03:47 26 Maggio 2019
La ditta Nuova-DLM-Valvo

Valvole per i gasdotti: dalla pianura Padana alla Siberia

© Foto : Eliseo Bertolasi
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Eliseo Bertolasi
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Nonostante lo sfavorevole clima delle sanzioni la produzione italiana trova sempre uno sbocco privilegiato sul mercato russo.

Che si tratti di alimentare, abbigliamento, apparecchiature… la qualità italiana è sempre estremamente apprezzata. Questa qualità è determinata non solo da un profondo know-how e da tanta esperienza, ma spesso da vere e proprie soluzioni innovative. La ditta situata in provincia di Cremona da anni opera sul mercato russo, per riportare un caso specifico di eccellenza italiana: quello delle valvole per gasdotti e oleodotti.

Sputnik Italia ha raggiunto Luigi Franceschini, ingegnere che da decenni lavora nel settore dei metalli e delle valvole a sfera, responsabile commerciale della ditta "Nuova-DLM-Valvo":

Luigi Franceschini
© Foto : Eliseo Bertolasi
Luigi Franceschini

"La ditta "Nuova-DLM-Valvo" è nata nel 1971, rappresenta oggi una realtà importante nella costruzione delle valvole a sfera che vengono installate sulle condutture di petrolio, gas, acqua, oltre a vari liquidi letali, anche in condizione di criogenia. In altre parole: dalle piattaforme petrolifere fino alla distribuzione del gas. È il viaggio del gas: dai gasdotti che ricevono il gas dal sottosuolo, alle condutture di diramazione e distribuzione, le quali attraverso varie stazioni arrivano fino a molteplici impianti finali. Per realizzare tutta questa rete di distribuzione, sulle condutture vanno poste delle valvole come quelle che noi produciamo. In questi passaggi, ovviamente, ci sono moltissime riduzioni, parliamo di valvole da diametri da pipeline di 52 — 48 pollici fino ad arrivare ai rubinetti del gas nelle abitazioni con un foro da mezzo pollice, cioè 13 mm.

Ci sono valvole che vanno interrate completamente, saldate, che non necessitano manutenzione, ci sono altre valvole che vanno montate nella parti esterne delle pipeline che, invece, vengono regolarmente sottoposte a manutenzione. Tutte le valvole sono prodotte in accordo alle specifiche del cliente: materiali particolari, tenute particolari, verniciature particolari ecc… La nostra gamma di valvole è tutta prodotta da noi, i nostri fornitori sono tutti nel raggio di 50 km. Posso quindi affermare che è tutto "made in Italy".

— Ingegnere com'è iniziata la vostra presenza sul mercato russo?

La ditta Nuova-DLM-Valvo
© Foto : Eliseo Bertolasi
La ditta "Nuova-DLM-Valvo"

— Il mercato russo è un mercato molto interessante che, ovviamente, essendo la Russia una grande produttore d'idrocarburi, rappresenta per il nostro settore grandissime potenzialità. Siamo presenti sul mercato russo da circa otto anni. Tutto è iniziato con una richiesta, in cirillico, arrivata sulla nostra posta elettronica, dove si chiedeva di fornire un'offerta commerciale con i relativi tempi di consegna e prezzi. Hanno probabilmente trovato il nostro indirizzo sul sito web della ditta. Ci siamo subito avvalsi della presenza di personale russofono in ditta, abbiamo risposto e siamo giunti velocemente al primo contratto.

Viene apprezzata la nostra qualità, infatti, le valvole che ci vengono maggiormente richieste dai nostri clienti russi sono per la maggior parte valvole criogeniche (che operano a bassissima temperatura) e soprattutto valvole "Metallo su Metallo". Queste valvole sono il nostro fiore all'occhiello, sono il frutto del nostro grande know-how.

— Di cosa si tratta?

— La caratteristica di queste valvole è che il loro interno è rivestito da materiale molto duro tipo: carburo di tungsteno, o carburo di cromo. Sono valvole molto resistenti alla corrosione, ai fluidi sporchi e soprattutto alle alte temperature e pressioni. Il carburo di cromo arriva fino a 570° C. Per fluidi in determinate condizioni di temperatura e pressione le guarnizioni termoplastiche, anche le più resistenti, non tengono. Quindi per la tenuta della valvola, l'ideale in questi casi, è precisamente il "Metallo su Metallo"; se non subiscono variazioni di temperature e di conseguenza non viene alterata la struttura interna dei materiali hanno una durata praticamente illimitata. Il principio di queste valvole si basa sulle diverse dilatazioni dei diversi metalli che compongono la valvola stessa.

— La Russia è un Paese immenso, ha un'idea di dove verranno installate? 

— I nostri clienti russi comprano da noi, poi, a loro volta, le rivendono alle compagnie energetiche russe. Queste valvole hanno come destinazione finale i grandi giacimenti di idrocarburi in Siberia e sulla foce dei grandi fiumi siberiani nel Circolo Polare Artico. Il loro viaggio è un'odissea. Spesso parecchie settimane di viaggio: partono dalla pianura Padana, arrivano a Mosca col trasporto via camion, poi da Mosca vengono messe sul treno fino alle stazioni lungo la linea Transiberiana come Novosibirsk, Krasnojarsk.. da li vengono caricate sulle chiatte che discendono verso la foce dei grandi fiumi siberiani come l'Ob', l'Enisej.. Quando arrivano a destinazione sui porti fluviali di questi grandi fiumi vengono trasportate con elicotteri fino alla destinazione finale sui giacimenti o sulle pipeline nella taiga siberiana. Prevalentemente questi viaggi avvengono in estate o nella stagione più mite. D'inverno anche i grandi fiumi congelano, quindi le spese di trasporto diventano più sostenute. 

— Avete sofferto per le sanzioni?

— Nel nostro settore ne abbiamo risentito limitatamente. Le nostre valvole non rientrano, né nei prodotti sotto sanzione dall'Unione Europea verso la Russia, né tantomeno nei prodotti inseriti nelle contro-sanzioni da parte della Russia.

Certamente ne abbiamo risentito nella misura in cui questo clima sanzionatorio non agevola le azioni commerciali tra Italia e Russia. C'è sempre il rischio che per un qualsiasi improvviso peggioramento delle relazioni Occidente — Russia magari per questioni puramente politiche o geopolitiche anche il nostro prodotto possa essere inserito nella lista degli articoli sotto-sanzione. Di sicuro questa consapevolezza non incoraggia la compravendita. Immaginiamo un grosso ordinativo, una situazione dove l'acconto da parte dei clienti russi sia già stato incassato, dove numerose valvole si trovino già sulla linea di produzione, o addirittura pronte per la spedizione e arrivi all'improvviso il veto alla loro esportazione in Russia. Una catastrofe: perdite economiche, budget che saltano, operai che rischiano il posto di lavoro.

Secondo me chi ha pianificato questo regime sanzionatorio verso la Russia non si è realmente reso conto della sua ricaduta e dei danni sull'economia italiana ed europea.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Ingerenze, Relazioni Italia-Russia, Intervista, Italia, Siberia
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