03:43 26 Maggio 2019
Tifosi del CSKA sugli spalti

Avvocato: i tifosi russi a Roma presentano la denuncia

© Sputnik . Alexei Danichev
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Marina Tantushyan
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Sono passati ormai quasi tre mesi dopo il clamoroso incidente sulla scala mobile prima di Roma-CSKA Mosca. Il 23 ottobre 2018 una scala mobile della stazione Repubblica (linea A della metro di Roma) ha ceduto all’improvviso e, al posto dei gradini, si è aperto il vuoto sotto i piedi dei passeggeri.

L'impianto ha tranciato e ferito gravemente 28 tifosi del Cska Mosca in trasferta nella Capitale per la partita di Champions League contro Roma. La procura ha aperto fascicolo per lesioni, ma i giornali ne parlano troppo poco.

Come vanno le indagini? Come pensano di agire e difendersi i tifosi russi accusati di aver "saltato" troppo forte? Per fare il punto sulla situazione Sputnik Italia ha raggiunto l'avvocato dei tifosi del CSKA Tatiana Della Marra.

— Avvocato, Lei come la rappresentate ufficiale dei 28 tifosi del CSKA ha appena presentato una denuncia. Potrebbe raccontare di che cosa si tratta?

— Io rappresento e difendo quali persone offese e danneggiate dal reato, 28 tifosi del CSKA Mosca che, mio tramite, hanno presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Roma in seguito al sinistro nel quale sono rimasti coinvolti, in data 23 ottobre 2018, sulla scala mobile situata all'interno della stazione Metro Repubblica di Roma. Le denunce-querele che ho presentato riferiscono che, in data 23 ottobre 2018, verso le ore 19,00 i tifosi, da me rappresentati, si sono incontrati, con altri tifosi del CSKA Mosca, in piazza della Repubblica a Roma, con l'intento di recarsi allo stadio Olimpico, dove alle ore 21, si sarebbe disputata la partita di Champions League, Roma - Mosca CSKA. Raggiunto il luogo d'incontro convenuto un gruppo di tifosi del CSKA Mosca entrava nella stazione Repubblica della linea A della metropolitana e, quindi, prendeva la scala mobile di destra per scendere verso i treni. Improvvisamente la scala mobile ha accelerato, a fortissima velocità, la propria corsa verso il basso, dopo di che ha collassato, accartocciandosi su sé stessa e trascinando i passeggeri nell'imbuto dei gradini incagliati alla base della scala, taglienti come lame.

A nulla valevano le disperate richieste di aiuto e le grida: "Stop" "Stop" in quanto non era presente alcun addetto che bloccasse il dispositivo mobile. La situazione è apparsa immediatamente grave. Dovunque sangue, grida disperate, richieste d'aiuto.  Non è possibile conoscere ulteriori dettagli in quanto la dinamica del guasto che ha cagionato l'incidente dovrà essere accertata dal perito tecnico nominato dal pubblico ministero.

— È per la prima volta nella storia di Roma Capitale che accade un incidente del genere o ci sono stati altri precedenti nel passato?

— Non è il primo incidente che coinvolge la metropolitana di Roma. A mia memoria un altro incidente è avvenuto durante la Giornata mondiale della gioventù del 2000, quando un gruppo di pellegrini, che si stavano spostando dal centro di Roma per andare a Tor Vergata ad un concerto organizzato per i Papa-boys, fu coinvolto in un incidente per il malfunzionamento della scala mobile della stazione della metro di piazza di Spagna. La scala si era bloccata all'improvviso facendo precipitare in avanti un centinaio di giovani di cui 17 erano finiti in ospedale.

— Secondo il Corriere della sera, nonostante le accuse fatte nelle prime ore dopo l'incidente, nessuno saltava, tutti viaggiavano pacificamente incolonnati sui gradini della scala mobile. E cosa dicono gli investigatori? Sono riusciti a ricostruire la dinamica dell'incidente?

— Il Corriere della sera riporta una verità. Difatti, la prima versione dei fatti uscire nell'immediatezza dell'incidente attraverso le parole della sindaca di Roma Virginia Raggi che, intervenuta sul posto, ebbe a dire che dei "testimoni sembra abbiano visto saltare e ballare sulla scala mobile i tifosi del CSKA Mosca". Sennonché tale versione degli accadimenti è stata prontamente smentita da alcuni tifosi che hanno documentato con video la loro discesa sulla scala mobile della metro Repubblica, riuscendo a riprendere proprio gli attimi prima dell'incidente. Anche il video di sorveglianza interno della metro ha escluso, in maniera incontrovertibile, che i tifosi del CSKA Mosca saltassero sulla scala mobile prima del suo collasso. La dinamica dell'incidente, cioè l'esistenza di guasti o rotture della scala mobile che ha preso una forte velocità in discesa collassando su sé stessa, è oggetto di indagine peritale disposta dal Pubblico Ministero in data 17.12.2018. Il perito nominato dall'ufficio ha 60 giorni di tempo per ricostruire la dinamica dell'incidente in una relazione scritta.

— Sappiamo sempre grazie ai giornali, che in dicembre 2018 il presidente dell'Atac Paolo Simioni è stato sottoposto a indagini. Procura di Roma abbia ancora provveduto all'iscrizione di Simioni nel registro degli indagati? Se ci sono altri indagati, potrebbe indicarli?

— Attualmente risultano iscritti nel registro delle notizie di reato 4 indagati. Devo precisare per chiarezza che tale iscrizione non ha il significato di "sospetto" nei loro confronti ma risponde semplicemente ad una necessità processuale di garanzia tesa a consentire loro di partecipare alla perizia disposta dal Pubblico Ministero con propri consulenti tecnici di parte.

— La fermata di Repubblica è ancora chiusa. Cosa sta succedendo sul luogo dell'incidente in questo momento?

— La fermata della metro stazione Repubblica è ancora chiusa in quanto su di essa si appunta l'indagine peritale disposta dalla Procura della Repubblica di Roma la quale, nel termine di 60 giorni, dovrà accertare, l'esistenza di guasti o rotture sulla scala mobile e comunque verificare il corretto adempimento degli obblighi tecnici derivanti sia dall'esecuzione del contratto di manutenzione che dalle norme vigenti in materia.

— In questi mesi sono uscite tantissime, a volte contradittorie, notizie sullo stato di salute di uno dei tifosi che avrebbe perso la gamba. Potrebbe confermare o smentire questa informazione? 

— Il tifoso russo che ha rischiato l'amputazione del piede ha subito due operazioni all'Ospedale Umberto I di Roma che gli hanno consentito, a tutt'oggi, di evitare l'amputazione. È ancora in cura in Russia e al momento non è ancora chiaro se perderà o meno il piede.

— E come si sentono adesso gli altri ragazzi feriti?

— Ovviamente per tutti è stata una esperienza fortemente traumatica, molti tifosi sono ancora in cura in Patria.

— Come valuta le vostre chance? A Suo avviso, la difesa ha a disposizione tutte le testimonianze necessarie per vincere il processo?

— La prova delle lesioni è ampiamente documentata dalle certificazioni mediche; quanto alla individuazione precisa dei responsabili spetterà alla Procura della Repubblica che sta lavorando in tal senso. Certo molto dipenderà dall'esito della perizia tecnica soprattutto in relazione alla tipologia di guasto che ha provocato il sinistro.

È ben noto che in Italia la giustizia è molto lenta. Quanto tempo, secondo le Sue stime, potrebbe durare questo processo?

— I tempi della giustizia sono generalmente lunghi in Italia ma spesso variano da caso a caso onde non è possibile al momento formulare una prognosi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Incidente, CSKA, Roma, Italia, Russia
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