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10:38 20 Ottobre 2019
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La TAV Lione Torino, parte di un corridoio d’importanza strategica

© AFP 2019 / Joel Saget
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Le infrastrutture economiche di base sono un sistema di miglioramenti apportati a un territorio e soprattutto investimenti fisici di capitale per accrescerne l’utilizzo produttivo e abitativo.

Le categorie primarie di miglioramento fisico delle infrastrutture comprendono, per esempio, i grandi sistemi idraulici, quindi canali, dighe, irrigazione, gestione delle acque, reti fognarie, ecc., i trasporti, la produzione e la gestione di elettricità, le infrastrutture igieniche e sanitarie, i sistemi di comunicazione e i servizi in generale.  Comprendono anche i miglioramenti nella fertilità del suolo per tutte le varie forme di attività agricole; la messa in sicurezza del territorio rispetto a eventi naturali di rilevante portata.

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© Photo : Flickr.com/Eva Cristescu/cc-by
La responsabilità di queste migliorie rientra tradizionalmente nelle attività economiche del governo. Oltre che attraverso la crescita del pil, il conseguente aumento nella produttività si può misurare con vari parametri, tra cui la generale efficienza del sistema, la sua velocità di azione e di cambiamento, la densità tecnologica e demografica.

Il treno ad alta velocità (TAV) Lione-Torino e anche il Gasdotto Trans-Adriatico (TAP), tra gli altri, sono proprio tra le infrastrutture economiche di base.

Fin dal suo inizio, l'Unione europea, con la piena, attiva e decisiva partecipazione dell'Italia, ha progettato il suo sviluppo integrato attraverso la realizzazione di un programma di infrastrutture ad alta tecnologia che diventassero l'ossatura portante della sua economia.

Al riguardo, la politica europea per le reti trans europee (TENs) per i trasporti, l'energia e le telecomunicazioni ha visto il suo impulso decisivo nel 1993, con l'intenzione di consentire il funzionamento del mercato interno, connettendo l'Europa con il resto del mondo. 

In particolare le reti dei trasporti sono costituite da corridoi transnazionali multimodali (ferro, strada, vie navigabili) che si intersecano tra loro per creare un fitto tessuto connettivo tra le diverse regioni europee e tra i grandi terminali portuali e aeroportuali con l'obiettivo di aumentare l'efficienza e la sostenibilità dei sistemi di trasporto.

Dei nove corridoi che costituiscono l'asse portante della Trans European Network-Transport (rete TEN-T), definita dal Regolamento Europeo del 2013, quattro interessano l'Italia. Dovrebbero essere completati entro il 2030.

Il Corridoio Mediterraneo: collega i porti della Penisola iberica (prima di tutto Barcellona), con l'Ungheria e il confine ucraino, passando per il sud della Francia e l'Italia settentrionale. Il corridoio comprende ferrovie, strade, aeroporti, porti e terminali ferroviario — stradali e, nell'Italia settentrionale, la via navigabile interna costituita dal fiume Po. I progetti principali del corridoio sono la ferroviaria AV Torino — Lione e il collegamento Trieste/Capodistria — Lubiana.

Il Corridoio Reno — Alpi: collega i porti di Anversa, Rotterdam e Amsterdam e il porto italiano di Genova, attraversando la valle del Reno, Basilea e Milano. Da qui si capisce anche l'urgenza di riavere al più presto il ponte che ristabilisca la connessione di Genova e del suo porto con il resto del corridoio.

Il Corridoio Scandinavo — Mediterraneo: si estende dal confine russo-finlandese, attraverso la Svezia e la Germania fino all'Italia, con collegamenti con i porti di La Spezia, Livorno, Ancona, Bari, Taranto, Napoli e Palermo. Il corridoio comprende anche sezioni di "autostrade del mare" e la costruzione della galleria del Brennero.

Il Corridoio Baltico — Adriatico: si estende dai porti polacchi del Mar Baltico fino a quelli italiani di Trieste, Venezia e Ravenna.

Se si osserva la cartina geografica ed economica dell'Europa, si nota subito che lo sviluppo del Corridoio Mediterraneo e la realizzazione della TAV costituiscono un elemento d'importanza strategica per l'Italia. Si ricordi che in Europa siamo secondi, dopo la Germania, per il settore manifatturiero. Esso è concentrato in gran parte nelle regioni del nord servite proprio dal corridoio. Le regioni del sud della Francia, come Marsiglia, fanno riferimento a Lione per i loro traffici. Le regioni meridionali della Spagna, in primis la Catatonia, rappresentano il polo industriale più avanzato e produttivo del paese. Anch'esse guardano al resto dell'Europa attraverso il Corridoio Mediterraneo.

Perciò, considerando il sistema degli scambi commerciali, la tratta tra Lione e Torino permette la connessione ferroviaria AV con Francia, Spagna, Portogallo e più estesamente con la Gran Bretagna: Si tratta di un'area che nel 2011 "pesava" per il 29,8% delle importazioni italiane dall'Unione europea e per il 39,% % delle esportazioni.

Rinunciare alla TAV Lione Torino comporterebbe un isolamento dell'Italia e sarebbe un suicidio economico. Per tutte le regioni menzionate, Lione diventerebbe semplicemente uno snodo logistico verso gli altri corridoi, già ben funzionanti, che attraversano il centro-nord della Germania.

Occorre capire che i corridoi non sono solo un transito di merci e di passeggeri, ma sono territori di sviluppo economico e di collaborazione tecnologica. Di fatto integrano vaste regioni dell'Europa, con importanti ricadute anche in campo politico e culturale.

E', quindi, altrettanto chiaro che i TENs e i corridoi di sviluppo non possono essere sottoposti a una banale e limitativa analisi di costi e benefici. Li abbiamo pensati, insieme agli altri paesi europei, come strumenti di sviluppo e d'integrazione continentale. Fanno parte della visione di un'Europa unita, democratica e pacifica.

Poiché i suddetti corridoi sono dei progetti europei, finanziati dall'Ue, sarebbe invece opportuno non perdere altro tempo e, da parte nostra, metterli, tutti e quattro, in cima alle nostre priorità per la crescita economica e occupazionale del paese e per integrarci in modo più stretto con il resto dell'Europa.  

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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gasdotto TAP, commercio, TAV, TAP, Italia, Francia
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