01:52 19 Febbraio 2019
Adelina Sotnikova (Russia) e Carolina Kostner (Italia) alle Olimpiadi di Sochi 2014

Carolina Kostner: “Le Olimpiadi di Sochi sono state per me una rinascita di me stessa”

© Sputnik . Maksim Bogodvid
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Marina Tantushyan
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"Per me Sochi rimane un posto speciale nel mio cuore perché ho sicuramente vissuto l'esperienza olimpica più bella della mia carriera fino ad ora"!

5 anni fa, nel febbraio del 2014 a Sochi, località russa di 343 mila abitanti situata sul Mar Nero, si sono svolte i XXII Giochi olimpici invernali. 

L'elezione della città organizzatrice dei giochi si è tenuta il 4 luglio 2007 a Città del Guatemala, durante la 119° sessione del Comitato Olimpico Internazionale, nel corso del quale è personalmente intervenuto il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. 

È stata la prima manifestazione olimpica invernale ospitata dalla Russia che ha suscitato grande interesse tra gli atleti e i giornalisti provenienti da tutto il mondo, ognuno dei quali ha i suoi ricordi e la sua visione sull'organizzazione di quelle Olimpiadi.

"Le Olimpiadi di Sochi è una miscela di tante cose insieme. All'inizio erano alcuni problemi con alloggio e c'è stata un po' di tensione perché in quel periodo in Russia sono stati organizzati degli attentati e pensavano che i Giochi avrebbero potuto diventare un possibile bersaglio. Ciononostante, quando siamo arrivati li, ci siamo resi conto che la situazione è sotto controllo e la zona è stata resa sicura. E poi quando sono cominciate le Olimpiadi, è stata una grande ammirazione per tutta la cultura russa, la cerimonia inaugurale in quel parco olimpico bellissimo e ovviamente per tutto quello che sono le Olimpiadi — le emozioni legate alle gare, anche al pubblico che era molto caldo in certi scenari", — ha raccontato a Sputnik Italia giornalista sportivo Mattia Chiusano che ha coperto i Giochi di Sochi per il quotidiano La Repubblica.

Inoltre, le Olimpiadi hanno offerto a Sochi un'opportunità unica per aggiornare la sua antiquata immagine di meta turistica e stazione sciistica già nota in epoca sovietica.

"La prima volta che vedevo nasce un megaprogetto, come quello di Sochi che in quel momento delle Olimpiadi non si poteva capire. Più avanti è arrivata la Formula 1, poi arrivato l'hockey sul giacchio, e i Mondiali del calcio. E quindi attraverso queste Olimpiadi, Sochi, che praticamente non esisteva, è entrata nella geografia dello sport mondiale", — conclude Chiusano.

La spedizione azzurra ai Giochi invernali di Sochi 2014 ha portato a casa un grande resultato — otto medaglie! Per rivivere quest'atmosfera unica ancora una volta, Sputnik-Italia ha raggiunto una delle protagoniste principali delle Olimpiade di Sochi, pattinatrice artistica su ghiaccio italiana Carolina Kostner che ha conquistato il bronzo nella gara principe dei Giochi, unico titolo che mancava nella sua ricca bacheca.

Carolina Kostner alle Olimpiadi di Sochi 2014
© Sputnik . Aleksand Vilf
Carolina Kostner alle Olimpiadi di Sochi 2014

— Carolina, i giochi di Sochi non erano le prime Olimpiadi nella tua carriera sportiva. Comunque, tutti gli occhi erano puntati su di te. Come ti ricordi questa esperienza dopo 5 anni?

— Il fatto è che i Giochi Olimpici sono sempre un evento speciale. Innanzitutto aspetti 4 anni e poi ci sono varie tappe di qualifica, tanti momenti, dove non sai se riuscirai o meno. E quindi ogni volta è stata una storia a sé. Per me Sochi rimane un posto speciale nel mio cuore perché ho sicuramente vissuto l'esperienza olimpica più bella della mia carriera fino ad ora!

— Che importanza hanno avuto le Olimpiadi di Sochi per la tua carriera sportiva? Quel bronzo che ha vinto nel 2014 vale per te come un oro?

— La sera della finale olimpica delle donne è stata forse una delle gare più forti della storia del pattinaggio artistico. Ed essere partecipe di questo gruppo finale delle migliori già per me era un onore, in più significa proprio una vittoria personale che sicuramente per me valsa oro. Per me è stato molto importante di poter riuscire a fare due programmi non soltanto puliti ma come me le avevo immaginavo io. Nel senso che c'era fusione tra l'arte e la tecnica, e nel momento in cui tu riesci a vivere nel presente e dimenticarti di tutto c'è che attorno, arrivi alla perfezione. Noi pattinatori siamo un po' anche artisti e io tendo di più a volere tirare fuori l'artista che l'atleta perché fa parte della mia storia e ho proprio questa necessità. E quindi riuscire ad avere un palcoscenico così grande, con così tanti spettatori, non soltanto dal vivo ma anche in televisione, è una opportunità per me di raccontare di me stessa e dire: questa sono io, questa è la mia emozione e questi sono i miei movimenti e questi sono i miei salti. Lo sai sia dall'atleta che dall'artista che sono pochi i momenti, dove ti riesci cosi perfettamente. A Sochi è stata la fortuna di aver potuto presentarlo in questo modo e anche vincere una medaglia!

— Prima di venire a Sochi, sei mai stata in Russia? C'è stato qualcosa che ti ha sorpreso oppure colpito durante la tua permanenza in questa città russa del sud?

— Sono stata più volte a Mosca, soprattutto nei mesi di inverno per cui molto spesso la città era coperta con la neve e faceva tanto freddo. Ma cioè non gli fa perdere mai lo spirito della città. A Sochi invece il tempo era diverso. Anche se era inverno, faceva quasi caldo. Mi ricordo che andavano a pranzo, facevamo una camminata, avevamo gli occhiali da sole e senza giacchetto. Forse era un inverno particolarmente caldo, peccato magari per gli sport che facevano all'esterno, ma per me viverla cosi è stata veramente una gioia. E ovviamente per noi italiani, che abbiamo bisogno del sole e del calore, è stata una esperienza molto bella! Dopodiché ho avuto la fortuna di conoscere meglio anche il San Pietroburgo e ho conosciuto gente che mi hanno accolta come parte della loro famiglia.

— Tu hai una possibilità unica di vedere le Olimpiadi da dentro, con un occhio diverso da quello di uno spettatore. Com'è stato organizzato tutto a Sochi per gli atleti? 

— Io l'ho vissuta cosi che c'era il Parco Olimpico, dove stava la maggior parte degli stadi. Magari se avevi il tempo di passeggiare un po', potevi vedere altri sport, vedere i tuoi colleghi. Mi ricordo che, essendo bel tempo, andavamo anche in bicicletta. Questo l'ho vissuto particolarmente bene! Invece gli sport sulle piste erano un po' più lontani e non avevo la fortuna di vederli, anche perché la nostra gara era alla fine, e allora finché non avevo finito la gara, stavo concentrata su quello che dovevo fare io e non avevo il modo di vederlo. E poi, devo ammettere che per quanto riguarda la sicurezza è stato tutto molto ben organizzato.

— Potresti brevemente continuare la frase "Le Olimpiadi di Sochi sono per me…"

— Le Olimpiadi di Sochi sono stati per me la rinascita di me stessa e il momento dove sono riuscita a vincere contro me stessa!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
sport, relazioni Italia-Russia, Olimpiadi 2014, Sochi, Italia, Russia
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