre in Libia e Siria con risultati devastanti per i quali non pagherà mai nessuno!

— Cosa vi aspettate dall'Unione Europea e soprattutto dal governo italiano che ieri ha ospitato una delegazione inviata da Juan Guaidò?

— Purtroppo ci aspettiamo poco e male! Non a caso la nostra manifestazione di oggi si svolge nei pressi del Senato (davanti, non ci hanno dato il permesso): in contemporanea il ministro degli Esteri Moavero riferisce al Senato. Ma la posizione di questo ministro, come quella della Lega, è pessima sul dossier Venezuela. Se il governo si è opposto in sede europea al riconoscimento di Guaidò affermando neutrale (né con Guaidò né con Maduro, e per noi ripeto è già assurdo, Maduro è un presidente eletto), ebbene Lega e ministro degli Esteri si schierano con Guaidò e c'è da temere che facciano peggiorare la posizione italiana. Ieri il vicepremier leghista Salvini e il ministro degli Esteri Moavero hanno ricevuto una delegazione inviata da Guaidò della quale faceva parte fra gli altri quel Ledezma che ha una biografia criminale e plurigolpista!

Ledezma nel 1992 da governatore represse brutalmente le proteste sociali. Per fortuna il papa non li ha ricevuti. Nel 2002 sostiene il colpo di Stato contro Hugo Chavez, nel 2004 tenta ancora. Nel 2014 partecipa al piano golpista La Salida con molti morti e feriti. Per questo abbiamo scritto una lettera di protesta al Ministro Moavero.

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l testo della lettera:

Ministro Moavero, che vergogna! 

Legga qua la storia criminale dei soggetti che lei ha ricevuto oggi, in particolare Ledezma.

E' incredibile che l'Italia continui a perpetrare errori madornali, sulla pelle degli altri popoli. 

CHI E' LEDEZMA 

Nel 1992, da Governatore del Distretto Federale di Caracas, nominato dall'allora presidente Carlos Andres Perez, Ledezma caratterizzò la sua gestione per la repressione brutale delle proteste sociali, in particolare contro studenti e giornalisti.  

In seguito è stato accusato per le irregolarità compiute in qualità di sindaco del Municipio Libertador (1996-2000). Anche queste gestione si caratterizzò per una forte repressione condotta contro i venditori ambulanti, e i pensionati che reclamavano un'adeguata pensione di vecchiaia.

Nel 2000 viene sconfitto nella contesa elettorale da Freddy Bernal (candidato della Rivoluzione) per la riconferma alla carica di sindaco. Non riconosce i risultati.  

Arriviamo quindi al 2002 quando Ledezma sostiene il colpo di Stato ordito contro il presidente Chavez  e partecipa attivamente alla serrata del settore petrolifero diretta ad affamare il popolo per giungere al rovesciamento del Comandante Chavez.

Ancora golpismo nel 2004, quando lo troviamo a coordinare il cosiddetto ‘Plan Guarimba'. Viene accusato di aver incitato i militanti del suo partito Alianza al Bravo Pueblo ad appiccare le fiamme alla sede del partito Movimento V Republica a Caracas.

Di nuovo sindaco, questa volta dell'area metropolitana di Caracas, appena eletto licenzia 2.252 lavoratori e congela il salario dei pensionati.  

Fino a giungere al 2014 quando partecipa attivamente al piano golpista ‘La Salida', dove persero la vita 43 venezuelani innocenti e si produssero oltre 100 feriti. Viene segnalato tra i promotori del progettato assassinio di Leopoldo Lopez al fine di provocare una forte reazione per rovesciare il governo.

Costui è Ledezma. Il "vampiro" Ledezma è stato un repressore durante i governi della IV Repubblica, un golpista durante i governi Chavez e Maduro e oggi grazie al ministro "Monti" Moavero è di casa alla Farnesina. Una vergogna incredibile, una macchia indelebile.

— In questi ultimi giorni c'è una discussione molto accesa attorno agli aiuti umanitari provenienti dagli Stati Uniti che sono considerati da Maduro come un "Cavallo di Troia" per la Venezuela che si trova in una situazione economica molto difficile. E tu cosa ne pensi?

— Gli aiuti "umanitari" provenienti dagli Usa via il loro alleato colombiano NON sono aiuti umanitari, lo ha ribadito anche la Croce rossa internazionale. Sono aiuti non neutrali, proposti da un governo mandante del golpista Guaidò, ve sono in realtà appunto un pretesto, un cavallo di Troia per far entrare forze armate (o mercenari) di altri paesi. Ricordiamo che in Siria l'occidente da una parte sosteneva dal punto di vista finanziario, politico e militare i terroristi, e dall'altra chiedeva corridoi umanitari! Vogliamo fare un'altra "guerra umanitaria", proprio mentre ricorre il ventennale da quella della Nato contro la Repubblica federale di Yugoslavia? Così la chiamarono: guerra umanitaria. Va poi detto che, come in altri scenari, con un dito si offrono aiuti e con tutto il braccio si impongono sanzioni. Le sanzioni al Venezuela sono un danno economico di 20 miliardi di dollari! Gli "aiuti" di 20 milioni! Mille volte meno! Jack London ne Il tallone di Ferro avrebbe parlato di "cauteri su gambe di legno".

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Roma, Piazza Vidoni, manifestazione unitaria a sostegno del legittimo presidente del Venezuela Nicolas Maduro
 Come, a tuo avviso, potrebbe sbloccarsi questa crisi assai complicata? Ci vorrà un dialogo o potrebbe funzionare anche la mobilitazione al livello internazionale?

— La mobilitazione internazionale non basta ma è necessaria ed è mancata nel caso delle tragedie libica e siriana, una grave colpa dei movimenti. Adesso sembra esserci più reattività. Ricordo in particolare che il 23 febbraio è stata indetta una giornata internazionale di mobilitazione contro l'ingerenza, le minacce di guerra, le sanzioni e il riconoscimento dei golpisti. In tutte le città del mondo si può aderire e organizzare qualcosa, si trova tutto su No War a Venezuela. Come pacifista, personalmente, ritengo che l'impegno contro la guerra economica e militare contro il Venezuela sia un ulteriore obbligo morale: con Chavez e dopo, quel paese fece parte dell'Asse della pace, impegnandosi molto contro le guerre occidentali, soprattutto negli ultimi anni, e cito ancora la Libia del 2011 e la Siria. Molte volte all'Onu, quasi solo, il Venezuela si schierò coraggiosamente contro le aggressioni.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tema:
La crisi politica in Venezuela (324)
Tags:
Juan Guaidó, Enzo Moavero Milanesi, Nicolas Maduro, Matteo Salvini, Venezuela, Roma, Italia, USA
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