Widgets Magazine
06:55 24 Luglio 2019
George Soros, Chairman of Soros Fund Management, listens during a seminar titled Charting A New Growth Path for the Euro Zone at the annual International Monetary Fund and World Bank meetings September 24, 2011 in Washington, DC.

SOROS e i figli di TROIKA

© AFP 2019 / Brendan Smialowski
Opinioni
URL abbreviato
Alessio Trovato
Opinioni, punti di vista, approfondimenti (52)
11402

Che ci faceva Soros da Gentiloni a Palazzo Chigi a maggio del 2017 venticinque anni dopo aver causato il mercoledì nero della Lira? Che ci faceva a fine novembre scorso a Bruxelles in un meeting riservato con il Sig. Frans Timmermans, Primo Vicepresidente della Commissione Europea? Che diritto ha di chiedere una Troika per l’Italia?...

… (e non è neppure la prima volta: link1, link2, link3), ma soprattuttto — com'è che la sua Open Society Foundation ha a libro paga fior di giornalisti ed influencer che guardacaso si premuniscono di chiamarlo ‘filantropo' e di ‘spontaneamente' sostenere tutte le sue campagne e attività immigrazioniste, mondialiste, russofobe con annesse e connesse rivoluzioni colorate? Domande fin troppo ingenue, chi di voi voleva aver capito ha già capito da un pezzo, gli altri fanno parte del problema e non sarà certo un articoletto a vincerli. Però è un fatto che, per quanto scontato, il tema sui giornali (intendo quelli del mainstream, la controinformazione invece non parla d'altro) venga ben poco e malvolentieri affrontato.

Anche i giornalisti non ‘gratificati' del magnate semita-ungherese comunque fanno una fatica enorme ad affrontare il discorso. Guardate il caso Ivo Caizzi — Luciano Fontana — Federico Fubini. Questo probabilmente rimarrà un classico negli annali del giornalismo nazionale e dimostra anche come all'interno del mainstram stesso si stia giocando una partita intestina per la sopravvivenza e indipendenza culturale.

Cosa era successo. Era successo che il buon Caizzi, inviato del Corriere della Sera a Bruxelles, già agli inizi di novembre iniziava a sentire puzza di bruciato quando il suo stesso redattore capo lanciava titoli a tutta pagina di possibili, anzi quasi certe, procedure di infrazione della Ue nei confronti dell'Italia. A Caizzi probabilmente non sfagiolava molto anche lo spazio che veniva dato all'editorialista Federico Fubini che calzava la mano sempre sull'imminenza di una procedura di infrazione contro l'Italia rispetto a quello che vedeva lui stesso a Bruxelles di una prevalenza piuttosto per la ricerca del dialogo. Ad un certo punto (pochi giorni fa) Caizzi ha perso la pazienza ed ha scritto una lettera aperta alla sua stessa redazione nella quale poneva una serie di seri quesiti (cit. testuale):

Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo noioso
© Sputnik . Alessio Trovato
"Quello che conta è che il Cdr — nell'interesse del Corriere, dei suoi giornalisti e dei suoi lettori — chiarisca:
a) Se il comportamento del direttore Fontana sia stato corretto.
b) Se si può aprire la prima pagina del Corriere con "una notizia che non c'è" del genere (riferito alla non notizia del 1 nov. 2018 di una prossima procedura di infrazione Ue per l'Italia).
c) Se il direttore non debba limitarsi a imporre la sua linea attraverso editoriali, opinioni e commenti.
d) Se il direttore ritiene che le "notizie" con annuncio della procedura e smentita della trattativa UE-Italia possano aver influito — magari anche marginalmente e inconsapevolmente — sui mercati finanziari: favorendo di fatto mega-speculatori, che in quei giorni scommettevano capitali ingenti sulla destabilizzazione dell'Italia (e sui conseguenti crolli in Borsa e aumenti degli spread sui titoli di Stato italiani). [link 1, link 2, link3]
e) Se l'attendibilità del Corriere non vada difesa meglio, almeno per ridurre le perdite di copie (con la direzione Fontana siamo già a circa — 120 mila, secondo i dati Ads sulla diffusione totale).
f) Se possiamo augurarci che, dal 2019, il Corriere possa tornare a fare la sua tradizionale "informazione indipendente di qualità" garantendo sempre la massima attendibilità delle notizie: dalla prima all'ultima pagina".

Da notare due cose importanti. Persino Caizzi il ribelle non trova il coraggio nella sua lettera aperta ai colleghi di far notare i due seguenti ‘piccoli' particolari che tuttavia egli stesso conosce bene:

Il suicidio di Karl Marx - olio su tela
© Foto : A.Trovato (elab.grafica)
1. A fine novembre, guardacaso dopo tutta la manfrina preparatoria del suo giornale, Soros incontrava proprio a Bruxelles in un meeting riservato il Sig. Franciscus Cornelis Gerardus Maria Timmermans, per gli amici e i giornalisti pigri ‘Frans'. Ora, Soros a 88 anni non è il tipo da city tour a Bruxelles e sopratutto è uno che se parla con qualcuno è perchè ha qualcosa da chiedere oppure offrire. Il Sig. Frans Timmermans anche non è uno qualunque. Stiamo parlando dello ‘spitzenkandidat' ovvero il candidato alla presidenza nientemeno che della Commissione Ue in caso di vittoria del gruppo dei Socialisti e democratici nelle elezioni per il Parlamento europeo. Di cosa pare abbiano parlato? Cosetta da niente — pare proprio che Soros abbia chiesto a Timmermans di attivarsi perché la Commissione Ue bocciasse la manovra italiana, aprendo la strada alla Troika. Praticamente Soros chiese al vice di Juncker, e futuro possibile Juncker, di far fare all'Italia la fine della Grecia. In tutto questo la nostra carta stampata non era altro che la quinta colonna che stava tirando la corsa al birbaccione dall'interno preparando il mercato alla prossima speculazione.

2. Il giornalista favorito dal direttore Fontana per trattare con la massima ‘delicatezza ed obiettività' la questione, Federico Fubini, siede (indovinate un po') nell'European advisory board della Open Society di Soros, e fa parte della task force della Commissione Ue contro le fake news (come Gianni Riotta tra l'altro, ve li ricordate ‘i misteriosi tweet dell'ambasciata russa'?)

Fubini tra le altre cose è anche uno di quelli che titola cose del tipo "La Russia di Putin, superpotenza fragile: armi ed energia ma le condizioni di vita peggiorano" e poi a fare la task force contro le fake news della task force alla fake news (da impazzire) ci pensano attenti analisti su internet non a libro paga di alcuno (vedi questo opera magistrale di debunking). Ma non è questo il punto. Il punto è che come si fa a credere in una Europa che contro le fake news schiera chi le fake news le produce, come si fa credere nell'imparzialità di una informazione che va avanti solo grazie alle ‘gentilissimi donazioni di magnanimi e disinteressatissimi filantropi' (buona questa), come si fa a non credere ai complotti se oramai siamo arrivati persino al complotto di accusare di complottismo non appena inizia a venirti qualche piccolissimo sospetto che ci sia qualcosina di quantomeno poco chiaro nel sistema?

Questi sono i nostri tempi cari amici, facciamoci coraggio e cerchiamo di affrontarli. Le nostre uniche possibilità di sopravvivenza risiedono nella consapevolezza e nelle nostre stesse capacità di analisi. Informiamoci, dubitiamo, verifichiamo tutto — non sai mai chi hai davanti, magari potrebbe essere veramente un troll, un agente del Cremlino, come un finanziato dalla Open Society, o dalla Aspen Institute, Bilderberg, Atlantic Council, CIA, Mossad, FSB, un gatekeeper, un cavallo di troika, fautore di troika, figlio di troika, potrebbe essere chiunque. Non fidatevi MAI! Nemmeno di quelli che dicono "non fidatevi MAI!"

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tema:
Opinioni, punti di vista, approfondimenti (52)
Tags:
Giornalismo, Politica, giornalisti, George Soros, UE, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik