04:09 15 Novembre 2019
La Stampa accusa Sputnik Italia di gonfiare i Tweet

“Provaci ancora, SAM”: ovvero, il gruppo GEDI ‘sponsorizza’ Sputnik Italia

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Ogni tanto lo fanno. Ed è un bene perchè è tutta pubblicità gratuita. Ma lo sanno anche loro che una pubblicità negativa è pur sempre meglio di una pubblicità alcuna, allora perchè lo fanno?

L'articolo di oggi de La Stampa poi, ricalca la falsa riga di un articolo molto simile de La Repubblica di quasi un anno prima basato a sua volta su di uno studio di una fonte che si autodefinisce ‘indipendente' di addirittura un anno e mezzo fa contenente una marea di fuffa. La chiamano ‘informazione di qualità' e poi dichiarano esuberi, entrano in crisi e se la prendono con Di Maio quando dice: "Mi dispiace per i lavoratori, ma parecchi giornali tra cui quelli del gruppo l'Espresso stanno avviando processi di esuberi perché nessuno li legge più perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare i fatti". Poi, a proposito di fatti, anche quello ‘Quotidiano' pubblica editoriali di solidarietà. Anche noi siamo molto solidali con il gruppo GEDI. Perchè lo sapete voi quanto costa la pubblicità sui giornali sopratutto in questi tempi di crisi? Costa una cifra, loro invece ce la fanno gratis. Ma andiamo per ordine se no non capite:

Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo noioso
© Sputnik . Alessio Trovato
Una certa ALTO Data Analytics a luglio del 2017 pubblica una ricerca dal titolo: "The Construction Of Anti-Immigration Electoral Messages In Italy". Sulla base di questo ‘studio' si sbizzarriscono in mezza Europa a scrivere di quanto siano scorretti ad interferire nelle elezioni altrui i russi. La Repubblica ci scrive un pistolone il 1 marzo 2018 dal titolo roboante "L'Italia di Sputnik: propaganda russa pro ultradestra". Tesi di questa opera di ‘informazione di qualità' è che noi, specificatamente per influenzare le elezioni italiane ed indirizzare l'opinione pubblica verso l'ultradestra, avremmo calzato la mano sul tema dell'immigrazione clandestina terrorizzando l'opinione pubblica. Uno dei nostri cavalli di battaglia sarebbe stato quello di paventare le possibili infiltrazioni di terroristi e male intenzionati tra le fila dei clandestini. Cattivoni. Chissà perchè lo avremmo fatto.

Proviamo ad immaginare — perchè su Sputnik Italia ci scrivono tanti italiani e questi potrebbero avere tutto il diritto di sentirsi preoccupati nel caso il Paese andasse a put… a putrefare  soffocato dai problemi? No, troppo facile. Ipotesi B — perchè anche i russi sanno benissimo che l'Eurasia è un continente unico e come una barca sulla quale tutti siamo se va a fuoco la prua poi le fiamme si propagano fino a poppa e viceversa se si apre uno squarcio a poppa poi va a fondo anche la prua primo o poi? No, certo che no. Abbiamo fatto tutto questo per far vincere le ulradestre. Così poi distruggiamo l'Europa. Infatti le ultradestre alle ultime elezioni hanno preso cifre da prefisso telefonico. La cosa più interessante però è un'altra. Tenetevi forte perchè adesso arriva l'orgasmo:

Marco Minniti, Ministro dell'Interno nel Governo Gentiloni. Dimissionario, poco prima di lasciare il Palazzo del Viminale dichiarava, guarda caso… che c'era forte rischio di infiltrazioni di terroristi tra i clandestini. Ma qui non lo dicevamo noi, qui lo dicevano  Huffingtonpost: "Terroristi nascosti tra i migranti, il rischio attentato è altissimo", RaiNews:"rischio attentati in Italia alto, terroristi infiltrati nelle rotte dei migranti", AnalisiDifesa: "Ma il link terrorismo-immigrazione illegale non è certo una novità", WallStreetItalia addirittura titolava: "Minniti — In arrivo 30mila combattenti Isis". Ma la cosa che fa più godere di tutte è che la stessa La Repubblica, il 3 maggio, cioè dopo appena due mesi da averci defecato addosso tutta la manfrina sulle informazioni gonfiate sulla questione migranti, titolava essa stessa: "Allarme di Minniti e al-Serraj — Combattenti Isis in fuga potrebbero arrivare in Europa con i barconi dei migranti".

Bene, la figuraccia passò inosservata. Per lo meno passò inosservata ai lettori che rimasero, magari qualcuno smise di comprare il giornale o seguirli online proprio per quello e loro non ci hanno fatto caso. Infatti adesso ci riprovano. Stessa fonte, identico studio, dati sempre quelli dell'altra volta. Cambia però il giornale (cambia per modo di dire) e passiamo da La Repubblica a La Stampa. Articolo di oggi: "Così Sputnik spinge i tweet anti-migranti". E vai con tutta una serie di congetture accompagnate da screenshot sui nostri articoli sull'immigrazione (strano però non c'erano i miei).

Questa volta la tesi è che ‘spingiamo' i tweet anti-migranti. L'autrice, donna per altro che ha scritto anche ottimi testi e non si capisce perchè abbia voluto impantanarsi con questa roba, è andata a sostenere che siccome il numero degli account a favore dell'immigrazione è maggiore del numero degli account contrari ma il numero dei tweet totali contrari è decisamente superiore al numero dei tweet a favore, allora ci deve essere qualcuno che gonfia la faccenda (noi). Motivo? Lo stesso — favorire gli estremisti di destra. Cioè spariscono i riferimenti ai rischi immigrazione incontrollata perchè oramai quella partita lì hanno capito che è persa, però insistono con la faccenda secondo la quale vogliamo favorire le estreme destre per destabilizzare il continuum spazio-temporale. Va di moda, ogni volta che sei diverso da loro, loro tendono a darsi sempre la stessa giustificazione — "Ma come? Noi siamo nel giusto, noi siamo democratici, perchè insistono a darci torto? Ah, già — fascisti di merda!"

Tutto questo alla fine porta ad una pubblicità gratuita innegabile della quale mi sento personalmente di ringraziare. Una cosa però vorrei farla notare ai carissimi colleghi del gruppo GEDI che ci sponsorizzano così gentilmente — ragazzi, grazie di tutto, però noi qui siamo abbastanza convinti di potercela fare anche da soli. Pensate alla qualità dell'informazione vostra, alla nostra ci pensiamo da noi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Giornalismo, Giornali, La Repubblica, La Stampa, Italia
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