19:23 21 Febbraio 2019
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Christine Lagarde, lo ‘SFONDO’ Monetario e il club dei sadomaso

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Alessio Trovato
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Quest’anno il Forum economico di Davos si apre con la dichiarazione choc della Direttrice del FMI, Avv. Christine Lagarde, secondo la quale sarebbe l’Italia uno dei principali elementi di rischio alla crescita globale. Salvini, Di Maio e Tria replicano piccati ma con garbo... fin troppo garbo! Sì perchè sarebbe stato da mandarla a fare...

… bene un esame di coscenza dal pulpito dal quele ci viene a fare la predica. Salvini si è limitato a dire: "…piuttosto è il Fondo Monetario Internazionale che è una minaccia per l'economia mondiale con le sue previsioni errate, pochi successi e molti disastri", Di Maio anche è stato severo ma diplomatico: "stiamo creando un nuovo stato sociale: non arretriamo, di fronte a chi addirittura definisce l'Italia una delle cause della recessione economica. Non lo possiamo accettare" e il rag. Fili… cioè il nostro Ministro delle Finanze Tria, pure se l'è cavata alla grande: "…non credo che l'Italia sia un rischio né per la Ue né globale, in realtà il rischio viene dalle politiche consigliate dal Fmi". Tieni Christine, incarta e porta a casa. Qualcuno meno diplomatico però avrebbe aggiunto anche dell'altro. Infatti la sessantatrenne avvocatessa di  Parigi, brillante quanto si vuole ma, tra scandali, polemiche, sospetti e anche qualche gaffe di troppo, non è che sia proprio la candidata ideale per venirci a fare l'ennesima predica dal pulpito.

Scandali:
Giusto due anni fa la Sig.ra Lagarde veniva condannata dal Tribunale di Parigi incaricato di giudicare i responsabili del governo su atti commessi nell'esercizio delle loro funzioni (Cour de Justice de la République) per ‘negligenza' nel caso dell'arbitrato tra l'imprenditore Bernard Tapie e Credit Lyonnais, ai tempi in cui era ministro dell'Economia nel governo di Sarkozy. Cos'era successo esattamente?

Era successo che nel 1993 Tapie aveva venduto quote di Adidas attraverso il Credit Lyonnais il quale, nel gestire le operazioni, realizzava una plusvalenza che non comunicava allo stesso Tapie (ci aveva fatto un pochino ‘la cresta' si dice da noi). Nonostante la mangiatina soli tre anni dopo la Banca finiva in cattive acque e un organismo statale (Consortium de realisation) veniva incaricato di liquidarne le passività. Occhio — stiamo parlando di una banca che ai tempi era a partecipazione statale. Durante questa fase Tapie viene a scoprire delle plusvalenze che gli erano state buggerate e denuncia tutti. Perde la causa (capita quando sei un privato contro lo Stato e non hai ancora trovato gli agganci giusti) però poi si mette d'accordo per un arbitrato con il Consortium de realisation. Il Ministro dell'Economia di allora, appunto, Christine Lagarde, avvalla l'operazione. Attenzione — 1. La questione era già stata giudicata dalla magistratura a favore dello Stato francese, 2. L'arbitrato lo fanno privato quando la questione è chiaramente pubblica dato che i soldi appunto pubblici erano. Guarda un po' questo tribunale arbitrale privato condanna il Credit Lyonnais (la parte statale ovviamente) a pagare 400 e passa milioni di euro di danni al Sig. Tapie. Poi viene fuori pure che due dei giudici avevano legami con lui (gli agganci giusti che prima mancavano appunto). Il Ministro dell'Economia, On. Lagarde, la signora che viene a farci le lezioni a noi, avvallò il verdetto pur avendo il potere di opporsi. Sette anni dopo quello stesso verdetto viene ribaltato e la Lagarde finisce nei guai. Poi viene condannata per ‘negligenza'. Già perchè se si fosse dimostrato che la Signora dall'operazione ci avesse guadagnato putacaso qualcosina, direttamente o anche solo indirettamente, il capo d'accusa non si sarebbe potuto certo chiamare ‘negligenza' ma tecnicamente sarebbe stata ‘corruzione'. A casa mia in un caso e nell'altro si chiama comunque ‘paraculaggine'.

Nel 2013 durante una perquisizione nella sua abitazione parigina necessaria alle indagini per l'affaire Tapie-Credit gli investigatori trovano una lettera compromettente preparata dalla Lagarde per l'allora Presidente Sarkozy. "Caro Nicolas, molto brevemente e rispettosamente: Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia… ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono… non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un'ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole… usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting (!?)… se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile… Con la mia immensa ammirazione, Christine L.".
Non lo so a voi ma a me espressioni del tipo "sono al tuo fianco per servirti, ti chiedo perdono, usami per il tempo che ti serve, se mi usi ho bisogno della tua guida…" mi fanno venire voglia di andare a cercare sui siti porno sadomaso se da qualche parte si trova anche il filmino.

Polemiche:
In una famosa intervista al Guardian di qualche tempo fa, la Direttrice del FMI si lasciava sfuggire che i greci, per cominciare a darsi una mano da soli, avrebbero dovuto imparare prima di tutto a pagare le tasse, tutti. Potete immaginare il senso di ansia e fastidio dei poveri fratelli greci già cornuti e mazziati a dovere da tutte le istituzioni europee, internazionali, sovranazionali e intergalattiche. Poi però qualcuno ha notato il piccolo particolare che in quanto funzionario di un'istituzione internazionale, è lei la prima a non pagare un centesimo di tasse sullo stipendio. La signora pare infatti guadagni circa mezzo milione di dollari all'anno più benefit, più aumenti annuali per contratto (più varie ed eventuali negli accidentali casi di ‘negligenza'). Tutto esentasse perchè c'è la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche che dice che la legge è uguale per tutti però te le tassi le paghi, lei no.

A marzo dell'anno scorso in una videointervista a La Repubblica faceva trapelare una certa preoccupazione per la possibilità che il nuovo Governo potesse cancellare l'amatissima (da loro) riforma Fornero o introdurre cose (per loro) orribili come il reddito di cittadinanza e dichiarava "le idee in politica cambiano nel tempo, e cambiano quando qualcuno arriva al governo e deve prendere decisioni per il proprio Paese. Chi governa capisce il rischio di creare instabilità, la necessità di una bussola o che non si possa spendere più di ciò che si incassa. Che le entrate contano quanto le uscite. Questa prova di realtà arriva sempre, quando si arriva al potere". Infatti di solito è proprio così, finora c'è stato poco da darle torto — o arriva spontanea, o te la suggeriscono, o te la impongono, o ti schiantano ma tando alla fine si fa come dicono loro. Quindi qui ha ragione — in politica, la nostra sopratutto, le idee in un modo o nell'altro cambiano.

Il mese dopo: "Il protezionismo fa male a tutti, il debito è a livelli mai visti…". Il protezionismo Christine? Cioè ci stai dicendo che quello che abbiamo visto finora e che ha portato a questi livelli di debito si chiamava protezionismo? E allora quando instaurerete il neoliberismo cosa cacchio ci toccherà vedere? Libera circolazione dei fegati e altri organi interni nell'area Shenghen? Ma vai a cagher! come si dice da voi in Francia.

George Soros, Chairman of Soros Fund Management, listens during a seminar titled Charting A New Growth Path for the Euro Zone at the annual International Monetary Fund and World Bank meetings September 24, 2011 in Washington, DC.
© AFP 2018 / Brendan Smialowski
Sospetti:
Gruppo Bilderberg, Aspen Institute, Trilateral, Atlantic Council… è dappertutto. In tutte le organizzazioni sospettate di voler interferire ed influenzare gli interessi democratici per deviarli verso le istanze neoliberiste, ipercapitaliste e globaliste, lei c'è sempre. Qui all'Atlantic Council ha qualcosa da ridire sul populismo e le spinte anti-globaliste che sarebbero tanto ma tanto dannose per la crescita e l'economia mondiale, lì, all'Aspen Institute, piange il duro colpo e grave errore che è stata la Brexit, alla Trilateral si lamenta ancora del protezionismo e al Bilderberg invece, c'è sempre però lì cosa dica non lo possiamo sapere perchè quelle riunioni lì sono segrete per statuto (Cosa Nostra per dire ha regole più elastiche riguardo le fughe di notizie).

Ed eccoci qui al Forum economico internazionale di Davos che apre oggi.
Nervi saldi ragazzi, nervi saldi.

 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Economia, FMI, Mondo, Italia
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