06:33 20 Febbraio 2019
Poveri

Reddito di cittadinanza: un bene o un male?

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Marina Tantushyan
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Il presidente della Repubblica Mattarella ha firmato ed emanato il decretone contenente le misure sul reddito di cittadinanza e la quota 100 per andare in pensione.

È un simbolo di orgoglio del Movimento 5 stelle, il cavallo di battaglia nella scorsa campagna elettorale e la priorità dell'agenda del governo giallo-verde che è stata accolta con grande entusiasmo e tanta fiducia da parte di molti cittadini italiani.

Ma in realtà non tutti in Italia sono cosi contenti. Per Francesco Casile, titolare della Casile&Casile Fashion Group, una società di distribuzione del settore moda è stato impossibile trovare la risorsa giusta da immettere nella sua squadra ma non perché nessuno fosse capace, ma perché per la maggior parte dei candidati è "più facile prendere il reddito di cittadinanza". Questa posizione del Dott. Casile condividono oggi molti rappresentanti delle piccole e medie imprese italiane.

Sputnik Italia ha raggiunto l'imprenditore milanese Francesco Casile per parlare del rovescio della medaglia che si chiama "il reddito di cittadinanza".

— Dott.Casile, da marzo-aprile 2019 sarà avviata la misura economica per chi vive sotto la soglia di povertà. Come Lei ha accolto la notizia dell'introduzione del reddito di cittadinanza? Quali conseguenze potrebbe questa misura per il Suo settore?

— Per il mio settore l'introduzione del reddito di cittadinanza non avrà nessun effetto se non negativo perché, al mio parere, non da dei benefici né ai giovani, né alle imprese. E la cosa più grave è che in questo momento molte persone non sanno nemmeno quando lo prenderanno e come lo prenderanno. 

— Nella Sua lettera al Corriere ha citato una serie di episodi, sottolineando che pochi hanno mostrato una vera volontà di mettersi in gioco. Lei davvero pensa che Italia si trova di fronte ad una generazione di persone che non è incline ai sacrifici?

— Noi in Italia ci troviamo di fronte ad una situazione molto drammatica. Molta gente ha perso delle speranze per poter trovare l'opportunità di lavoro. Ma la cosa grave che, quando ci sono poche opportunità di lavoro, una parte di questa gente incline a dire "vediamo cosa succederà nel futuro e dopo valuteremo". Il problema è che nessuno sa cosa avverrà…

— Lei non è riuscito a trovare la risorsa adatta offrendo compenso degno di 1500 euro mensili. Sembra incredibile, visto che il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è altissimo. Qual è consiglio vuole dare ai giovani italiani dopo aver vissuto questa esperienza negativa?

— Oggi come oggi, con la situazione attuale che c'è un forte bisogno di fare sacrifici. Però io sto vedendo quotidianamente, anche nel mio ufficio, che di sacrifici (lavorare sabato e domenica, lavorare di sera) la gente ne vuole fare sempre di meno. Invece di lamentarsi vorrei consigliare ai giovani, mi scuso per il termine un po' volgare, di alzare il sedere dalla sedia e rimettersi in gioco ogni giorno e cercare tutte le possibili opportunità di lavoro, che credetemi, ci sono e ce ne sono tante.

— L'ex parlamentare Tiziana Maiolo ha chiesto Lei di fare un gesto simbolico e di assumere un 73enne che si è proposto «perché non ce la fa con la pensione». Cosa risponderebbe alla Maiolo?

— Ho già risposto alla mia amica Tiziana Maiolo e a questo mio ex collega. Io posso cercare a dare una mano a lui ma purtroppo per le esigenze della mia azienda, bisogna trovare i giovani che parlano la lingua inglese. Questo signore non parla le lingue straniere e quindi per me era un po' l'handicap. E lo dico tutto questo da un imprenditore che tra pochi mesi compie 74 anni. 

— Il reddito di cittadinanza è stato presentato come uno strumento per stimolare i consumi interni e, dunque, per dare una spinta al "sistema" in generale. Però, secondo le opposizioni la manovra sarà un fallimento e non sarà la carta prepagata a rilanciare l'economia: i costi economici per garantire il reddito minimo di cittadinanza sono troppo alti e difficilmente lo Stato potrebbe coprirli senza dover ricorrere al taglio delle spese sui servizi essenziali (scuole, trasporti ed ospedali). Chi abbia ragione, a Suo avviso?

— Preferisco parlare da un imprenditore e non da un politico. Ogni volta che c'è un governo nuovo si giustifica dicendo di aver ereditato tutti i problemi dai governi precidenti. In questo momento i politici che adesso sono in opposizione stanno dicendo delle cose giuste e delle cose non giuste. L'unica cosa che posso dire io è che in questo momento il reddito di cittadinanza non è stato capito da maggior parte degli italiani. È stata solamente creata un`illusione nella classe giovanile che ad un certo punto non potrà essere mantenuto. Se uno fa l'analisi, che io ho cercato di fare io con alcuni ragazzi, si vedrà che in pratica la gente non lo potra chiedere perché ci sono troppi i paletti — la casa sotto i 30 mila euro (avete mai visto una casa con prezzo cosi basso?), un certo Isee, ecc. A mio avviso, il governo ha fatto un proclamo di carattere politico per poter vincere le elezioni e non riuscirà a mantenere quello che ha promesso. Alle prossime elezioni politiche i cittadini probabilmente si accorgeranno e prenderanno le loro decisioni. Ma nel frattempo io ho cercato di fare il mio contributo da un imprenditore e contattare il ministro Di Maio per presentarlo di persona un progetto che in giro 1-2 anni potrebbe rimettere il mondo di lavoro senza i costi aggiuntivi. Ho mandato 16 mail, le hanno lette ma per ora io purtroppo non ho avuto nessun riscontro da parte del ministro.

— Settimana scorsa il premier Conte ha anticipato la recessione transitoria. Come pensa di fronteggiare questa fase economica e proteggere il Suo business? 

— Innanzitutto, la recessione non può essere transitoria. Quando avviene, si sa quando inizia ma non si sa quasi mai quando finirà. Sono un distributore di alcune band di livello medio e sento dai miei clienti che incassi in certi giorni sono uguali a zero. Per un imprenditore che l'anno scorso fatturava 100, quest'anno fattura 50, avrà l'obbligo di prendere le decisioni al livello di spese: devi decidere se lasciare a casa il personale oppure indebitarti con le banche. Io non voglio fare né il primo, né il secondo. Quindi sono costretto di vivere in una situazione di limbo. Per cui, a mio parere, invece di introdurre il reddito di cittadinanza, sarebbe stato meglio obbligare gli imprenditori di assumere con queste 780 euro una risorsa. Cosi ne avrebbero usufruito sia le imprese che i giovani in ricerca di un lavoro.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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reddito, cittadinanza, legge sulla cittadinanza, povertà, disoccupazione, Economia, Italia
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